Salvini risponde a Di Battista: "Tap? L'energia costerebbe il 10% in meno". Ma nel 2015...

Salvini risponde a Di Battista smentendo se stesso

Ieri Alessandro Di Battista, impegnato nel suo viaggio di vacanza-lavoro, ha lanciato l'allarme dal Messico: "Sono libero, anche di pungolare il M5S; ho molta stima di Di Maio, sta combattendo tantissimo. Abbiamo fatto battaglie importanti, contro il Tap, contro il Tav, opere del tutto inutili". All'ex deputato dei 5 Stelle, impegnato nella scorsa campagna elettorale, ha risposto ieri sera Matteo Salvini dal palco della festa della Lega Romagna a Cervia.

Il leghista ha ribadito il suo 'sì' alla Tap, un'opera che ritiene strategica: "Non voglio smontare quello che è cominciato. Penso alla Puglia e al dibattito sulla Tap. Certo, occorre spostare da una parte all'altra e poi ripiantare alcune centinaia di ulivi. Però se arriva alla fine quel gasdotto in Italia l'energia costa il 10% in meno per le famiglie e per le imprese. E io penso che questo Paese non può andare avanti dicendo solo 'no'; no a questo e no a quello. O meglio: no a casa mia e sì a casa tua. Se siamo un Paese che vuole crescere, soprattutto al sud, bisogna dire dei sì".

Sicuramente in Puglia sono preoccupati per la sorte degli ulivi (in alcuni casi secolari), ma non è questo l'unico tema sul tavolo. I cittadini hanno forti dubbi sulla valutazione di impatto ambientale, temendo danni che potrebbero ricadere anche sul settore della pesca e su quello del turismo. Senza considerare gli eventuali danni per la salute pubblica.

Possiamo però anche soffermarci sulla questione degli ulivi, che Salvini ha tirato in ballo banalizzando un po' le ragioni complessive della protesta. Salvini aveva già affrontato il tema Tap nel 2015 (e non solo), quando andò in Puglia per sostenere Adriana Poli Bortone alla Presidenza della Regione, appoggiata da 'Noi con Salvini'. Nel corso dell'inaugurazione del comitato elettorale del candidato consigliere Mauro Giordano, parlò tra le altre cose anche di Tap e si espresse in maniera molto netta: "Bisogna ascoltare i territori. Se il territorio è contrario, io sono contrario".

E proprio facendo riferimento al problema degli ulivi, disse: "Io non taglierei neanche un ulivo. Ho battagliato a lungo a Bruxelles, penso che prima di toccare un ulivo bisogna pensarci dieci, mille volte, ma è l'ennesima dimostrazione che ci sono valutazioni e normative europee fatte contro la Puglia e l'Italia".

Evidentemente l'opinione di Salvini come leader di 'Noi con Salvini' è diversa da quella di Salvini come leader della Lega. Molto semplice in campagna elettorale fare proprie le istanze di tutti i territori, chiedendo per tutti l'autodeterminazione. Molto più difficile restare coerenti con quanto promesso. Ci riuscirà il M5S?

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