Caso Skripal, identificati i responsabili dell'avvelenamento

A poco più di quattro mesi dall'avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia nella cittadina inglese di Salisbury, le autorità locali sarebbero riuscite ad identificare le persone responsabili di quel duplice tentato omicidio.

Il Regno Unito aveva già accusato la Russia di un coinvolgimento - Skripal era stato condannato dalla Russia per alto tradimento nel 2006 - e ora gli elementi in mano agli inquirenti puntano proprio verso l'ex Unione Sovietica. Non sono stati ancora fatti degli annunci ufficiali, ma una fonte vicina all'inchiesta ha riferito gli ultimi sviluppi alla Press Association.

Grazie alle telecamere di sicurezza installate in città e alla lista delle persone che sono entrate nel Paese in quei giorni si sarebbe arrivati all'identificazione di diversi sospettati, tutti di nazionalità russa e plausibilmente tutti già rientrati in patria dopo l'avvelenamento con l'agente nervino Novichok.

Sergei Skripal, 66 anni, e la figlia Yulia, 33 anni, sono sopravvissuti al tentato omicidio e dopo settimane di agonia sono stati dimessi dall'ospedale. Meno fortunati, invece, sono stati la 44enne Dawn Sturgess, e il suo compagno Charlie Rowley, 45 anni, anche loro avvelenati con lo stesso gas poche settimane fa ad Amesbury.

Sturgess è deceduta pochi giorni fa, mentre il suo compagno è ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. Le autorità non sono ancora riuscite a trovare un collegamento diretto col caso Skripal né con le persone identificate in queste ore, ma le indagini proseguono anche in questo senso.

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