Boeri torna sul Dl dignità: "8 mila posti in meno l’anno stima ottimistica"

tito boeri dl dignita

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, torna ad infuocare il dibattito relativo al Dl dignità difendendo i numeri forniti dal suo istituto e attaccando il vicepremier, nonché Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. "L'Inps ha condotto le stime su dati quasi interamente forniti dal Ministero del Lavoro - ha spiegato oggi Boeri in audizione davanti alle commissioni Finanze e Lavoro della Camera - . Inoltre la Relazione tecnica con la stima dell'impatto occupazionale negativo è pervenuta al Ministero una settimana prima della trasmissione del provvedimento alla Presidenza della Repubblica".

Nei giorni scorsi la presa di posizione netta contro il decreto ha attirato su Boeri le critiche dei vicepremier Salvini e Di Maio: il primo ne ha chiesto le dimissioni senza mezzi termini, il secondo ha sostanzialmente lasciato intendere che non lo si possa allontanare, ma che "quando scadrà (il suo mandato, ndr) terremo conto che è un presidente dell'Inps che non è minimamente in linea con le idee del governo". Proprio su questa questione, oggi Boeri ha dichiarato:

"Alcuni giornali mi hanno nei giorni scorsi attribuito la volontà di rimanere in ogni caso Presidente dell'Inps fino al termine del mio mandato, che non è poi così vicino dato che in sei mesi si possono fare tante cose. Come voi sapete - ha insistito in Commissione - , nel 2015 ho accettato questo incarico solo a fronte di un giudizio positivo sulle mie competenze espresso dalle Commissioni Lavoro di Camera e Senato. Se nelle sedi istituzionali opportune mi venisse chiesto di lasciare il mio incarico anticipatamente perché ritenuto inadeguato a ricoprirlo, ne trarrei immediatamente le conseguenze. Ciò che non posso neanche prendere in considerazione sono le richieste di dimissioni on line e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale".

Tornando invece alla relazione tecnica che ha accompagnato il decreto dignità, Boeri ha affermato che la richiesta della stessa sia arrivata il 2 luglio e che la prima copia sia stata inviata dall’Inps al Ministero del Lavoro il 6 luglio. Insomma, Di Maio avrebbe avuto tutto il tempo di sfogliarla, lascia intendere. Poi la stoccata finale, secondo la quale le stime della relazione che accompagna il Dl dignità possano essere addirittura ottimistiche e i posti di lavoro persi ogni anno potrebbero essere più di 8mila.

"Come si vede, c'è molta incertezza circa l'entità degli effetti dei provvedimenti contemplati dal DL 87/2018 sull'occupazione. Ma sia la teoria della domanda di lavoro (applicabile al caso italiano dato l'alto tasso di disoccupazione) che le analisi degli effetti di provvedimenti che hanno in passato imposto alle imprese di interrompere contratti di lavoro in essere convergono nell'indicare effetti negativi sull'occupazione almeno nel breve periodo. Le stime dell'Inps - conclude - possono apparire addirittura ottimistiche se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato".

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