Ponte Genova, Toninelli e Conte: "Avviato iter per lo stop della concessione ad Autostrade"

Il Premier ed il Ministro delle Infrastrutture hanno annunciato di aver inviato una lettera ad Autostrade

Il Governo Conte ha inviato una lettera di contestazione ad Autostrade per l'Italia avviando così la procedura che potrebbe portare allo stop della concessione. In virtù del crollo del Ponte Morandi, il Governo ha messo nero su bianco i suoi forti sospetti; ovvero l'ipotesi che il concessionario non abbia svolto i necessari lavori di manutenzione per evitare il dramma che è costato la vita a tante persone. Per accertare le responsabilità in via definitiva ci sarà però bisogno di attendere prima l'esito delle indagini e poi quello dei processi; la lettera di contestazione rappresenta infatti solo il primo passo. Entro 15 giorni Autostrade per l'Italia dovrà inviare le sue controdeduzioni.

Il Governo, infatti, non può decidere unilateralmente di far decadere la concessione, perché legato mani e piedi ai concessionari da contratti che - come ha spiegato lo stesso Premier Conte - prevedono "condizioni e clausole molto sbilanciate a favore dei concessionari". In soldoni: senza una sentenza inappellabile, che accerti delle chiare responsabilità, se lo Stato decidesse di revocare la concessione dovrebbe versare ad Autostrade per l'Italia una somma enorme di denaro.

In attesa dell'accertamento delle responsabilità che potrebbe sancire l'inadempimento contrattuale, il Governo ha intenzione di prendere dei provvedimenti allo scopo di controllare con maggiore attenzione l'operato dei privati che hanno in gestione le infrastrutture. L'obiettivo principale è quello di costituire una banca dati, sotto il controllo del MIT, per programmare gli interventi di manutenzione e seguirne i lavori. In subordine, il Governo ha garantito di voler potenziare i servizi ispettivi da parte del MIT. Inoltre, a partire da settembre, tutti i concessionari saranno convocati e dovranno consegnare un programma degli interventi di manutenzione previsti, per i quali dovranno essere quantificate le risorse che verranno impiegate a tale scopo.

Il sistema va sicuramente ripensato anche perché non è chiara la ragione per la quale la concessione ad Autostrade per l'Italia preveda una scadenza nel lontanissimo 2042. L'Unione Europea - causa di tutti i mali secondo la politica italiana - ha infatti stabilito nel 2014 che la durata delle concessioni non può superare i 5 anni, ovvero un periodo di tempo ragionevole che consenta al concessionario di rientrare degli investimenti. Non è il caso di Autostrade per l'Italia che ha già abbondantemente recuperato l'investimento sostenuto per ottenere la concessione.

Per quale motivo, dunque, per la concessione ad Autostrade per l'Italia è stata prevista una scadenza tanto lontana, oltretutto blindata da clausole totalmente sbilanciate? Solo negli ultimi 5 anni la concessionaria ha realizzato utili per circa 4 miliardi di euro. Si può quindi serenamente affermare che la scadenza della concessione non è coerente con quanto stabilito dall'UE.

Questo il post di Giuseppe Conte:

Oggi il Governo, tramite la competente Direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a “Autostrade per l’Italia” la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione.

Il Governo contesta al concessionario che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte. Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia.

Si è diffusa la notizia che Autostrade per l’Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia. Se questa iniziativa di ricostruzione del ponte verrà addebitata a “Autostrade per l’Italia” sarà solo a titolo di provvisorio risarcimento del danno, fermo restando che la ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo.

Questa sciagura ci impone di adottare nuove iniziative, ben più rigorose di quelle pensate dai Governi precedenti.

A) Dobbiamo configurare una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Per ogni infrastruttura dovremo avere certezza dell’intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e urgenza.

B)Potenzieremo il servizio ispettivo che è istituito presso il Ministero delle Infrastrutture, in modo da assicurare una rigorosa e puntuale vigilanza sull’operato dei concessionari e sul rispetto dei vincoli che la legge e le convenzioni pongono a loro carico.

C) A partire da settembre convocheremo tutti i concessionari delle infrastrutture, costringendoli a consegnarci un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a questo scopo: li costringeremo a impegnarsi in un programma di riammodernamento delle infrastrutture destinando ad esso risorse più proporzionate e adeguate agli utili che ne ricavano.

Purtroppo arriviamo al Governo un po’ tardi. Il processo di privatizzazioni che riguarda le nostre infrastrutture è stato avviato molti anni fa, secondo una logica che ha favorito la gestione finanziaria delle stesse e ha oscurato la logica industriale che invece dovrebbe caratterizzarle. Adesso ci ritroviamo con rapporti di concessione e contratti di servizio ormai in essere, alcuni dei quali scadono in un futuro non prossimo, e che contengono condizioni e clausole molto sbilanciate a favore dei concessionari.

Questo Governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e man mano che esse scadono ne approfitterà per impostare queste operazioni sulla base di nuovi princìpi e di più soddisfacenti equilibri giuridico-economici.

Questo Governo intende dare un segnale di svolta ben preciso: d’ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione, dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione a loro carico e, più in generale, dovranno comprendere che l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico che il Paese e, quindi, i cittadini sono disposti ad affidare alle loro cure solo a patto che il lucro che ne viene ricavato sia ampiamente compensato dalle garanzie di una “assoluta tutela e sicurezza” delle vite degli utenti e di una “gestione realmente efficiente” del servizio.

Oggi il Governo, tramite la competente Direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a...

Pubblicato da Giuseppe Conte su Venerdì 17 agosto 2018

Questo il posto di Danilo Toninelli:

Ho una notizia importantissima da darvi. Il mio ministero ha inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la procedura per la decadenza della concessione. Vogliamo cambiare tutto.
Vogliamo farlo perché le vite umane vengono prima degli utili aziendali. Perché la sicurezza dei cittadini viene prima dei dividendi agli azionisti.
A tre giorni dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova, ci sono eroi che scavano tra le macerie, feriti che soffrono e lottano per la vita, famiglie che purtroppo piangono i propri cari. Domani, nel giorno dei funerali e del lutto di Stato, il Governo sarà al fianco di queste famiglie, con il cuore straziato di dolore.
Proprio a loro, ai morti e ai loro parenti, ai feriti, ai tantissimi che sono momentaneamente sfollati, e a una città lacerata e tagliata in due, dobbiamo il nostro impegno a non arretrare di un millimetro. Il Governo va avanti per accertare le responsabilità dell’accaduto e punire i colpevoli.
Ci siamo messi subito al lavoro.
Prima di tutto, è stata immediatamente costituita una commissione ispettiva presso il mio ministero. È già all’opera per fare tutti gli accertamenti tecnici sul crollo del viadotto ed entro un mese mi relazionerà su cosa ha scoperto. Questi risultati saranno materiale per valutare le inadempienze di Autostrade per l’Italia.
Poi abbiamo avviato sempre al Mit una ricognizione dello stato di salute di strade, autostrade, dighe. Tutti gli enti e soggetti gestori entro il 1 settembre dovranno segnalarci le azioni necessarie a rimuovere condizioni di rischio riscontrate sulle infrastrutture di propria competenza. Quindi il Governo interverrà con una sua task force per vigilare su interventi e manutenzione.
Infine, lo ripeto, il mio ministero ha chiesto formalmente ad Autostrade per l’Italia di fornire entro 15 giorni una dettagliata relazione per dimostrarci se e come ha agito, in merito alla manutenzione del ponte Morandi, secondo gli oneri e gli obblighi che gli competono come ente gestore di quel tratto di autostrada. Inoltre ci aspettiamo che Autostrade si mostri collaborativa su eventuali iniziative a titolo di risarcimento danni a persone e beni, naturalmente a sue spese, come peraltro previsto dalla convenzione.
Vogliamo che la città torni alla sua quotidianità. E vogliamo anche giustizia.
Il sistema delle concessioni autostradali deve essere ribaltato. E il Governo del cambiamento sente in modo profondo l'importanza di questa missione.
Permettetemi di chiudere con una nota polemica: è incredibile leggere la stampa che parla di Governo diviso, tra M5S e Lega, sul trattamento da riservare ad Autostrade. E invece non fa quasi cenno alle responsabilità enormi del concessionario nella tragedia. D'altronde sono decenni che i giornali reggono il gioco a certi poteri forti, mentre i partiti ottenevano fondi da quegli stessi potentati, consentendo loro in cambio di arricchirsi enormemente a scapito dello Stato e degli italiani.
Il Governo andrà avanti compatto finché i diritti dei cittadini non torneranno a essere prioritari rispetto agli interessi privati di qualcuno.

Ho una notizia importantissima da darvi. Il mio ministero ha inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la...

Pubblicato da Danilo Toninelli su Venerdì 17 agosto 2018
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