Pd, Delrio: "Bozza del contratto M5S-Lega orribile. Spero che non ce la facciano"

"Se il guidatore sbanda e cade in un burrone, cadiamo tutti".

Graziano Delrio

Questa mattina, nel corso di Circo Massimo, la trasmissione di Radio Capital condotta da Massimo Giannini, è intervenuto il ministro delle Infrastrutture uscente Graziano Delrio che ha commentato le trattative tra Lega e MoVimento 5 Stelle e la bozza di contratto svelata ieri sera dall'Huffington Post, una bozza che i diretti interessati hanno definito "superata". Delrio ha detto:

"La bozza mi sembra orribile. Hanno ragionato di condono di debito pubblico e uscita dall'euro, è molto preoccupante che, anche se superata, abbiano messo giù quelle ricette. Siamo anche noi a bordo di quell'autobus: se il guidatore sbanda e cade in un burrone, cadiamo tutti"

Delrio non usa mezzi termini e dice apertamente che spera che le trattative tra le due forze politiche vincitrici delle elezioni del 4 marzo falliscano, auspicando, invece, un governo tecnico scelto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un governo che il Pd si è sempre dichiarato pronto a sostenere:

"Per il bene del Paese auspico che non ce la facciano. È giusto che possano provarci, ma vorrei che chi governasse avesse del sale in zucca. Per fortuna c'è un altra proposta in campo, quella di un governo istituzionale proposto dal presidente Mattarella. Sarebbe molto più saggio questo secondo scenario"

Delrio, in particolare, ha spiegato di essere preoccupato per l'assenza del tema del lavoro nel contratto, perché proprio il lavoro è ciò che serve per "sradicare" la povertà e non il reddito di cittadinanza. Inoltre sottolinea che un altro argomento su cui fare molta attenzione è quello delle pensioni e spiega:

"Il problema sono le nuove generazioni, che restano chiuse. Sono favorevole alla correzione della Fornero, ma scassare i conti pubblici è un altro conto"

Delrio dice poi che Salvini e Di Maio hanno una "cultura costituzionale preoccupante" e inoltre è preoccupato per il comitato di conciliazione previsto dal contratto per dirimere eventuali controversie tra le due forze politiche in caso di urgenze non previste dal contratto (per esempio crisi o calamità naturali). Secondo il ministro uscente somiglia al gran consiglio del fascismo, un organo parallelo che renderebbe questo governo un esecutivo di "vera destra".

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