Argentina, respinta la proposta di legge per legalizzare l'aborto - FOTO

L'aborto è permesso dalla legge argentina solo nei casi di violenza sessuale o se la salute o la vita della donna sono a rischio.

Il Senato dell'Argentina ha votato bocciato il progetto di legge che avrebbe permesso la legalizzazione dell'aborto nel Paese entro le 14 settimane dal concepimento. Con 38 voti contrari e 31 favorevoli, il provvedimento è stato rigettato dopo una discussione fiume durata oltre 16 ore.

Il progetto di legge era stato approvato per il rotto della cuffia lo scorso 14 giugno dalla Camera dei Deputati con 129 voti a favore, 125 contrari e un'astensione e le difficoltà del passaggio al Senato era ben nota.

In Argentina l'aborto è legale soltanto quando la gravidanza è il risultato di una violenza sessuale o quando la vita della madre o la sua salute sono in pericolo. Ogni altro caso di aborto è illegale secondo la legge, anche se ogni anno almeno 30mila donne vengono ricoverate in ospedale a causa di complicazioni dopo aborti praticati di fatto clandestinamente, spesso grazie al lavoro di Ong che danno supporto alle donne che non vogliono affrontare gravidanze indesiderate.

Da anni ormai gruppi di sostenitori del diritto alla scelta per le donne erano e sono tuttora impegnati per sensibilizzare i cittadini e i legislatori dell'Argentina sul problema - chi vuole abortire riesce comunque a trovare il modo di farlo, ma le conseguenze di operazioni clandestine possono essere disastrose. Solo lo scorso anno 43 donne hanno perso la vita dopo un aborto - e qualcosa si era mosso con l'arrivo del presidente Mauricio Macri nel 2015, che pur essendo contrario all'aborto aveva rimesso tutto al Congresso.

Ora, dopo questa bocciatura, bisognerà aspettare almeno il prossimo anno prima di sottoporre una nuova proposta di legge a Camera e Senato sullo stesso argomento, anche se i numeri di questa votazione lasciando intendere che con l'attuale configurazione del Congresso questa sia una battaglia dura da vincere.

Subito dopo la bocciatura da parte del Senato si sono registrati alcuni scontri in piazza a Buenos Aires, dove da ore erano radunati i sostenitori del progetto di legge e gruppi pro-vita. Mentre questi ultimi gioivano per la decisione del Senato - "L'Argentina è ancora un Paese che rappresenta i valori della famiglia" - la situazione è degenerata e le autorità hanno dovuto sedare i principi di tafferugli con il gas lacrimogeno.

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