Toscana, Enrico Rossi (LeU) dopo la morte di Duccio: "I campi rom devono essere smantellati"

"La fine di Duccio non è una mera fatalità. (...) I campi rom vanno smantellati"

Enrico Rossi

Oggi a Firenze è una giornata di lutto cittadino. A deciderlo è stato il Sindaco Nardella dopo la morte di Duccio Dini, un ragazzo di 29 anni deceduto dopo 24 ore di coma. Duccio è finito in ospedale dopo essere stato travolto a bordo del suo scooter tra via Simone Martini e via Canova, mentre era fermo ad un semaforo. Ad ucciderlo è stata un'automobile guidata ad alta velocità da un rom, impegnato in un inseguimento con un'altra auto guidata sempre da un uomo di etnia rom. Il sindaco Nardella ha annunciato che il comune si costituirà parte civile nel processo ai danni dei quattro uomini responsabili della sua morte.

Della vicenda ha parlato anche il Presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, con un post su Facebook: "Ora è il momento del dolore e della vicinanza alla famiglia, ai parenti e agli amici di Duccio. Nessuno potrà mai restituire Duccio all’affetto dei suoi cari, la morte rende muti e pone interrogativi senza risposta costringendoci a riflettere sulla fragilità e sulla incompiutezza del nostro impegno quotidiano. Assieme al sentimento del dolore e della vulnerabilità, si impone per tutti il dovere di una reazione, umana e ragionata. La fine di Duccio non è una mera fatalità. La rabbia e la protesta dei cittadini, dei commercianti, delle famiglie, del quartiere e di chi conosceva il giovane che è morto mentre si recava a lavoro, nel centro della sua città, è comprensibile ma non può tradursi in vendetta".

L'obiettivo di Rossi è quello di smantellare i campi Rom, con l'intenzione di integrare la parte della comunità alla ricerca di un'esistenza migliore: "Esiste una grande questione, che dobbiamo affrontare immediatamente. Riguarda la sicurezza dei cittadini e la presenza dello Stato nel territorio. È inaccettabile che una faida familiare, in una comunità dove si scontano precedenti per rissa, spaccio, sfruttamento della prostituzione possa sfociare in una guerriglia urbana, che toglie la vita a un giovane. I campi rom devono essere smantellati con soluzioni abitative alternative e deve essere favorita l’integrazione di chi è per bene".

Rossi ha poi ribadito che, in ogni caso, è compito delle istituzioni la gestione dell'ordine pubblico: "I criminali devono essere assicurati alla giustizia e devono pagare. Nessuna vendetta e nessuna discriminazione però è accettabile. Qualche settimane fa a Follonica un italiano ha ucciso un commerciante e ferito una passante con modalità mafiose. La Toscana non è un’isola felice ed è attraversata da tutte le contraddizioni e i problemi del nostro paese e del nostro tempo. La via giusta è quella di perseguire la strada dell’accoglienza, dell’integrazione e del rispetto della legge. Aggiungere alla drammaticità dei problemi che viviamo l’odio razziale trasformerebbe la nostra regione in un far west, come abbiamo visto accadere, anche di recente, nella tragedia di Piazza Dalmazia del 2011".

Le soluzioni proposte dal Presidente Rossi: "Per questo avevo avanzato la proposta di istituire i poliziotti di quartiere, per presidiare il territorio e assicurare il pieno controllo delle città da parte dello Stato. Una proposta che intendo rilanciare. Per questo penso che il tema della chiusura dei campi, individuando soluzioni alternative, debba vederci ancora più impegnati. Sono queste le iniziative nelle quali la Regione, assieme ai sindaci, deve intensificare il proprio lavoro".

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