Confindustria boccia il Decreto Dignità. Di Maio: "colpo mortale al precariato"

Il premier Giuseppe Conte: "non siamo contro le imprese"

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Confindustria boccia il Decreto Dignità e si tratta di una bocciatura senza appello. Se il vicepremier e ministro dello Sviluppo-Lavoro Luigi Di Maio parla di "colpo mortale al precariato" il presidente del Consiglio Giuseppe Conte più modestamente spiega: "Abbiamo adottato misure che contrastano la dimensione precaria del lavoro".


Di tutt’altro avviso Confindustria secondo cui il decreto dignità:

 "È il primo vero atto collegiale del nuovo esecutivo e, anche per questo, è un segnale molto negativo per il mondo delle imprese". Il decreto non produrrà meno lavoro precario ma meno lavoro in genere secondo gli industriali.


"Preoccupa anche che siano le imprese a pagare il prezzo di un'interminabile corsa elettorale all'interno della maggioranza e che si creino i presupposti per dividere gli attori del mercato del lavoro" generando "vecchie contrapposizioni" fanno sapere da Viale dell’Astronomia.

Di Maio ha poi provato a rassicurare: "nessuna guerra agli imprenditori" ma solo ai "prenditori" aggiungendo che le imprese oneste non hanno "nulla da temere". Le critiche al provvedimento arrivano secondo il ministro da parte di chi "ha massacrato" i diritti dei lavoratori.

Il premier Giuseppe Conte dal canto suo si è affrettato a dire che il governo "non è in contrasto col mondo imprenditoriale, anzi adotteremo anche misure per favorire la crescita economica, vogliamo una sana alleanza col mondo del lavoro e imprenditoriale ma vogliamo contrastare le iniziative ingiustificate" riferendosi alle sanzioni previste dal Decreto Dignità a carico delle aziende, beneficiarie di contributi pubblici, che delocalizzano.

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