Salvini sul "problema Regeni": "È una questione della famiglia. Per noi sono più importanti i rapporti con l'Egitto"

Le reazioni all'uscita infelice del ministro dell'Interno.

Matteo Salvini su Giulio Regeni

Intervistato dal Corriere della Sera e poi anche da Lilly Gruber nel corso di Otto e Mezzo su La7, ieri, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha parlato del caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto per il quale non è stata ancora fatta giustizia. Salvini ha definito il caso Regeni il "problema Regeni", facendo infuriare non poco chi chiede che finalmente venga rivelata la verità. Inoltre ha detto:

"Vogliamo ricostruire buoni rapporti con l’Egitto. Io comprendo bene la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni. Ma per noi, per l’Italia, è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l’Egitto"

Oggi sono arrivate molte reazioni all'infelice uscita di Salvini. Tra le più importanti c'è quella di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che su il Fatto Quotidiano ha scritto:

"Nella scorsa legislatura Salvini aveva usato toni forti per spingere il governo a fare di più. Negli ultimi tre giorni, di quella legislatura ha preso ad esempio l’ex ministro degli Esteri Angelino Alfano, per il quale l’Egitto era un 'partner ineludibile'"

e ha aggiunto:

"Parole vecchie e misere. Continuità, altro che cambiamento. 'Prima gli italiani' evidentemente è uno slogan che non vale per gli italiani ammazzati all’estero nei Paesi amici. Quanto agli egiziani detenuti, scomparsi e uccisi, semplicemente non esistono"

Noury faceva parte della delegazione di Amnesty International Italia che la settimana scorsa ha incontrato il Presidente della Camera Roberto Fico, il quale di recente ha ricevuto anche i genitori di Giulio Regeni e l'ambasciatore italiano al Cairo, Gianpaolo Cantini, chiedendo a quest'ultimo il massimo sforzo in un momento cruciale per l'indagine sull'uccisione del ricercatore.

L'europarlamentare del Pd Isabella De Monte oggi ha diffuso una nota scritta su questa vicenda, scrivendo:

"Salvini scarica la famiglia Regeni e tutte le persone che, in Italia e nel mondo, lottano per la verità e la giustizia. Sono parole ignobili. Cosa ne pensa il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga? E i grillini del Fvg sono d'accordo con il loro alleato? Sacrificheranno anche loro la battaglia per Giulio in nome degli interessi di governo"

De Monte ha definito "vergognose" le parole di Salvini perché:

"Offendono Regeni e la sua famiglia, la comunità di Fiumicello, il Friuli Venezia Giulia e il Paese. È ciò che non avremmo voluto sentire da un vicepresidente del Consiglio. Sembra che per Salvini vengano prima gli italiani, eccetto quelli torturati e che rischiano di interferire con i suoi interessi"

Sergio Cofferati di Liberi e Uguali ha definito "raccapriccianti" le parole di Salvini e ha detto:

"No, signor ministro, la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni non è un problema della famiglia, è un problema del nostro Paese. La difesa della libertà e dei diritti umani sono elementi fondativi della nostra democrazia e non sono negoziabili"

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