Troll russi contro Mattarella? Indaga l'Antiterrorismo

La vicenda riguarda le offese sul web al Capo dello stato dopo il suo "no" a Paolo Savona al Ministero dell'Economia nei frenetici giorni di nascita del governo Lega-M5s

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Dietro gli attacchi online al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella c'è l'azione di troll russi? È quello che dovranno appurare i magistrati antiterrorismo della procura di Roma che all'inizio della prossima settimana apriranno un fascicolo d'indagine sui presunti attacchi da parte di troll al Capo dello Stato.

I magistrati del pool antiterrorismo capitolino attendono un'informativa della polizia postale su quanto accaduto nella notte tra il 27 e il 28 maggio quando Mattarella si oppose alla candidatura dell'euroscettico Paolo Savona a ministro dell'Economia, candidatura fortemente voluta soprattutto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Proprio dopo il no di Mattarella, su Twitter nel giro di qualche minuto comparvero 400 nuovi profili, con la medesima origine, da cui vennero inviati migliaia di messaggi contenenti offese e richieste di dimissioni nei confronti del Presidente della Repubblica, un'attività di trolling che che si sospetta sia stata organizzata da provocatori web di professione.

#Mattarelladimettiti

I troll si sarebbero nascosti dietro l'hashtag #Mattarelladimettiti con lo scopo di ingerire nella formazione del nuovo governo italiano. Finora non sarebbero state trovate però le prove che dietro quegli attacchi ci siano dei troll russi o comunque una regia russa. Viene in mente il caso dell'Internet Research Agency, Ira, di San Pietroburgo accusata di aver disturbato la campagna elettorale per le presidenziali americane.

E sugli attacchi troll a Mattarella effettivamente gli investigatori italiani sono in stretto contatto con i colleghi americani, scrive Tgcom24, per 8 account finiti nel mirino che potrebbero essere gli stessi che hanno agitato la campagna per il referendum costituzionale del 2016 voluto e perso da Renzi. Consultazione che costò all'ex premier la poltrona di Palazzo Chigi e la guida del Pd.

Foto | © Quirinale

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