Decreto dignità approvato: le reazioni politiche

Il Pd: "Questo è il decreto della disoccupazione"

decreto dignità legge Senato della Repubblica italiana

16.47 - Il "padre" del Decreto dignità, il ministro dello Sviluppo-Lavoro Luigi di Maio, esulta dopo l'approvazione definitiva del provvedimento: "È stato approvato dopo decine di anni il primo decreto non scritto da potentati economici e lobby. È il primo decreto dopo tanti anni che mette al centro il cittadino, mette al centro gli imprenditori e i giovani precari. finalmente i cittadini segnano un punto. Cittadini uno, sistema zero".

Non la pensano così le opposizioni. Forza Italia parla di "propaganda grillina" che "non può cancellare le conseguenze dannose di un decreto nemico degli imprenditori e dei lavoratori, che creerà soltanto povertà e disoccupazione. Basta chiacchiere e bugie: gli italiani hanno diritto alla verità" dice la vicepresidente dei senatori azzurri Licia Ronzulli.

Sulla stessa linea d'onda l'ex ministro Valeria Fedeli (Pd): "noi lo abbiamo chiamato decreto disoccupazione perché, pur di contraddire in qualche modo il Jobs Act, rende più difficile per le aziende assumere, soprattutto i giovani e soprattutto nel Mezzogiorno. I posti di lavoro a tempo indeterminato non si creano ingessando i contratti, ma con incentivi e politiche del lavoro, industriali ed economiche, delle quali non c'è l'ombra...".

Per Fratelli D'Italia, il decreto "è lontanissimo dalle reali esigenze delle imprese. Non si può creare lavoro con un provvedimento scritto da chi non ha mai parlato con un imprenditore: vanno liberate le forze produttive e le aziende da burocrazia e tasse, mentre il Decreto Dignità va esattamente nella direzione opposta" dice il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato Luca Ciriani.

Il decreto dignità del governo Conte è legge

Il Decreto dignità del governo Conte è legge dello Stato. Il testo, passato già per l'approvazione della Camera dei deputati, è stato votato oggi al Senato: 155 i voti favorevoli, 125 contrari e un astenuto. L'approvazione è quindi definitiva ed è avvenuta senza modifiche rispetto al testo uscito da Montecitorio.

Palazzo Madama ha cioè confermato tra l'altro l'estensione fino al 2020 degli incentivi per assumere under 35 e la reintroduzione dei voucher nelle attività ricettive e turistiche.

Critiche le opposizioni, con il Pd che parla di "Decreto disoccupazione" che causerà 80mila posti di lavoro in meno. All'approvazione dell'aula i senatori dem hanno mostrato dei cartelli con su scritto "-80 mila #ByeBye lavoro" beccandosi il richiamo della presidente Elisabetta Alberti Casellati: "Non siamo all'asilo ma in un'Aula del Parlamento, per grazia di Dio".

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