Beppe Grillo: "Ponte Morandi era malato alla nascita"

"Noi rivedremo quei progetti dissennati, fermeremo questa ininterrotta serie di obbrobri pericolosi"

ilva di maio grillo

Beppe Grillo, genovese DOC, ha rotto il silenzio dopo il crollo di ponte Morandi ieri mattina e, con un articolo pubblicato sul suo sito ufficiale, sottolinea l'esigenza, oggi più che mai, di iniziare a rivalutare tutte le grandi opere realizzate nel nostro Paese, quelli che il fondatore del Movimento 5 Stelle definisce "mostri potenziali".

IO AMO GENOVA, e questo schifo di tirapiedi in cerca d’autore mi ha infastidito nel profondo.
Proprio quel viadotto e tutta l’infinita serie di revisioni a costi esorbitanti, esitato comunque nel crollo, nella tragedia: un pugno nello stomaco al futuro della città. Proprio quello stesso viadotto era una grande opera pubblica. Era malata alla nascita, e proprio mentre siamo sgomenti a contemplare il suo disastro, esito triste e muto di una gestione dissennata, gli sciacalli colpiscono esattamente lì.

Parlando forse a nome del Movimento 5 Stelle, Grillo usa il plurale e spiega che tutti questi progetti, queste grandi opere, saranno rivedute:

Rivalutare anche quei gioielli che verranno costruiti con i soldi della gente e che alla gente devono restare. [...] Noi rivedremo tutti questi “progetti”. Che da anni e decenni stanno lì, come se fossero scritti con l’inchiostro simpatico. Destinati, dopo l’opportuna spartitoria stagionatura politica, ad essere costruiti male e di fretta. Oppure con infinita lentezza come la SA-RC.

E ribadisce il concetto - "Noi rivedremo quei progetti dissennati, fermeremo questa ininterrotta serie di obbrobri pericolosi e, agli sciacalli, non resta che un vaffanculo a mille decibel" - per confermare di fatto quanto annunciato già oggi da Luigi Di Maio e da Danilo Toninelli: "La concessione a operatori così dissennati della nostra viabilità va revocata e restituita allo stato".

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