
Una delle misure contro la crisi economica di cui si parla in questi giorni ha un nome intrigante, che richiama la saga di 007: Tremonti Bond. Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, non apprezza che vengano chiamati così e in una recente trasmissione televisiva ha tentato senza successo di comunicarlo agli ospiti.
Ma di cosa si tratta esattamente? I Tremonti Bond sono delle obbligazioni emesse dalle banche, che il Tesoro sottoscrive. Il ministero andrebbe quindi ad acquistare dei titoli emessi dalle banche, le quali pagheranno una cedola annuale compresa tra il 7,5 e l’8,5% per i primi anni (poi dovrebbe crescere gradualmente), si impegneranno a favorire il credito alle imprese, soprattutto piccole e medie, e alle famiglie, e dovranno sottoscrivere un protocollo con il Tesoro.
In buona sostanza lo Stato presterebbe soldi pubblici alle banche, ad un tasso calmierato, compreso tra il 7,5 e l’8,5%, ottenendo in cambio dei titoli. La liquidità che gli istituti di credito otterranno in questo modo dovrebbe permettere agli istituti di credito di prestare più facilmente il denaro senza rischi per la loro stabilità, di riattivare i circuiti del credito, di ridare ossigeno all’organismo malato dell’economia e di difendere attività e posti di lavoro.
In Italia dunque l’intervento dello Stato non prevede - per ora - alcuna nazionalizzazione e comporta un impegno massimo di circa 10 miliardi di euro da parte del Tesoro: gli impegni assunti dalle banche e più in generale l’andamento del credito all’economia, saranno monitorati da appositi osservatori costituiti nelle prefetture. Questi dovrebbe entrare in funzione entro la fine di marzo: i prefetti potranno raccogliere segnalazioni dalle imprese e chiedere il supporto della Guardia di Finanza. Gli osservatori dovranno quindi verificare che i soldi messi in circolazione con i Tremonti Bond vadano a buon fine e non servano, ad esempio, a finanziare imprese che poi chiudono o delocalizzano. Ma anche a controllare che le banche li utilizzino davvero per dare un sostegno al sistema produttivo e non per pagarsi bonus e dividendi stellari.
Il sistema dei Tremonti Bond funzionerà davvero o si tratta solo di un’altro exploit di finanza creativa?
ople
19 mar 2009 - 13:00 - #1chi lo sa ma anche io non vorrei li chiamassero “tremonti bond”
la parola bond a me fa venire in mente bond argentini, parmalat, cirio ecc
fc77
19 mar 2009 - 13:06 - #2ho poca fidicia delle banche(strozzini legalizzati)il piano non è poi così male (se ne facessero un buon uso)
Mattia77
19 mar 2009 - 14:14 - #3Tasso calmierato?
Ma per favore, i tremonti bond servono a vedere quali sono le banche veramente messe male, perchè non si fidano dei bilanci.
Il 7,5 % sarebbe un tasso calmierato LOL
Come giornalista non vali nulla.
Nemos
19 mar 2009 - 14:23 - #4#3: se sei in grado di articolare un ragionamento chiaro e comprensibile per tutti magari puoi provare a fornire un contributo utile, magari
Mattia77
19 mar 2009 - 14:39 - #5Prendono i soldi al 7,5 - 8,5% e li riprestano al 4,5%, cosa c’è da capire?
makanaki
19 mar 2009 - 15:01 - #6leggo da un blog di economia
“Se stimiamo in 15 miliardi l’emissione di obbligazioni, la perdita dal mancato incasso di cedole al 7,5% per due anni potrebbe arrivare a circa 2,25 miliardi di euro”
“TALI OBBLIGAZIONI (SI LEGGE NELLE GAZZETTA UFFICIALE) sono subordinate. Ovvero NON danno diritto alla cedola se il bilancio della banca NON è in utile.
Inoltre le cedole perse in un anno NON sono recuperabili nell’anno successivo.”
potete trovare questo ed altro qui http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com
makanaki
19 mar 2009 - 15:03 - #7ecco qui, ho trovato quello che permettono i tremonti bond…
“Pensate che grazie a quel capitale che alla banca costa il 7,5%….la banca stessa POTRA’ CREARE MASSA MONETARIA (CONCEDENDO CREDITO) per 15 volte.
Supponete che il denaro preso a prestito, alla banca frutterà circa il 5%.
Facciamo due conti:
La Banca Riceve 1000 euro. Paga 75 euro all’anno allo stato (Tremonti Bonds).
La Banca presta 15000 euro (grazie ai 1000 che riceve) e riceve il 5% di tasso sui prestiti, Ovvero 750 euro.
Pensate, la banca spende 75 euro e incassa 750!!!
La domanda che vi pongo è: perchè dare i soldi al sistema tramite le banche private? Perchè permettere alle banche private di moltiplicare i loro profitti e non farlo fare anche alle imprese (o rendere il servizio statale).”
F/A-22 Raptor
19 mar 2009 - 15:51 - #8Praticamente sono dei BOT, solo che passano tramite le banche permettendo loro un certo guadagno…
alla fine chi paga è sempre lo stato…
L’unica differenza è che così facendo si rilancia in maniera esponenziale la filosofia del debito, proprio quella che ci ha buttato in questa situazione…sono esattamente soldi che lo stato dà alle banche per far ripartire il sistema del credito, sempre con lo scopo di basare la ricchezza delle stesse sul credito ai clienti (che poi, se improvvisamente non pagano com’è successo coi mutui si è di nuovo a capo) e sempre col cittadino eterno debitore…
insomma tutta questo ben parlare di tempi nuovi, di filosofia di mercato nuova e poi se ne esce con delle obbligazioni a credito vecchio stampo…
continuate pure a crederci…
Lea
19 mar 2009 - 16:38 - #9#8
il credito è per le imprese, affinché possano continuare ad operare, cioè a creare ricchezza, che si traduce anche in entrate nelle casse erariali dello Stato.
F/A-22 Raptor
19 mar 2009 - 16:48 - #10#9
questo è ovvio…
ma la ricchezza che si crea continua a essere a debito…
com’è stato fino adesso e ci ha portato in questa situazione…
così non vuol dire imparare dai propri errori, questo è semplicemente un rifare sempre lo stesso errore…
Lea
19 mar 2009 - 16:53 - #11#10
è un po’ più complesso di così…. ;)
Steve Robison Hakkabee
19 mar 2009 - 17:14 - #12Faccio il Nostradamus, 2010 inflazione al 7%.
asia.dsg.
20 mar 2009 - 14:16 - #13io tremon,tremon bond!
ahahahahhahahahahahha