Autostrade: ecco quanto costerebbe allo Stato la revoca della concessione a Benetton

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Subito dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, il governo ha individuato in Autostrade, la società costituita nel 2002 e che gestisce appunto in concessione tratte autostradali e la rispettiva manutenzione, la principale responsabile della tragedia. Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha confermato sostanzialmente quanto anticipato nelle ore precedenti da altri esponenti del suo governo: "È stata avviata la procedura per revocare la concessione ad Autostrade". "Non possiamo aspettare i tempi della Giustizia", ha aggiunto il premier, a conferma che l’esecutivo non abbia intenzione di attendere i processi, ma di avviare subito una nuova stagione.

La Procura di Genova ha avviato un’inchiesta per disastro e omicidio colposo, ma la posizione della maggioranza di governo è chiara: si sa come vanno queste cose in Italia, spesso i processi finiscono con un nulla di fatto, quindi meglio usare sin da subito il pugno forte nei confronti di una società che negli anni è stata nel mirino della critica per via del rapporto prezzo/qualità del servizio offerto da Autostrade. La società che ha come principale azionista la famiglia Benetton, si difende affermando "di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario" e di aver sempre eseguito "un'attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali".

Insomma, pare abbastanza chiaro che Autostrade sia pronta ad ingaggiare la battaglia legale forte di un contratto che prevede anche delle penali per lo Stato italiano in caso di revoca anticipata. Secondo quanto si legge nell’edizione online de Il Giornale, in seguito all’ultima firma tra Anas e Autostrade avvenuta nel 2007, la scadenza dell’attuale contratto è prevista nel 2042. Affinché l’accordo possa essere revocato, si deve verificare una “grave inadempienza” che può anche materializzarsi con il mancato "mantenimento della funzionalità delle infrastrutture concesse attraverso la manutenzione e la riparazione tempestiva delle stesse". In buon sostanza, qualora si configuri questa eventualità, Anas può riprendersi la gestione delle autostrade a patto però che versi a Benetton una penale.

L’importo, sempre secondo quanto emerge dal contratto, corrisponde al "valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di decadenza sino alla scadenza della concessione, al netto dei relativi oneri, investimenti e imposte nel medesimo periodo". Considerato che Autostrade nell’ultimo anno ha messo a bilancio un utile da 1 miliardo e 968 milioni, il costo della revoca della concessione di aggirerà sui 20 miliardi di euro, praticamente quanto una legge di bilancio.

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