Calenda: "andare oltre il Pd". Martina: "ripensamento ma no superamento"

Maurizio Martina su eventuale referendum PD-M5S

Botta e risposta tra l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il segretario reggente del Pd Maurizio Martina sul futuro del partito.

I ballottaggi alle elezioni comunali di ieri 24 giugno hanno sancito il crollo anche a livello amministrativo del Pd che si è visto sottrarre soprattutto dal centrodestra le sue roccaforti storiche nelle regioni rosse.

Secondo Calenda la "navigazione a vista sta portando il centrosinistra all’irrilevanza" perciò urge "ripensare tutto" dalle idee alle persone all'organizzazione e "andare oltre il Pd".

Il segretario reggente dei dem stamattina sempre su Twitter aveva commentato così i risultati dei ballottaggi alle amministrative:

"Dobbiamo cambiare e ricostruire. Con umiltà e coraggio. Un nuovo Pd per un nuovo centrosinistra".

Sulla presa di posizione di Calenda, Martina ha poi risposto in diretta a Circo Massimo su Radio Capital:

"d'accordo sul ripensamento complessivo, ma non sul superamento del Pd. Credo nella ricostruzione di un campo progressista, democratico di centrosinistra con un Partito democratico rinnovato al centro".

Martina ha ammesso la debacle:

"È una sconfitta netta, che pesa parecchio come quella in Toscana e in alcune realtà dell'Emilia Romagna. Ci sono segnali che dobbiamo valorizzare come la vittoria a Termoli, Siracusa, Ancona e Brindisi, segnali utili che non cambiano però il segno inequivocabile della sconfitta".

Nelle ex regioni rosse, ha proseguito il segretario:

"c’è una forte domanda di cambiamento che noi dobbiamo comprendere, e le elezioni amministrative confermano un cambio di fase. Ora dobbiamo ricostruire tutto su basi nuove. C'è una nuova destra in campo, sempre più aggressiva, che fa di alcuni temi come quello della sicurezza dei cavalli battaglia (…). Dobbiamo costruire risposte nuove".

Sullo sfondo del "caos Pd" e delle sue diverse anime l’assemblea del partito che da luglio (si era parlato prima del 7 poi del 14-15) potrebbe slittare addirittura in ottobre per decidere se eleggere un nuovo segretario o avviare le assise per il congresso.

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