Rolling Stone contro Matteo Salvini. Lui replica: "Milionari senza contatti con la realtà"

"La smetta di usare i più deboli come cavie di un eterno spot dell'emergenza. Governi affrontando le emergenze vere"

Rolling Stone contro Salvini

Il mensile Rolling Stone, che già in passato si era schierato contro il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, oggi ha preso una posizione netta e plateale: la copertina del numero di luglio 2018 presenta una bandiera rainbow e la scritta "Noi non stiamo con Salvini. Da adesso chi tace è complice".

All'interno del numero un lungo editoriale che spiega il perchè di questa scelta:

Fa male vedere, giorno dopo giorno, un’Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro. Un’Italia rabbiosa e infelice. Fa ancora più male prendere atto che questa rabbia si è fatta potere. Non vogliamo che il nostro Paese debba trovare un nemico per sentirsi forte e unito. Per questo non possiamo tacere.

Poi ci si rivolge direttamente a Salvini:

La semplificazione è stata la sua carta di consenso, ministro Salvini. Ma ora il potere ce l'ha. È un politico giovane che dichiara di volere cambiare le cose. E allora le cambi. La smetta di usare i più deboli come cavie di un eterno spot dell'emergenza. Governi affrontando le emergenze vere: le mafie, la corruzione, cercando di fare meglio di quanto non sia stato fatto prima.

La presa di posizione di Rolling Stone è stata appoggiata da decine di artisti e volti noti dello spettacolo, che hanno ammesso di condividere lo stesso pensiero e firmato l'editoriale. Tra i tanti ci sono Daria Bignardi, Sandro Veronesi, Gabriele Muccino, Daniele Vicari, Michele Serra, Costantino della Gherardesca, Linus, Caparezza, Elisa, Lo Stato Sociale, Emma Marrone, Motta, Negramaro, Roy Paci, Mauro Pagani, Tommaso Paradiso, Lele Sacchi, Selton, i Tre Allegri Ragazzi Morti e Chef Rubio.

E anche Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico, ha dato il proprio supporto con un tweet: "C'è ancora chi ha il coraggio di reagire e combattere la barbarie. Grazie a Rolling Stone e agli artisti che hanno scelto di schierarsi".

Il diretto interessato non ha tardato a replicare, come al solito con un post su Facebook:

Che tristezza questi attacchi personali da parte di artisti, spesso milionari, che non hanno contatti con la vita reale e non capiscono che l’immigrazione fuori controllo è un problema per tutti.
#cantachetipassa la musica è di tutti!
P.s. Qualcuno di questi autori mi piace anche e, nonostante questo ennesimo attacco gratuito, continuerò ad ascoltarne le canzoni, leggerne libri e guardarne film. Ovviamente non spenderò mai una lira per comprare questa rivista.

Che tristezza questi attacchi personali da parte di artisti, spesso milionari, che non hanno contatti con la vita reale...

Posted by Matteo Salvini on Thursday, July 5, 2018

Tra le voci fuori dal coro, invece, c'è quella di Enrico Mentana, che era stato contattato da Rolling Stone e ha preferito non mettere il suo nome in questo progetto, spiegando il perchè tramite il proprio profilo ufficiale su Facebook:

Quando voglio dire qualcosa, la dico. In prima persona, avendo la fortuna di poterlo fare in tv, e potendolo fare come tutti qui su Fb. Non credo agli appelli o alle prese di posizione perentorie e che servono solo a scopi identitari, o a volte peggio mirano a un po' di pubblicità gratuita. Oggi il mensile Rolling Stones fa una scelta perfettamente legittima: una copertina arcobaleno con la scritta "Noi non stiamo con Salvini", e poi più in piccolo "Da adesso chi tace è complice". E poi nelle pagine interne una raccolta di pareri e frasi di "musicisti, attori, scrittori e figure legate allo showbiz e alla tv". Scelta legittima, dicevo, ma che non condivido. Il giornalismo è fatto di racconto e di confronto delle idee, di attacco alle posizioni ritenute sbagliate, o perfino pericolose. Mai però la scelta di una persona liberamente eletta come bersaglio, come uomo nero. Con sorpresa ho trovato il mio nome tra gli aderenti a questa iniziativa (a meno che "Enrico Mentana, giornalista" non sia un omonimo). È un caso di malcostume, trasandatezza, sciatteria? Non so, non ho ancora letto la rivista. So però che il suo direttore mi aveva chiesto l'adesione, e la risposta è stata chiara... "No".

Quando voglio dire qualcosa, la dico. In prima persona, avendo la fortuna di poterlo fare in tv, e potendolo fare come...

Posted by Enrico Mentana on Thursday, July 5, 2018

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