Maturità 2018, tema storico: De Gasperi e Aldo Moro, traccia svolta

Sono Alcide De Gasperi e Aldo Moro i protagonisti della prima prova della Maturità 2018, tema storico

Il tema storico della Maturità 2018 prende in esame due figure vitali dell'Italia del secondo dopoguerra, Alcide De Gasperi e Aldo Moro, protagonisti della cosiddetta "distensione" a livello politico, nata da una maggiore esigenza di stabilità da parte del paese. Non solo, all'indomani del secondo conflitto mondiale, nasce sempre più forte nei paesi toccati, l'esigenza di cooperazione sovranazionale per non cadere nuovamente nel baratro delle ostilità militari.

Di seguito la traccia con i documenti e lo svolgimento della prima prova a tema storico.

Maturità 2018 prima prova: traccia e documenti tema storico tipologia C

Dopo la seconda guerra mondiale, in un'Europa, schiacciata tra le influenze delle due superpotenze e condizionata da un'economia distrutta dal conflitto, emerge una forte esigenza di stabilità politica. Già nelle prime fasi del periodo della cosiddetta "distensione", in Italia comincia ad affermarsi un ideale di cooperazione internazionale che ha due grandi sostenitori in Alcide De Gasperi e Aldo Moro e che trova ragione d'essere in un necessario rinsaldamento dei rapporti economici, ma anche in un reale bisogno di pace, di progresso, di affermazione di comuni principi condivisi. Analizza criticamente il processo storico in tutta la sua complessità, partendo dalle riflessioni proposte:

"Ci unisce, malgrado tutto, la nostra storia. Ci unisce un intento di pace al riparo di ogni minaccia alla sicurezza. Ci unisce il bisogno ed il desiderio di cooperazione. La consapevolezza di queste ragioni di unità ha aperto la via alla distensione. Ma l'Italia ha sempre avuto la convinzione che occorre dare allo svolgimento, graduale e non sempre piano, della distensione, un contenuto nuovo e più sostanzioso, al di là delle pur necessarie intese tra governi, vale a dire, l'esaltazione degli ideali di libertà e di giustizia, una sempre più efficace tutela dei diritti umani, un arricchimento dei popoli in forza di una migliore conoscenza reciproca, di più liberi coontatti, di una sempre più vasta circolazione delle idee e delle informazioni".

Aldo MORO, Discorso alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Helsinki, 30 luglio 29175, in Atti del Convegno Internazionale, Il governo delle società nel XXI secolo. Ripensando ad Aldo Moro, Roma, 17-20 Novembre 2008

"De Gasperi aveva capito che il tempo lavorava contro l'Europa. Aveva colto i primi segni del disgelo e della distensione, che si sarebbero resi manifesti con l'elezione di Eisenhower alla presidenza degli Stati Uniti e poi con la morte di Stalin il 5 marzo 1953. (...) De Gasperi cercò quindi di affrettare i tempi. Seguendo i suggerimenti di Spinelli, nel giugno 1952 propose di affidare all'assemblea della CECA, il cui trattato era appena entrato in vigore, il compito di cominciare a predisporre il progetto di costituzione federale europea (...).

De Gasperi era stato l'artefice e il principale sostenitore del progetto".
Alfredo Canavero, Alcide De Gasperi: cristiano, democratico, europeo, Rubbettino, Catanzaro 2003, p. 113

Maturita 2018 Alcide De Gasperi

Maturità 2018 prima prova: tema storico sulle figure di Alcide De Gasperi e Aldo Moro

L'Italia all'indomani della seconda guerra mondiale era una nazione persa, sconfitta, ma soprattutto ridotta in cenere nel suo orgoglio, nel suo territorio e nei suoi figli, andati a morire in migliaia e molti caduti sul posto, fra i civili. L'Italia e il globo intero erano in ginocchio e anche i vincitori, chi più e chi meno, portavano le bruciature in seno di perdite troppo grosse per aver qualcosa da festeggiare.

Anzi, una cosa da celebrare in effetti c'era, la fine del conflitto. In questo clima di amarezza, le nazioni si affidarono come non mai alla politica e quest'ultima, investita di un compito così gravoso, si persuase che la ricostruzione non poteva che essere attuata andando su due binari: quello materiale, per mettere le "toppe" dove si poteva e su quello spirituale-emotivo, tendendo la mano alla cooperazione, anche se quella mano, il giorno prima, imbracciava il fucile e indossava una divisa.

Il mondo chiedeva in silenzio proprio questo, che la politica locale si elevasse a qualcosa di sovranazionale, costruendo strutture e istituzioni al di sopra delle parti, in grado di garantire una pace duratura, data dalla collaborazione e mossa dall'idea comune di scongiurare a tutti i costi un altro conflitto globale.

In Italia erano le forze centriste a spingere più di tutte in questa direzione, un universo politico rappresentato dalla Democrazia Cristiana, non chiassosa, affidabile, in grado di mostrare distensione ad un paese ancora intento a leccarsi le ferite e a piangere i propri morti in battaglia o sotto le bombe.

Fu Alcide De Gasperi, Primo Ministro italiano dal 1946 al 1953 fra i politici del momento più convinti della necessità di un organo comunitario che gestisse, in modo equilibrato e super partes, la forza nelle relazioni internazionali e fu sempre lui uno dei primi sostenitori della CED, la Comunità Europea di Difesa, il cui progetto naufragò ufficialmente nel 1954, per un sonoro no da parte della Francia alla firma del trattato.

De Gasperi aveva visto lungo anni luce però, anticipando un tema ancora dibattuto oggi nelle aule universitarie così come nelle stanze dei bottoni e sicuramente nei circoli culturali che bazzicano appresso al diritto internazionale: la nascita di una Costituente europea, in grado di legiferare e così anche di rendere vincolanti le proprie disposizioni.

Chi mastica un minimo di giurisprudenza sa bene che al momento, nonostante la presenza di organi sovrastatali, come l'Unione Europea, non esistono vincoli ufficiali, ma solo raccomandazioni per gli Stati membri. Un invito che può anche essere disatteso.

Ma De Gasperi non era l'unico illuminato. A guardare nella stessa direzione c'era anche Aldo Moro, a cui va attribuito uno dei discorsi sulla distensione più sentiti e profondi, quello fatto vent'anni più tardi della fine della Seconda Guerra Mondiale alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa di Helsinki, nel 1975.

Ci unisce, malgrado tutto, la nostra storia. Ci unisce un intento di pace al riparo di ogni minaccia alla sicurezza. Ci unisce il bisogno ed il desiderio di cooperazione. La consapevolezza di queste ragioni di unità ha aperto la via alla distensione. Ma l’Italia ha sempre avuto la convinzione che occorre dare allo svolgimento, graduale e non sempre piano, della distensione, un contenuto nuovo e più sostanzioso, al di là delle pur necessarie intese tra governi, vale a dire, l’esaltazione degli ideali di libertà e di giustizia, una sempre più efficace tutela dei diritti umani, un arricchimento dei popoli in forza di una migliore conoscenza reciproca, di più liberi contatti, di una sempre più vasta circolazione delle idee e delle informazioni.

Aldo Moro

Queste le parole dell'allora neoeletto Presidente del Consiglio Europeo. La parola chiave del suo storico speech? La distensione, quel sentimento in grado di "esaltare gli ideali di libertà e giustizia", come detto dallo stesso Moro, ma anche quel modus operandi meraviglioso che fa aprire all'esterno, senza paura, per conoscere cose e persone nuove, con culture, religioni e tradizioni.

In un'epoca in cui la chiusura alla diversità domina, le parole di Aldo Moro, ci siano da guida e non da spauracchio.

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