La bufala - "Il consigliere 5 Stelle di Roma interrotto dal suo cellulare"

Francesco Ardu, consigliere del M5S di Roma, vittima di una Fake News da dare in pasto ai social network

Il bullismo fa orrore a tutti, almeno a parole. Quando si parla di bullismo tutti siamo abituati ad immaginare l'adolescente spavaldo e arrogante che, dopo aver individuato quello che a suo giudizio è l'elemento più debole di un gruppo, cerca in tutti i modi di farlo apparire inadeguato e ridicolo. In realtà esistono tante forme di bullismo, alcune proprie della rete; nascosti dietro lo schermo di un computer è decisamente più facile comportarsi da bulli.

A volte anche ai giornalisti può capitare di farlo; basta prendere una cosa vera, camuffarla leggermente e darla in pasto ai lettori. Da ieri, per esempio, vari siti - in modalità pappagallo - hanno proposto un breve video con protagonista Francesco Ardu, consigliere dei 5 Stelle nell'Assemblea Capitolina di Roma.

Nel filmato si vede Ardu parlare di mobilità sostenibile - esprimendo concetti abbastanza poveri - per poi interrompersi, infastidito dal suono di un cellulare che prende in mano e passa ad un suo collega non inquadrato. Dopo una breve pausa Ardu si blocca e torna a sedersi, pronunciando due sole parole: "niente, passo".

Il Fatto Quotidiano ha parlato di un consigliere interrotto dal suono "del suo cellulare", che alla fine "si è arreso preferendo rinunciare". Il Corriere della Sera ha pubblicato un solo rigo ad accompagnare le immagini: "Francesco Ardu infastidito dallo squillo del suo smartphone durante l’intervento in Campidoglio preferisce smettere e sedersi". Il Messaggero ha invece parlato del cellulare come "fonte di distrazione", uno strumento che non tutti riescono a padroneggiare al meglio; c'è infatti chi, come il consigliere Ardu, "va in crisi", "tratto in inganno dal suo stesso cellulare". Il Giornale ha attribuito la notizia del "consigliere nel panico" al Messaggero ma ha aggiunto - probabilmente ricorrendo all'immaginazione dell'autore del pezzo - che tutto è avvenuto "tra le risate dei colleghi".

Cosa emerge da questa notizia riportata da alcune tra le principali testate italiane? A Roma c'è un consigliere dei 5 Stelle, Francesco Ardu, totalmente imbranato, incapace perfino di spegnere il proprio cellulare e che, non riuscendoci, si offende come un bambino venendo canzonato dagli adulti presenti.

In realtà, però, le cose non stanno così: il video, tanto per iniziare, è stato tagliato per ingannare i lettori; l'intervento, poi, non è di ieri o dell'altro ieri, come si potrebbe intuire dalla riproposizione in contemporanea da parte di quasi tutti i maggiori giornali nazionali, bensì della prima metà di luglio; il telefonino che ha iniziato a squillare non era di Ardu, ma del suo vicino di banco; infine non è neppure vero che questo episodio l'abbia costretto a rinunciare a parlare.

Dopo l'intervento di Marcello De Vito, Presidente dell'Assemblea Capitolina, che ha ricordato a tutti i presenti il regolamento per quanto concerne l'uso del cellulare, Ardu ha infatti ripreso il suo discorso portandolo a termine.

Riportare le notizie in questo modo, senza un minimo di approfondimento e di cura, offende la professione e, soprattutto, offende la dignità di un giovane consigliere romano - che oltretutto fuori dal mondo della politica è un avvocato ed ha anche una dignità professionale da tutelare - dandolo in pasto "al popolo della rete" come fosse un completo idiota. Magari lo sarà anche, ma non merita di essere considerato tale per qualcosa di falso.

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