Camera, approvato il decreto su motovedette alla Libia. Il Pd non ha votato

Scontro tra Migliore (Pd) e il leghista Zoffili, relatore del provvedimento.

vedetta classe Corrubia

Aggiornamento ore 22:30 - 382 sì alla Camera al decreto che prevede la cessione a titolo gratuito da parte dell'Italia di 12 motovedette alla Guardia Costiera libica. Il provvedimento, dunque, ora è legge. Ci sono stati 11 voti contrari e un astenuto, mentre il Pd non ha partecipato alla votazione ed è uscito dall'Aula dopo che in giornata si era visto bocciare tutti gli emendamenti.

Scontro tra Migliore e Zoffili

Aggiornamento ore 19:00 - Come ci si aspettava non è stato affatto tranquillo in confronto alla Camera sul decreto che prevede la consegna di 12 motovedette alla Guardia Costiera libica. Anzi, lo scontro è stato anche peggiore di quanto ci si aspettasse.

Il Pd, infatti, contrariamente a quanto fatto in Senato (dove ha votato a favore), dopo aver visto che Lega e M5S hanno bloccato tutti gli emendamenti dei Dem, ha deciso di non votare. Piero Fassino, vicepresidente della Commissione Esteri, ha detto:

"Equipaggiare la Guardia Costiera libica di motovedette per accrescere il controllo delle coste e contrastare i mercanti di migranti è scelta ovviamente condivisibile. Ma ogni atto va valutato anche guardando al contesto in cui si colloca. E le scelte operate in questi mesi dal governo italiano configurano uno scenario radicalmente diverso che espone l'Italia a molti rischi e non può vedere il nostro consenso"

Maurizio Martina, segretario del Pd, su Twitter ha scritto:

"Alla Camera il governo, la Lega e i Cinque Stelle svelano il loro vero volto. Respinti tutti i nostri emendamenti sul potenziamento immediato delle attività di rispetto dei diritti umani in #Libia"

E gli ha fatto eco il presidente del Pd, Matteo Orfini:

"I grillini in Aula bocciano i nostri emendamenti che sulla cessione di motovedette alla Libia che chiedono come condizione il rispetto dei diritti umani in quel paese. Ancora una volta dimostrano di essere esattamente come i leghisti. Anzi no, una differenza c'è: sono più ipocriti"

Tra il leghista Eugenio Zoffili, relatore del provvedimento, e Gennaro Migliore del Pd, c'è stato un vero e proprio scontro verbale dopo il quale è scoppiata la bagarre in Aula, che si è conclusa con le scuse di Zoffili. In pratica Migliore aveva detto: "abbiamo chiesto l'invio delle motovedette alla Libia collegandolo strettamente alla verifica del rispetto dei diritti umani e alla supervisione Onu". Zoffili si è lasciato scappare un "che c... vuoi" e poi gli ha detto "vieni qui" facendogli un gesto con la mano. Alla fine il leghista si è scusato.

Camera, voto sulle motovedette alla Libia

Lunedì 6 agosto, ore 10:32 - Dopo l'approvazione al Senato con una larga maggioranza, oggi sarà la Camera dei Deputati a doversi esprimere sul decreto per la cessione di navi alla Libia, le 12 unità navali che il governo italiano, nel tentativo di rallentare i flussi migratori verso l'Italia, aveva promesso nelle ultime settimane.

Il decreto prevede la cessione a titolo gratuito di dieci unità navali CP classe 500 in dotazione alle Capitanerie di Porto e di due vedette classe Corrubia in dotazione alla Guardia di finanza, per un totale di 12 unità navali. A questo si aggiunge un contributo di 2,5 milioni di euro per il 2018 che servirà ad addestrare il personale libico e per la manutenzione dei mezzi.

Se in Senato è filato tutto liscio, alla Camera si preannuncia una piccola battaglia. A guidare le proteste c'è Riccardo Magi di +Europa, che sottolinea i dubbi del rimandare in un Paese poco sicuro come la Libia persone che tentano di attraversare il mediterraneo per tentare di trovare una vita migliore:

Con il decreto motovedette stiamo dando strumenti, assetti della nostra Guardia Costiera e della nostra Guardia di finanza per rafforzare quella di uno stato che non esiste, per riportare persone salvate in mare in un paese non sicuro. Il salvataggio della vita in mare è un obbligo di legge e, in termini tecnico-giuridici secondo il diritto nazionale e internazionale, il salvataggio termina quando la persona che è in pericolo viene condotta in un “posto sicuro”, cioè un posto in cui non rischi ancora la vita e di vedere violati i propri diritti fondamentali. I mezzi, invece, serviranno a compiere un respingimento delegato.

Se +Europa di Emma Bonino ha davvero poco peso in Parlamento, il Partito Democratico può invece contare su 111 deputati - comunque troppo poco per ostacolare il passaggio del decreto con la maggioranza Lega-M5S - e il suo presidente Matteo Orfini ha sollevato gli stessi dubbi:

Quello che sta emergendo sulle condizioni dei campi libici obbliga ad alzare l'attenzione sulla garanzia dei diritti umani. La soluzione non sono i respingimenti forzati che riportano le persone nel posto da dove scappano.

La discussione in Aula è iniziata alle 10.

Foto | Guardia di Finanza

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