Maduro rieletto presidente del Venezuela. Astensione al 52%

Maduro ha parlato dell'alto consenso popolare in suo favore ma non ha detto che a vincere è stata soprattutto l'astensione.

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Nicolas Maduro è stato rieletto presidente del Venezuela con il 68% dei voti. Un esito scontato tra proteste di piazza represse nel sangue e leader dei dissidenti zittiti o in carcere.

Il presidente uscente e rieletto, erede di Hugo Chavez, ha parlato dell'alto consenso popolare in suo favore ma non ha detto che a vincere è stata soprattutto l'astensione: quasi il 52% degli aventi diritto non è andato ai seggi, contro l'80 per cento circa di elettori che era andato alle urne alle elezioni del 2012 e 2013, appena prima che il paese, ricco di petrolio e per questo fino a non molto tempo fa il più ricco dell'America Latina, venisse falcidiato dalla dura crisi economica degli ultimi anni.

Crisi degenerata in una carestia che ha portato vaste fasce di popolazione alle fame. Crisi di cui sono accusate le politiche chaviste di Maduro. Tra i momenti più bui della recente storia del Venezuela i 106 morti durante i 120 giorni di proteste in strada dell'anno scorso, con più di 15.000 i feriti solo fino a giugno 2017 e centinaia di oppositori politici messi in carcere, secondo le Ong locali tra cui Foro Penal Venezolano.

"Stiamo ottenendo un record storico. Mai prima un candidato alle presidenziali aveva vinto con il 68% del voto popolare" ha detto il presidente rieletto Maduro da Palacio de Miraflores commentando l'esito del controverso voto.

A contendersi la presidenza con Maduro Henri Falcon, distanziato del 47% che contestando il voto ha fatto sapere che non ne riconoscerà i risultati. Il Consiglio nazionale elettorale spiega che Maduro ha preso 5,8 milioni di voti, Falcon 1,8 milioni, l'ex pastore evangelico Bertucci 925.000 voti e Reinaldo Quijada appena 34.614 preferenze.

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