Cottarelli: "Io sono sollevato. Ma per il governo sarà difficile mantenere le promesse"

Le prime sfide da affrontare sono gli sbarchi e la legge di bilancio.

Carlo Cottarelli

Carlo Cottarelli è stato, forse, l'uomo più applaudito nella Loggia d'Onore del Quirinale. Non si era mai visto, infatti, un applauso come quello che ieri i giornalisti gli hanno riservato quando ha annunciato di aver rimesso il mandato per la formazione di un governo tecnico nelle mani del Presidente Mattarella dopo che si era verificata nuovamente la possibilità di realizzare un governo politico, quello guidato da Giuseppe Conte. E anche oggi Cottarelli ha continuato a raccogliere applausi al Festival dell'Economia, la Tecnologia e il Lavoro in corso a Trento.

Prima di entrare ha parlato con i giornalisti e, commentando il programma del governo giallo-verde, ha detto:

"Hanno un programma che sarà attuato, penso, ma non credo tutto. Io non condivido tutte le loro iniziative, non sono d'accordo sul fatto che per crescere occorre aumentare il deficit. Sono d'accordo su altri punti come la lotta alla burocrazia, alla corruzione. Per le pensioni io penso che non possiamo avere una riforma che ci fa spendere di più. Si possono fare degli aggiustamenti per alcune categoria. Noi abbiamo pubblicato dei dati che fanno vedere che spendiamo già tanto per pensioni e assistenza"

Sulla flat tax ha molti dubbi:

"Il livello attuale di progressività mi sembra abbastanza ragionevole e non credo che sia particolarmente utile passare a un minor grado di progressività con la flat tax. La flat tax comporta un aumento tra 310 e 325 miliardi a regime"

Ha anche parlato della questione europea, senza nascondere di non approvare il comportamento della Germania: "La legge di bilancio per il 2019 fa male all’Italia e fa male all’Europa, perché per il quarto anno consecutivo continuano ad avere un surplus in paese dove debito è già sceso, stanno esagerando". I Paesi UE hanno "il diritto di criticare ma con i dovuti toni", quando ci sono "peccati capitali come quelli di cui si parla. Non ho niente in contrario sul fatto che si vada in Europa a dire che dobbiamo difendere meglio il nostro interesse. Spesso non lo abbiamo fatto bene in Italia perché spesso ci muoviamo in ritardo rispetto alla Francia e alla Germania. Ma dobbiamo farlo all’interno dell’Unione europea e alla zona Euro".

Per quanto riguarda la spending review, Cottarelli ha spiegato:

"L'unica spesa assolutamente da non tagliare è quella della pubblica istruzione, le disuguaglianze che pesano di più sono quelle ai punti di partenza. Se uno è più bravo deve avere successo maggiore ma punto di partenza deve essere uguale per tutti. La pubblica istruzione è la ricetta anche perché il Sud cresca più rapidamente. Gli studenti di elementari, medie e superiori non si spostano, se la scuola pubblica funziona male non si costruisce capitale umano"

Su problemi più immediati da affrontare per il nuovo governo, Cottarelli segnala:

"C'è il problema stagionale degli sbarchi e poi, più in generale, la legge di bilancio. Io non sono d'accordo sull'aumento del deficit"

Ha anche raccontato un piccolo retroscena:

"Quando il presidente Mattarella mi ha chiamato avevo appena finito di correggere i compiti dei miei studenti (della Bocconi ndr) e mi accingevo a vedere una puntata di Breaking bad"

A Cottarelli non ha mai ricevuto l'offerta di entrare a far parte del Governo Conte, ma ha anche aggiunto che: "non avrei accettato perché ho detto che è un onore servire nel governo italiano, però bisogna essere d’accordo su certi obiettivi".

Ieri, subito dopo aver rimesso il mandato, aveva dichiarato di essere "sollevato" e anche in serata, ospite su Raitre di Lucia Annunziata, ha detto di aver tirato un sospiro di sollievo perché, pur avendo accettato l'incarico per senso del dovere, ha sempre pensato che sia meglio avere un governo politico. Stamattina, ospite della trasmissione "6 su Radio 1", ha detto:

"La durata del governo dipende da quello che diranno e faranno. Sarà difficile realizzare tutte le promesse elettorali e poi dipende dal fatto che l'economia italiana possa essere colpita da shock. Noi siamo ancora fragili, dobbiamo muoverci per rendere l'economia più robusta, evitando uno shock dall'esterno"

Per quanto riguarda il suo futuro tornerà ovviamente a dirigere l'Osservatorio sui Conti Pubblici e a insegnare alla Bocconi.

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