Salvini denunciato per istigazione all'odio razziale

Matteo Salvini è stato denunciato dall'associazione Baobab Experience

Matteo Salvini denunciato

Matteo Salvini è stato denunciato per istigazione all'odio razziale da parte dell'associazione Baobab Experience, che si preoccupa di fornire cure mediche, cibo, una sistemazione per la notte ed assistenza legale per i migranti in transito o richiedenti asilo in Italia. La denuncia è legata ad un tweet di Salvini dello scorso 13 luglio, con il quale il Ministro ha commentato, alla sua maniera, una sentenza della Cassazione.

La sentenza in questione aveva confermato la condanna inflitta ai danni di un 45enne, imputato per concorso in lesioni ai danni di due stranieri. Il tribunale di secondo grado riconobbe l'aggravante dell'odio razziale anche sulla base di una frase pronunciata dall'uomo: "Che venite a fare qua...dovete andare via". Contro l'aggravante contestata i legali del condannato avevano presentato ricorso, ritenendo che vi fosse un "vizio motivazionale".

La Corte di Cassazione ha però respinto il ricorso con queste motivazioni: "La circostanza aggravante della finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso è configurabile in linea generale, secondo i principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità, in espressioni che rivelino la volontà di discriminare la vittima in ragione della sua appartenenza etnica o religiosa" ... "l'espressione riconduca alla manifestazione in un pregiudizio nel senso di inferiorità di una determinata razza" ... "la condotta, per le sue intrinseche caratteristiche e per il contesto in cui si colloca, risulta intenzionalmente diretta a rendere percepibile all'esterno e a suscitare in altri analogo sentimento di odio etnico e comunque a dar luogo, in futuro o nell'immediato, al concreto pericolo di comportamenti discriminatori ... "le frasi pronunciate erano ritenute chiaramente espressive della volontà che le persone offese, e gli altri cittadini extracomunitari presenti ai fatti, lasciassero il territorio italiano a cagione della loro identità razziale".

In poche parole: quella frase, pronunciata in quel contesto, era da intendersi come una dimostrazione del fatto che alla base dell'aggressione violenta vi fosse anche l'odio razziale, con chiari intenti discriminatori anche nei confronti degli altri extracomunitari presenti nel momento dell'aggressione.

Salvini ha condiviso un articolo che riportava questa notizia e l'ha commentato ripetendo tre volte "andate via", denigrando così la sentenza della Cassazione che ha giudicato legittima l'applicazione dell'aggravante nel caso di specie.

Questo il comunicato stampa dell'associazione Baobab Experience, che ha preannunciato una conferenza stampa per domani:

Siamo un gruppo di cittadini che ha deciso di denunciare il ministro dell'interno. Siamo volontari, attivisti solidali, cittadini che credono nell'accoglienza e nei valori che trasmette. Insieme all’associazione Baobab Experience abbiamo denunciato alle autorità Matteo Salvini per il reato di diffusione di idee fondate sull’odio etnico o razziale.

Una sentenza della cassazione ha ritenuto la frase "…dovete andare via", rivolta ad alcuni immigrati minacciati ed aggrediti, aggravante con finalità di discriminazione, ovvero di odio razziale o etnico.
Il ministro dell'interno ha delegittimato la sentenza a mezzo Twitter riproponendo, di fatto e ripetutamente, la stessa locuzione: “andate via”. Per questo appare configurarsi il reato di diffusione idee fondate sull’odio etnico o razziale: Salvini fomenta un'allarmante intolleranza sociale.

Riteniamo che il clima di intolleranza, di questi ultimi mesi, verso migranti ed immigrati nel nostro paese sia strettamente connesso alla politica respingente e denigratoria delle migrazioni, e anzi, che lo alimenti nel peggior modo possibile. L'accoglienza è lo specchio della civiltà, si tratta di un concetto semplice che esprime una rosa di significati che parlano di diritti umani e di libertà di movimento.

Il Mediterraneo oggi è un mare segnato dalle fratture, non solo dalla xenofobia interna dell'Europa, ma anche dal muro che vi sorge in mezzo e su cui vanno a sbattere le molte barche della disperazione. Un mare "sarcofago" che esprime il vissuto delle nuove paure collettive più che un desiderio di frontiera.

Crediamo infatti che la politica e la sua sete di consensi facili abbia le maggiori responsabilità di quanto sta accadendo nel Mediterraneo e per le strade delle nostre città. La propaganda facile e le parole dure come pietre stanno facendo riemergere un razzismo preoccupante che sentiamo il bisogno di fermare.

Siamo comunque ottimisti perché sappiamo che contro questo imbarbarimento centinaia di persone si mobilitano ogni giorno per prestare assistenza e costruire spazi di cittadinanza a favore delle migliaia di persone che attraversano la nostra penisola. I diritti umani non possono essere messi sotto scacco da uomini o partiti politici che mirano a lucrare consensi sulla propaganda razzista. I diritti umani non sono merce di scambio ma diritti inviolabili che nessuno può mettere in discussione, neanche il ministro dell'interno Matteo Salvini e il suo partito.

Parleremo di questa denuncia nel corso di una conferenza stampa indetta per Venerdì 3 Agosto, alle ore 12, presso la sala Renato Biagetti de “La città dell’altra economia”, situata in Largo Dino Frisullo, Testaccio, Roma.

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