Ponte Genova, Di Maio: "Crollo è figlio di marchette della politica"

Luigi Di Maio ha scritto una lettera ai parlamentari del M5S: "Il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l'Italia". E cita Enrico Letta...

Luigi Di Maio ha scritto una lettera ai parlamentari del Movimento 5 Stelle per ribadire quale sarà la linea del movimento in merito alla vicenda del crollo del Ponte Morandi. La lettera è stata condivisa su Facebook da Francesco D'Uva, capogruppo alla Camera per il M5S. Il Governo oggi ha fatto il primo passo, inviando una lettera di contestazione ad Autostrade per l'Italia come hanno spiegato il Premier Conte ed il Ministro Toninelli.

Sarà un lungo processo, ma l'obiettivo è quello di arrivare alla revoca delle concessioni per la gestione delle infrastrutture. L'altro obiettivo è quello di desecretare i contratti dei concessionari, allo scopo di mettere in evidenza il trattamento di favore che secondo Di Maio avrebbero ricevuto in questi anni.

Il vicepremier ha citato esplicitamente Enrico Letta come esempio dei "personaggi politici" che avrebbero concesso "vergognosi vantaggi" ad Autostrade per l'Italia, sottolineando il fatto che l'ex Presidente del Consiglio dalla fine del 2016 al maggio 2018 ha fatto parte del Cda della spagnola Abertis, "società che gestisce le autostrade spagnole, comprate dai Benetton con i soldi dei pedaggi degli italiani".

Questo il testo completo della lettera:

Ciao a tutti. Per 5 anni dall'opposizione abbiamo combattuto contro i privilegi di Autostrade per l'Italia, che gestivano e gestiscono le nostre autostrade senza gare e con doveri contrattuali ridicoli. Non è un caso che i loro contratti siano stati secretati per i vergognosi vantaggi che gli erano stati concessi. Molti dei personaggi politici che hanno permesso tutto questo, oggi o lavorano per autostrade per l'Italia o sono loro consulenti. Uno su tutti Enrico Letta, ex presidente del consiglio, passato per il Cda della società che gestisce le autostrade spagnole, comprate dai Benetton con i soldi dei pedaggi degli italiani.
Sono anni che i nostri parlamentari, guidati dal nostro senatore e sottosegretario Andrea Cioffi, ad ogni legge di bilancio hanno provato a fermare le marchette ai concessionari autostradali. Il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l'Italia. Il bilancio, per ora, è di 39 morti, con famiglie distrutte, feriti, gente che magari resterà in carrozzella per tutta la vita, oltre 600 sfollati che si vedranno la casa abbattuta. A tutte queste persone dobbiamo delle risposte concrete, non solo il cordoglio. E su questo il governo intero non arretrerà di un millimetro. Ecco come vogliamo procedere:
1. Revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia. La giusta causa per la revoca non è da rintracciare in codicilli o in commi da azzeccagarbugli, la giusta causa sono i 39 morti. E ogni volta che qualcuno come Consob o qualche professorone ci dirà che dobbiamo stare attenti ai mercati e agli iter burocratici, rispondetegli che se vogliono possono andarlo a dire alle famiglie delle vittime. Noi agiremo subito. L'atto di revoca è stato annunciato dal presidente del consiglio in persona, e lo sta istruendo direttamente insieme al Ministro Toninelli e li ringrazio a nome di tutto il Movimento per quello che stanno facendo in questi giorni.
2. Applicheremo sanzioni e chiederemo risarcimenti per centinaia di milioni di euro, che sono soldi dovuti, non concessioni da barattare con l'eventuale revoca.
3. Desecreteremo tutti i contratti dei concessionari autostradali e mostreremo questa vergogna al mondo intero.
4. Chiederemo a tutti i funzionari pubblici che hanno incarichi a vario titolo, anche dentro Autostrade per l'Italia, di dimettersi da uno dei due ruoli.
5. Supporteremo anche con un decreto legge, se servirà, la Regione Liguria e il Comune di Genova per l'emergenza che stanno attraversando.
Domani saremo ai funerali solenni delle vittime del ponte Morandi. Abbiamo voluto i funerali solenni, decisi nel consiglio dei ministri, perché pensiamo che sia il minimo atto di vicinanza alle vittime, ma non posso biasimare le famiglie che hanno scelto di celebrare i funerali nel proprio comune di appartenenza, anche in dissenso con uno Stato che invece di proteggere i loro figli, ha preferito per anni favorire i poteri forti.
Ci vorrà tanto tempo per invertire la rotta e togliere la mangiatoia pubblica a questi prenditori, ma siamo stati votati proprio per questo.
Grazie a tutti per il vostro lavoro anche in questi giorni che avrebbero dovuto essere di un po' di riposo e tempo per le nostre famiglie. Saranno giorni per cuori forti, in alto i cuori!

Un abbraccio, Luigi

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