Pensioni, Boeri: "No a quota 100. Immigrati fondamentali". Salvini: "Fa politica"

In campagna elettorale la Lega ha promesso di abolire la Legge Fornero con l'obiettivo di "ripristinare quota 100". In soldoni, consentire alle persone di andare in pensione quando la somma di età anagrafica e quella degli anni di contributi farà 100 (esempio: 61 anni di età e 39 di contributi) o, in alternativa, con 41 anni di contributi. La proposta della Lega è entrata a far parte del contratto di Governo insieme a tante altre cose; una serie di progetti ambiziosi la cui reale fattibilità lascia perplessi moltissimi.

Il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, si è sempre dichiarato contrario a questo tipo di riforma perché andrebbe, a suo giudizio, a compromettere la sostenibilità dell'intero settore pensionistico. Oggi l'Istituto di Previdenza ha presentato la sua relazione annuale alle Camere, nella quale sono stati ribaditi i medesimi concetti: "ripristinando le pensioni di anzianità con quota 100 (o 41 anni di contributi) si avrebbero subito circa 750.000 pensionati in più", per i quali sarebbe da prevedere un costo "fino a 20 miliardi all'anno".

La riforma delle pensioni secondo l'Inps avrà anche un effetto negativo sull'occupazione: "Sappiamo che ogni abbassamento dell'età pensionabile comporta anche riduzione dell'occupazione perché il prelievo contributivo aumenta e il lavoro costa di più". Il motivo? Il prelievo contributivo aumenterebbe, facendo innalzare il costo del lavoro, scoraggiando così le assunzioni: "Avremmo dunque non solo più pensionati ma anche meno lavoratori, ciascuno dei quali con un fardello ben più pesante sulle proprie spalle".

Anche sul fronte delle pensioni d'anzianità, che il Governo vorrebbe reintrodurre, c'è una ferma presa di posizione di Boeri: "Ripristinare le pensioni di anzianità, significa ridurre il reddito netto dei lavoratori. In un sistema pensionistico a ripartizione come il nostro, i contributi di chi lavora servono ogni anno a pagare le pensioni di chi si è ritirato dalla vita attiva. Oggi abbiamo circa 2 pensionati per ogni 3 lavoratori. Questo rapporto è destinato a salire nei prossimi anni".

La relazione dell'Inps ha confermato i cambiamenti recenti nel mondo del lavoro: "Per gli occupati a tempo indeterminato si registra una dinamica opposta a quella generale: infatti da 14,1 milioni sono scesi a 13,8 milioni mentre aumenta l’occupazione a termine passando da 3,7 milioni a 4,6 milioni. Nel 2017 un innesco importante all’espansione dei rapporti a termine è, anche in questo caso, giunto dalla soppressione, a marzo 2017, della regolazione tramite voucher delle prestazioni di lavoro accessorio. Gli indizi di tale movimento sono stati subito nettissimi fin dal marzo 2017 con l’immediato ritorno alla crescita dei contratti di lavoro intermittente".

Sul fronte immigrati Boeri ha poi ribadito quanto già affermato nei giorni scorsi: "Tutti sono d'accordo che bisogna contrastare l'immigrazione irregolare. Bene. Ma si dimentica un fatto importante: per ridurre l’immigrazione clandestina il nostro Paese ha bisogno di aumentare quella regolare. Tanti lavori per i quali non si trovano lavoratori alle condizioni che le famiglie possono permettersi nell'assistenza alle persone non autosufficienti. Tanti lavori che gli italiani non vogliono più svolgere. Nel lavoro manuale non qualificato sono oggi impiegati il 36& dei lavoratori stranieri impiegati oggi in Italia contro solo l'8% dei lavoratori italiani". E poi: "Dunque, c'è una forte domanda di lavoro immigrato in Italia. In presenza di decreti flussi del tutto irrealistici, questa domanda si riversa sull'immigrazione irregolare degli overstayer, di chi arriva in aereo o in macchina, non coi barconi ma coi visti turistici, e rimane in Italia a visto scaduto".

Boeri con le sue parole, supportate dai dati in suo possesso, è andato ad alimentare la polemica con Matteo Salvini che già nei giorni scorsi gli aveva affibbiato l'etichetta di "fenomeno" aggiungendo che "ci sarà tanto da cambiare anche in questi apparati pubblici". Oggi Salvini, dopo le parole di Boeri, è tornato ad esprimere un giudizio duro sul lavoro dell'Inps: «“Servono più immigrati per pagare pensioni... cancellare L.Fornero costa troppo... servono più immigrati per fare lavori che gli italiani non vogliono più fare...” Presidente #Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare di tantissimi italiani. Vive su Marte?».


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