Caso Aquarius, Prodi: "Parole intollerabili dalla Francia"

L'ex Premier: "Giusto e condiviso sdegno per le dichiarazioni francesi"

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"Ribadisco il giusto e condiviso sdegno per le dichiarazioni francesi. Se il governo francese intendeva unificare le forze politiche italiane su un punto, c’è proprio riuscito". Romano Prodi ha espresso fin da subito le sue perplessità sulla composizione e sul progetto del cosiddetto "Governo del Cambiamento", ma sugli ultimi screzi con la Francia ha dimostrato di avere le idee molto chiare nel suo intervento di oggi ai microfoni di InBlu Radio.

L'atteggiamento di Macron è "intollerabile" secondo l'ex Premier, soprattutto in ragione delle precise responsabilità in capo alla Francia per la guerra in Libia: "Dire quello che ha detto Macron è intollerabile soprattutto se si pensa che è un Paese che ha causato l’inizio di questa tragedia. La guerra in Libia l’ha fatta la Francia. Noi ci siamo incredibilmente accodati, non ho mai visto qualcuno fare una guerra contro se stessi e i propri interessi. La Francia in questi anni ha gestito le cose in Libia con iniziative assolutamente proprie, non curandosi degli interessi generali"

Prodi concorda con Tajani circa la delicatezza del tema migranti, che rischia di mettere in discussione l'intero progetto europeo: "Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca non hanno accettato neanche un migrante. Non dico due o tre. Neanche uno. E questi sono i grandi amici di Salvini. In questo momento la migrazione è la più grande bomba ad orologeria in Europa".

L'ex Premier ha poi ricordato l'emergenza che affrontò il suo Governo alla fine degli anni 90, quando andò a trattare con Bashkim Fino: "Capisco che si debbano sostenere tesi per propaganda, ma basta prendere anche i comunicati dell’epoca. Si trattava di un accordo tra me e il premier albanese Bashkim Fino per un piano anti-esodo: pattugliamento e aiuti per ripristinare il funzionamento della vita civile, politica ed economica in Albania. Il premier albanese era d’accordo sul fatto che l’Italia pattugliasse tutto l’Adriatico e disse che i problemi albanesi andavano risolti dagli albanesi in Albania".

Prodi ha comunque riconosciuto che il quadro odierno è sicuramente più complesso: "Era un quadro totalmente diverso. Capisco che oggi la situazione è molto più complicata, perché in Libia non c’è un governo con cui interloquire. Ma noi pattugliammo l’Adriatico su richiesta del governo albanese, tra l’altro con ottimi successi perché contemporaneamente si iniziò un’attività umanitaria in Albania, come aveva richiesto lo stesso primo ministro albanese. La propaganda, per favore, deve essere usata fino ad un certo limite perché non è giusto andare oltre. Anche allora, come oggi, c’era chi speculava vergognosamente sui migranti. Ma c’era il desiderio di aiutare in loco i migranti con l’accordo con il governo albanese, in modo da evitare il collasso del Paese".

Riguardo la missione del Governo Conte, Prodi intravede già le prime difficoltà nel riuscire a trovare un modo per soddisfare le alte aspettative figlie delle promesse elettorali: "Sceglie con grande astuzia tutti temi in cui ci sono dei trattamenti a nostro sfavore da parte dell’Europa e temi che non comportano un impegno di carattere economico-finanziario. Questo nuovo governo sceglierà temi non economici oppure prenderà decisioni su aspetti economici come la pensione ai parlamentari. Manifestano la difficoltà oggettiva di mettere insieme delle decisioni economiche tra loro non compatibili. Non si possono sommare la riforma delle pensioni e mille altre cose senza mettere paura ai nostri partner europei".

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