I No Tav litigano con il M5S. Alberto Perino: "In che mani ci siamo messi"

I No Tav avevano appoggiato il M5S, ma ora lo attaccano.

No Tav e MoVimento 5 Stelle

Lo scorso febbraio, quando in Val di Susa furono presentati i candidati del MoVimento 5 Stelle alle politiche, Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav, disse che i pentastellati erano l'unica forza politica che poteva generare la differenza, ma ora, dopo i primi mesi di governo, i No Tav sono critici nei confronti dell'atteggiamento dei Cinque Stelle al governo.

In un documento che lo stesso Perino ha fatto girare negli ambienti del movimento No Tav, si legge:

"I Sì Tav eTelt fanno i fatti, vanno avanti e lanciano gli appalti. I Cinque stelle continuano a fare sterili proclami invece di fare atti amministrativi. E pensare che di cartucce da sparare ne avrebbero tantissime per bloccare gli ingranaggi della grande opera. Basta volerlo fare. Ma per non disturbare il manovratore (Telt e Lega) queste cose non non vengono fatte da chi è stato mandato a Roma per bloccare la Tav"

Sembra la reazione alle dichiarazioni del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli che, commentando il via libera dato dal Cile alla Tav Torino-Lione, aveva detto:

"Il testo è stato messo a punto dal governo precedente, nonostante la batosta elettorale appena presa che lo obbligava ad agire solo per gli affari correnti. Ma state tranquilli non è nulla che possa influire in modo decisivo sull’analisi costi-benefici che finalmente stiamo conducendo in maniera seria e obiettiva. Teniamo gli occhi aperti sul cantiere e, come detto, considereremo quale atto ostile ogni decisione che faccia avanzare la Tav senza una scelta politica del governo"

Su questo punto Perino sottolinea:

"I nostri tecnici hanno suggerito molti modi. Ma loro niente. Attendono i risultati dell'analisi costi benefici. Poi quando questa sarà conclusa vedranno cosa fare, se saranno ancora al governo e se esisteranno ancora. In che mani ci siamo messi"

Perino, però, non ha apprezzato che il documento che ha scritto sia stato usato dalla stampa per parlare di una rottura definitiva tra i No Tav e i 5 Stelle, e ha detto:

"Mi sono limitato a constatare che avrebbero potuto fare molte cose per mettere in difficoltà il sistema Tav e non l'hanno fatto. La mia era una mail privata alla lista comitati e non pubblica, distorta, spero in buona fede. Finora a parte i proclami di atti formali non ne hanno fatti. Questo non significa sconfessare o prendere le distanze dai 5 Stelle"

Di certo gli esponenti pentastellati valsusini restano saldamente contrari alla Tav, e infatti Francesca Frediani, consigliera regionale, ha scritto:

"Siamo la prima forza politica del Paese, finalmente al governo, ma l'opposizione alla Tav è una nostra bandiera. La Val Susa ha dimostrato di avere fiducia in noi e la responsabilità di questa fiducia è grande, soprattutto per i portavoce legati a questo territorio. Dal nostro ministro ci si aspetta un gesto formale forte e deciso

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