Migranti, Amnesty accusa Italia e Europa: "Vite umane come merce di contrattazione"

"Virtualmente sono tutte persone intercettate in mare e riportate in Libia dalla Guardia costiera libica che è equipaggiata, addestrata e supportata da governi europei"

Migranti, Amnesty accusa Italia e Europa

Il governo di Giuseppe Conte in questi ultimi giorni si vanta di essere riuscito a ridurre notevolmente gli sbarchi di migranti nel nostro Paese, dopo settimane di acceso braccio di ferro con l'Europa e gli altri Paesi del Mediterraneo e il pugno duro del Ministro dell'Interno che ha di fatto chiuso i porti italiani alle nave delle Ong e non soltanto.

Se è vero che gli sbarchi sono diminuiti è altrettanto verro che le persone che non arrivano più in Italia da qualche parte vanno a finire. Oggi Amnesty International ha pubblicato un rapporto di 27 pagine in cui fornisce un'analisi approfondita dei flussi migratori in queste ultime settimane e lancia un'accusa molto pesante all'Italia, a Malta e all'Europa più in generale, che secondo l'organizzazione internazionale sarebbero più "preoccupate di tenere le persone fuori piuttosto che salvare vite umane".

Il rapporto parla chiaro già dal titolo: "Tra il diavolo e il mare blu profondo. I fallimenti dell'Europa su rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale". In 27 pagine - qui potete scaricare il documento integrale - vengono analizzate nel dettaglio le recenti posizioni dell'Italia, di Malta e dell'Unione Europea e sottolineato che "nonostante il calo del numero di persone che cerca di attraversare il Mediterraneo negli ultimi mesi, il numero dei morti in mare è salito".

Tra il mese di giugno e il mese di luglio nel Mar Mediterraneo sono morte più di 721 persone ed è raddoppiato il numero il numero delle persone rinchiuse nei centri in Libia, passate dalle 4.400 del mese di marzo alle oltre 10.000 di fine luglio:

Virtualmente sono tutte persone intercettate in mare e riportate in Libia dalla Guardia costiera libica che è equipaggiata, addestrata e supportata da governi europei. L'Italia e l'Unione Europea continuano a portare avanti la propria politica senza considerare il destino delle persone che vengono riportate in Libia, dove la violenza è dilagante o dove la Guardia Costiera ha un record di violazioni dei diritti umani con la sua incapacità di assicurare salvataggi tempestivi ed efficaci in acque internazionali.

L'Italia, lo sottolinea il ricercatore di Amnesty Matteo de Bellis, sta usando le vite umane come merce di contrattazione:

Nel suo insensibile rifiuto di permettere ai rifugiati e ai migranti di sbarcare nei suoi porti, l'Italia sta usando vite umane come merce di contrattazione. Le persone disperate sono state lasciate bloccate in mare con insufficiente cibo, acqua e riparo, mentre l'Italia cerca di aumentare la pressione politica per condivisione della responsabilità in altri stati europei. Inoltre, le autorità italiane e maltesi hanno denigrato, intimidito e criminalizzato le Ong che cercano di salvare vite in mare, rifiutando alle loro barche il permesso di sbarcare e le ha anche confiscate.

Foto | Rapporto di Amnesty International

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