Aquarius, Mogherini: "Rendere minima la permanenza delle persone a bordo"

Ma intanto la nave ha dovuto cambiare rotta a causa del maltempo.

Federica Mogherini

Anche se in queste ore se ne sta parlando un po' di meno rispetto ai giorni scorsi, perché nel frattempo Italia e Francia hanno fatto pace, la questione dell'Aquarius è ancora un argomento caldo, soprattutto perché oggi la nave ha dovuto cambiare rotta a causa del maltempo e molte delle persone a bordo sono stremate dal mal di mare, anche perché sono in viaggio ormai da troppi giorni e sono ancora lontani dal porto di arrivo, ossia quello di Valencia. Oggi, infatti, la nave è nei pressi della costa orientale della Sardegna, come potete vedere dall'immagine qui sotto:

Aquarius Sardegna

E dunque è ancora molto distante da Valencia, indicata nell'immagine qui di seguito da una freccia rossa, e il viaggio non si concluderà prima di sabato sera:

Aquarius da Valencia

Alessandro Porro, che è a bordo dell'Aquarius, ha spiegato:

"Le condizioni meteo non sono buone, si è alzato il vento a 25 nodi e c'è stata pioggia. Inoltre, nel tragitto verso la Spagna avremo onde di 4 metri. Con l'alzarsi delle onde le condizioni di sicurezza diventeranno più critiche. È necessario prendere una serie di misure per permettere una vita a bordo più sicura"

Sophie Beau, direttrice di SOS Mediterranée, la Ong che opera con la nave Aquarius, ha detto:

"C'è un sentimento di frustrazione e indignazione. Salvare le persone deve venire prima di ogni considerazione politica"

Mal di mare a parte, la situazione a bordo della nave è abbastanza tranquilla, perché ora ci sono solo poco più di 100 migranti, visto che circa 500 sono stati trasferiti sulle navi italiane Dattilo e Orione, che a loro volta si sono rifornite nei pressi di Mazara del Vallo, prima che tutte e tre le navi proseguissero verso la Sardegna.

Sul tema è intervenuta oggi Federica Mogherini, Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza comune dell'Unione Europea, che, nel corso di una conferenza stampa che ha tenuto a Bruxelles, ha risposto alle domande dei giornalisti sulle sorti dell'Aquarius e ha detto:

"L'identificazione del porto di sbarco è questione che riguarda una decisione nazionale, su cui la Commissione europea non ha competenze. Però vorrei specificare il fatto, anche vedendo le notizie relative allo stato del mare in queste ore, che è chiara indicazione della legge internazionale che ogni sforzo debba essere fatto per rendere minimo il tempo he le persone passano a bordo della nave in questione. Spero che la questione si possa risolvere nel modo migliore e più rapido possibile, perché la priorità assoluta, assoluta, deve essere quella della protezione delle vite umane"

Intanto il mare continua a mietere vittime. Secondo quanto riferito all'Ansa da Federica Mameli, una collaboratrice della Sea-Watch, la Ong tedesca che opera con la sua nave Sea-Watch 3, nelle ultime ore una nave americana, la Trenton, avrebbe salvato 41 migranti al largo della Libia e avrebbe recuperato anche 12 cadaveri. La Trenton avrebbe contattato la Sea-Watch 3 per avere aiuto, ma quando la nave tedesca si è avvicinata, il trasbordo non c'è stato. Federica Mameli infatti ha raccontato:

"Noi ci siamo avvicinati alla loro posizione, loro ci sono venuti incontro e per 24 ore siamo rimasti così. Eravamo disposti al trasbordo ma volevamo prima che ci fosse assegnato un porto sicuro, ragionevolmente vicino, ma ciò non è avvenuto e quindi ieri sera la nave americana si è allontanata e noi abbiamo perso il contatto"

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