Moavero: "Italia nazione di emigranti, non dimentichiamolo"

Il pensiero del Ministro Moavero nel giorno della commemorazione del Disastro di Marcinelle

Italian Foreign Minister Enzo Moavero Milanesi (L) meets with his Egyptian counterpart at the Egyptian Foreign Ministry in Cairo on August 5, 2018. (Photo by MOHAMED EL-SHAHED / AFP)        (Photo credit should read MOHAMED EL-SHAHED/AFP/Getty Images)

Nel giorno della commemorazione del Disastro di Marcinelle, il Ministro Moavero ha lanciato il suo appello: "Non dimentichiamo che Marcinelle è una tragedia dell'immigrazione, soprattutto ora che tanti vengono in Europa. Non sottostimiamo la difficoltà di gestire un tale fenomeno ma non dimentichiamo che i nostri padri e nonni erano migranti. Siamo stati una nazione di emigranti, siamo andati stranieri nel mondo cercando lavoro" e bisogna ricordarlo "quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca".

Il Disastro di Marcinelle, in Belgio, avvenne l'8 agosto 1956 in una miniera di carbone. A causa di un incendio 262 persone persero la vita, tra le quali 136 italiani emigrati nel nord Europa in cerca di lavoro.

A margine della commemorazione Moavero ha ribadito il punto: "La tragedia di Marcinelle rappresenta prima di tutto la memoria del nostro Paese, del ricordo di tante persone che lasciavano l'Italia per andare a trovare un lavoro fuori. Noi dobbiamo essere fieri di aver costruito un Paese che è riuscito a dare per tante generazioni lavoro in Italia senza più doverlo abbandonare. Oggi che siamo nei postumi della crisi economica, e che siamo di fronte alle sfide della migrazione, non dobbiamo dimenticare queste tragedie del passato che fanno parte di noi stessi, di quello che siamo stati e di quello che siamo".

E poi ha aggiunto: "La libertà di circolazione dei lavoratori rappresenta un oggettivo, nodale risultato positivo dell'integrazione del 'vecchio continente'. Fu difficile trovare uno spazio, in tessuti sociali diversi dal nostro, fra non poche ostilità e anche prove di solidarietà: ma fu possibile per tanti, tantissimi. Gli italiani emigrati e i loro discendenti hanno saputo inserirsi, a pieno titolo, con valore e vigore, nelle realtà estere in cui si erano recati".

Parole di buon senso quelle di Moavero, che però non sono state gradite da Fratelli d'Italia. Secondo Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fdl alla Camera, il paragone di Moavero sarebbe - per motivi incomprensibili - improprio e offensivo: "Il richiamo di Moavero o è inutile o è fuorviante rispetto alla necessaria azione per impedire una invasione di clandestini che con gli emigranti italiani non c'entrano nulla. Il ministro degli Esteri eviti paragoni impropri e offensivi".

Perché sarebbe offensivo paragonare i migranti che arrivano oggi in Italia, con il desiderio di costruirsi una vita migliore, agli italiani che, affamati e disperati, scappavano dalla miseria nella prima metà del secolo scorso con lo stesso obiettivo di vita? Mistero.

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