Fascismo, Fontana: "Abroghiamo la legge Mancino". L'ira del PD e il NO di Luigi Di Maio

"Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano"

Lorenzo Fontana e Matteo Salvini

15.40 - A mettere un freno definitivo, o almeno si spera, alla preoccupante proposta avanzata stamattina dal ministro Fontana ci ha pensato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che era stato chiamato in causa dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Via Facebook il premier ha sottolineato l'importanza delle leggi contro propaganda e incitamento a odio razziale in Italia e precisato che la Legge Mancino non è mai stata in discussione e mai lo sarà durante il suo governo:

L’abrogazione della legge Mancino non è prevista nel contratto di governo e non è mai stata oggetto di alcuna discussione o confronto tra i membri del Governo.
Personalmente credo che il rispetto delle idee sia un valore fondamentale di ogni sistema democratico, ma allo stesso modo ritengo che siano sacrosanti gli strumenti legislativi che contrastano la propaganda e l’incitazione alla violenza e qualsiasi forma di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
In questo momento il governo deve lavorare e impegnarsi su molti fronti caldi: rilancio dell’occupazione, riforme strutturali che consentano la crescita economica e lo sviluppo sociale del Paese. Concentriamo su questi obiettivi il nostro impegno.

L’abrogazione della legge Mancino non è prevista nel contratto di governo e non è mai stata oggetto di alcuna...

Posted by Giuseppe Conte on Friday, August 3, 2018

Aggiornamento ore 15.00 - Tra i primi a tuonare contro le dichiarazioni di Lorenzo Fontana è stato Andrea Marcucci, capogruppo del PD al Senato, che ha affidato a Twitter il duro commento:

È un governo sempre più nero. Il ministro della Famiglia (sic) #Fontana ora propone di abolire la legge #Mancino che vieta l'apologia di fascismo. La cosa grave è che non si tratta di un colpo di sole di un ministro un po' strambo.

Pochi minuti dopo, sempre via Twitter, è intervenuto anche il Presidente del Partito Democratico, Matteo Orfini:

E ora è arrivato il ministro Fontana che propone di abolire la legge Mancino.
Perché a questo governo fascisti e razzisti evidentemente piacciono.
Perché di questo governo razzisti e fascisti evidentemente sono parte.

A supportare la proposta di Fontana, non è affatto una sorpresa, c'è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che con la scusa di essere contraria ai reati di opinione, si dice pronta a dare manforte in questa possibile battaglia verso l'abrogazione della legge Mancino:

Siamo sempre stati contrari ai reati di opinione perché riteniamo la libertà di espressione sacra e inviolabile. Abbiamo già proposto l'abrogazione di questa norma nella scorsa legislatura quando il Pd e la sinistra hanno tentato di approvare in Parlamento la folle proposta di legge Fiano: siamo pronti a rifarlo oggi.

E sempre oggi è arrivata anche la dura reazione di Noemi Di Segni, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che ha prontamente chiesto chiarimenti al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

Chiedo al Presidente del Consiglio Conte se la proposta di abrogazione della Legge Mancino lanciata dal ministro Fontana, ministro per la famiglia e le disabilità, corrisponde a un progetto del Governo italiano che dirige. Sono parole che offendono profondamente quanto si è inteso difendere a seguito di gravissimi episodi neonazisti e neofascisti e di grave recrudescenza negli Anni Ottanta, e peraltro ribaditi dalla Decisione comunitaria che focalizza i medesimi atti di odio, approvata anche dal nostro Paese. Nella Repubblica italiana fondata sull'antifascismo e sulla negazione dell'odio e di ogni forma di razzismo questi presidi normativi vanno semmai rafforzati e da tutti difesi, senza al contrario alimentare ulteriori paure e rancori sociali.

Anche il leader della Lega Matteo Salvini, ricordando di aver già fatto una proposta simile, si schiera dalla parte della proposta di Fontana, sottolineando come alle idee sia necessario contrapporre altre idee, per quanto si sia parlando di idee molto pericolose:

Già in passato la Lega aveva proposto di abolire la Legge Mancino. Sono d'accordo con la proposta di Fontana: alle idee contrappongono altre idee, non le manette.

L'altro vicepremier, Luigi Di Maio, si è detto invece contrario all'idea, ma si è limitato a dichiarare un secco "La legge Mancino rimanga dov'è", senza aggiungere nulla.

Fascismo, Fontana: "Abroghiamo la legge Mancino"

Dopo aver negato a più riprese l'esistenza di un'emergenza razzismo in Italia - oggi sono state denunciate due diverse aggressioni - il governo di Giuseppe Conte sembra intenzionato a fare un altro passo verso la negazione del nostro passato non troppo remoto. O meglio, è un'idea del Ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, che sconfina quelle che sono le sue competenze e sostiene la necessità di abrogare la legge Mancino.

Introdotta il 25 giugno 1993, la legge Mancino prende il nome dall'allora Ministro dell'Interno Nicola Mancino e punta a sanzionare e condannare tutti quei gesti e quelle azioni legati all'ideologia neofascista che hanno l'obiettivo di incitare alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

La legge prevede "la reclusione fino a un anno e sei mesi o la multa fino a 6.000 euro per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi", ma anche "la reclusione da sei mesi a quattro anni per chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

Accuse simili sono state mosse in queste ultime settimane nei confronti di diversi esponenti della Lega - e anche il Ministro dell'interno Matteo Salvini è stato da poco denunciato per istigazione all’odio razziale - e il Ministro Fontana, partendo dall'aggressione all'atleta italiana Daisy Osakue, strumentalizzato in modo scorretto dalla sinistra, parla di un'emergenza al contrario:

I fatti degli ultimi giorni rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l'intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico. Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni. Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n'era neanche l'ombra.

Fontana parla al plurale, ma il caso a cui si riferisce è soltanto uno. Eppure questo sarebbe sufficiente a fargli affermare che "se c’è quindi un razzismo, oggi, è in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani". Il ministro parla di "inganno svelato" e di "razzismo anti-italiano" e sostiene che "un popolo che non la pensa tutto alla stessa maniera e che è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia fa paura ai globalisti", una frase che sembra far intendere come quella "propria storia" possa essere quel ventennio che tanti danni ha fatto all'Italia e non soltanto.

Da qui la proposta:

Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato.



Abolire, insomma, una legge che punisce l'ideologia nazifascista e difende le tantissime vittime di discriminazione nel nostro Paese. Una proposta molto pericolosa che figura da tempo anche nel programma politico degli estremisti di destra di Forza Nuova, ma anche una proposta che la Lega, quando si chiamava ancora Lega Nord e considerava il sud dell'Italia come qualcosa da cui stare lontani, aveva avanzato ipotizzando addirittura un quesito referendario.

I fatti degli ultimi giorni rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e...

Posted by Lorenzo Fontana on Friday, August 3, 2018

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