Roma, l'11 novembre il referendum sul trasporto pubblico

Mobilitiamo Roma

La sindaca di Roma Virginia Raggi, con un'ordinanza datata 1 giugno 2018, ha rinviato all'11 novembre 2018 il referendum per la messa in gara del trasporto pubblico della Capitale, quasi totalmente in mano ad ATAC, ormai prossima al fallimento.

Il referendum, promosso dal comitato Mobilitiamo Roma, punta a fare in modo che il trasporto pubblico di Roma finisca in mano ad altre aziende capaci di dargli nuovo vigore e rendere un servizio migliore per i cittadini della città e i milioni di turisti che la visitano ogni anno. In precedenza il voto era previsto per la giornata di oggi, ma la sindaco ha preferito scegliere una nuova data.

Due i quesiti che saranno posti ai cittadini:


Primo quesito
"Volete voi che roma capitale affidi tutti I servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio"
Secondo quesito
Volete voi che roma capitale, fermi restando I servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?

Mobilitiamo Roma aveva raccolto le firme di 33 mila cittadini romani, intenzionati a fare qualcosa per salvare il trasporto della città. Il sito ufficiale del Comitato spiega:

Come cittadini romani siamo stanchi.
Stanchi di sopportare un trasporto pubblico non all’altezza di una capitale europea. Stanchi di dover continuare a pagare per un servizio carente e inadeguato. Ma soprattutto siamo stanchi di aspettare.
Stanchi di aspettare un autobus che non passerà mai e un’amministrazione comunale che non è in grado di fornire risposte adeguate.
Vogliamo creare un trasporto pubblico che faccia sembrare Roma più piccola perché ben collegata e non perché dotata di autobus, tram e metropolitane inefficienti.
Per fare questo c’è bisogno di una scossa, di un segnale forte che arrivi direttamente a chi di dovere, dal Comune all’Atac, ma che parta da cittadini. Perché siamo noi a dover subire quotidianamente i disagi derivati dall’avere a che fare con un’azienda ormai disinteressata alle nostre esigenze.

Nel caso di vittoria del sì, ci sarebbero comunque delle garanzie per evitare che aziende private possano avere carta bianca. Sarà comunque il Comune di Roma ha stabilire il prezzo del biglietto e gli eventuali aumenti, così come le tratte necessarie per ogni quartiere della Capitale.

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