Istat: 18 milioni (un terzo) di italiani a rischio povertà

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Secondo gli ultimi dati Istat, il 30% degli italiani, ossia 18.136.663 individui, sono a rischio povertà. Il dato, riferito al 2017, è in aumento rispetto all’anno precedente, fa sapere l’istituto di statistica, e "l'obiettivo di Europa 2020 rimane quindi molto lontano". In Europa, invece, la povertà nel 2016 è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2015, con un’incidenza del 23,5% della popolazione, ossia 118 milioni di persone a rischio.

Preoccupa particolarmente il dato relativo al Meridione d’Italia, dove il rischio povertà o comunque di esclusione sociale si avvicina addirittura al 50%: per la precisione, si attesta al 46,9% contro il 19,4% delle regioni del Nord. Critiche anche le condizioni dei minori, con l’incidenza di povertà assoluta pari al 12,1%. Contestualmente, scende il tasso di abbandono scolastico, a conferma di un aumento della scolarizzazione. Nel 2016 il dato scende al 13,8%, rimanendo sostanzialmente invariato nel 2017. Anche in questo caso, vi sono però importanti differenziazioni a livello territoriale, a svantaggio del Sud. A livello nazionale, non raggiungono la sufficienza in lettura il 21% dei 15enni (nel 2012 erano il 19,5%), mentre la sufficienza in matematica e scienze non viene raggiunta dal 23,3%. La popolazione di 30-34 anni che ha completato l'istruzione terziaria nel 2017 raggiunge quota 26,9%.

Istat: più donne laureate che uomini

Dagli ultimi dati Istat emerge anche un altro dato assai significativo: le donne di 30-34 anni laureate raggiungono quota 34,1%, contro il 19,8% degli uomini. Le attività di istruzione e formazione degli adulti continuano a crescere: nell’anno 2016, il 41,5% degli individui di età compresa tra i 25 e i 64 anni ha svolto almeno un’attività formativa nell’arco degli ultimi 12 mesi.

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