Migranti, il ministro Trenta: "La strada è regolamentare, non chiudere"

"La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere"

Elisabetta Trenta

Matteo Salvini ha fatto della chiusura dei porti italiani la propria missione in queste prime settimane di governo e gli altri ministri lo hanno praticamente lasciato fare. In queste ultime ore, però, si ha la sensazione che qualcosa stia cambiando. Già ieri il Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio ha fatto un passo indietro e si è allontanato da Salvini sulla chiusura dei porti per la nave italiana Diciotti, che al momento è diretta in Italia con a bordo 67 migranti.

Oggi è il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta a parlare di apertura dei porti in una lunga intervista a L'Avvenire, spiegando che la strada non è affatto quella della chiusura dei porti, ma quella dell'accoglienza:

Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo. L’apertura è la sua ricchezza. La strada è regolamentare, non chiudere. La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere. E si può, anzi si deve, legare accoglienza a legalità.

A proposito della nave Lifeline, al centro di un braccio di ferro tra Italia e Malta - e anche col resto dell'Europa - Trenta ha sottolineato che in quel momento era necessario mostrare un po' di forza così da dare una scossa all'Europa, ma ha anche confermato che "nessuno ha mai abbandonato i migranti. La nostra Guardia costiera è sempre stata vicina a quegli uomini e a quelle donne e a quei bambini. L’Italia non si gira dall’altra parte. Non l’ha fatto e non lo farà".

La posizione di Elisabetta Trenta differisce da quella di Salvini e del ministro Toninelli - che sembra aver sposato la linea del Ministro dell'Interno senza se e senza ma - anche sulle Ong, viste come il male assoluto da Salvini:

Dico basta a una eccessiva demonizzazione che non mi convince e non mi piace. C'è una maggioranza di organizzazioni luminose. Poi c’è anche qualche mela marcia che sfrutta l’emergenza migranti per fare business. La sfida - lo ripeto - è coniugare accoglienza e rigore. E capire che a volte si agisce per il bene e non sempre si arriva al bene. Soprattutto se manca un’azione coordinata.

Intanto, dopo il vertice di stamattina tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte, il ministro dell'Interno ha precisato che c'è una linea comune sui migranti basata sul rafforzamento della sicurezza degli italiani.

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