Giustizia, Bonafede frena sulle intercettazioni: "La legittima difesa è prioritaria"

"Bisogna eliminare le zone d'ombra che rendono difficile e complicato dimostrare che si è agito per legittima difesa"

Alfonso Bonafede

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è intervenuto oggi al Senato ed è tornato sulla questione della riforma delle intercettazioni avviata dal governo precedente, confermando la propria contrarietà e l'intenzione di bloccarla.

Il governo di Giuseppe Conte, ha spiegato il pentastellato Bonafede, vuole procedere in un'altra direzione e la riforma delle intercettazioni così come configurata dopo le modifiche apportate, farà più danni che cose buone:

Il decreto legislativo varato dal precedente esecutivo, la cui piena efficacia è prevista proprio durante questo mese, non riesce nell'obiettivo di assicurare un effettivo contemperamento dei diversi interessi richiamati. Le modifiche introdotte, anzi, appaiono come un dannoso passo indietro sulla strada della qualità ed efficacia delle indagini e rispetto alla corretta distribuzione dei compiti funzionali tra i diversi soggetti coinvolti.

Bonafede vorrebbe dare maggiore priorità alla legittima difesa, tema molto caro alla Lega, con una riforma che vada a chiarire i punti che in tribunale creano spesso discussioni e troppe interpretazioni diverse:

Ci sono alcune priorità come la legittima difesa dove vanno eliminate le zone d'ombra, che rendono difficile e complicato dimostrare che si è agito per legittima difesa.

Tra le priorità di questo governo, inserita anche nel contratto firmato da Lega e M5S, c'è la questione delle prescrizioni. Anche su questo punto si sta già iniziando a lavorare e tra le proposte al vaglio c'è quella di sospendere la prescrizione nel caso in cui sia stata già emessa una sentenza di primo grado.

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