Berlusconi è nuovamente candidabile: concessa la riabilitazione

La decisione è stata presa ieri sera dal Tribunale di Sorveglianza

MILAN, ITALY - MARCH 20:  AC Milan president Silvio Berlusconi gestures before the Serie A match between AC Milan and SS Lazio at Stadio Giuseppe Meazza on March 20, 2016 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Silvio Berlusconi non è più incandidabile. La decisione è stata presa ieri dal Tribunale di Sorveglianza di Milano che gli ha concesso la "riabilitazione", con la quale vengono cancellati tutti gli effetti della condanna figli della sentenza sui diritti Tv Mediaset. La decisione era attesa per il mese prossimo ed invece il Tribunale si espresso ieri rispondendo all'istanza degli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini, depositata 4 giorni dopo la scadenza dei 3 anni dalla sentenza di condanna. La legge prevede infatti che debbano essere trascorsi almeno 3 anni dall'espiazione della pena per poter presentare la domanda.

La decisione del Tribunale di Sorveglianza ha dunque cancellato gli effetti della Legge Severino, in base alla quale Berlusconi sarebbe stato incandidabile fino al 2019. Berlusconi non dovrà dunque neanche attendere l'esito del ricorso presentato presso la Corte Europea dei diritti dell'uomo - atteso per l'autunno di quest'anno - alla quale si era appellato perché a giudizio dei suoi legali la norma aveva avuto un effetto retroattivo nel suo caso, violando un principio basilare nell'ordinamento italiano sancito dall'articolo 25 della Costituzione.

La riabilitazione, in base a quanto prevede il codice penale, "estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna". Per poterla ottenere bisogna aver "adempiuto alle obbligazioni civili derivanti dal reato". Berlusconi ha scontato la sua pena svolgendo attività di volontariato nell'istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone ed ha anche risarcito il danno. Secondo una sentenza della Cassazione, il condannato deve aver dato "prove effettive e costanti di buona condotta" a dimostrazione del suo reinserimento nella società.

Su questo punto ci sarebbe da discutere visto che Berlusconi ha diversi procedimenti penali pendenti legati al "caso Ruby". Una sentenza della Cassazione ha stabilito che la pendenza di procedimenti penali non può rappresentare di per sé un ostacolo nella concessione della riabilitazione, ma la decisione sembra comunque quantomeno borderline. Fatto salvo il principio appena esposto è infatti al tempo stesso vero che a Berlusconi è contestato il versamento di denaro a circa 20 testimoni del processo Ruby, almeno fino al 2016.

Secondo l'accusa le testimoni venivano pagate affinché dicessero il falso in tribunale e Berlusconi le avrebbe pagate a questo scopo proprio durante i 3 anni nei quali, secondo l'istituto della riabilitazione, il condannato deve aver offerto "prove effettive e costanti di buona condotta".

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