Salvini: "contro la Lega sentenza politica, non ho sentito Berlusconi"

matteo salvini

La sentenza della Cassazione che ha ordinato il sequestro dei conti della Lega, ovunque siano, è una sentenza politica. Così Matteo Salvini il giorno dopo la pronuncia degli ermellini che hanno "ratificato" la decisione del tribunale di Genova.

L'ammontare della truffa allo Stato che i magistrati contestano alla Lega della gestione Bossi-Belsito (l'ex tesoriere) è di 49 milioni di euro.

"Non ho sentito Berlusconi. E' evidente che c'è qualche giudice che fa politica ma non esiste un disegno generale. Noi siamo tranquillissimi, nessuna preoccupazione contro questa sentenza bizzarra"

spiega stamane il segretario del partito e ministro dell'Interno Salvini all'Agenzia Ansa.

È prevista una qualche forma di mobilitazione contro la sentenza?

"Non abbiamo tempo da perdere con queste cose, abbiamo troppo da lavorare"

replica il ministro e vicepremier.

Sequestro conti Lega: perché

La Cassazione in pratica ha disposto che i soldi che la Lega deve allo Stato vanno cercati ovunque: in conti, libretti e altri rapporti finanziari, fino al raggiungimento della somma di 49 milioni di euro. Fino a quando questa cifra non sarà pagata per intero, ogni euro del Carroccio può essere messo sotto chiave.

Salvini controbatte che quei 49 milioni di euro non ci sono, che si tratta di:

"un processo politico che riguarda fatti di 10 anni fa su soldi che io non ho mai visto".

L'anno scorso il tribunale di Genova aveva condannato Umberto Bossi e l’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, più altri imprenditori e amministratori, per il reato di truffa aggravata nei confronti dello Stato per la presentazione di una certificazione considerata falsa che ha permesso di richiedere rimborsi elettorali per 40 milioni tra il 2008 e il 2009, in due tranche, e per 16 milioni nel 2010.

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