Diciotti, Salvini indagato: si ipotizza anche il reato di ricatto nei confronti dell'UE

Sequestro di persona a scopo di coazione e omissione di atti di ufficio: le nuove ipotesi d'accusa per Matteo Salvini

Migranti sulla nave Diciotti - Luglio 2018

30 agosto 2018 - La Procura di Agrigento sta ipotizzando una nuova e pesante accusa nel procedimento aperto contro il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, già indagato per reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. In queste ultime ore, però, si sarebbe configurata anche l'ipotesi di aggiungere l'accusa di "sequestro di persona a scopo di coazione", secondo quanto stabilito dall'articolo 289 ter del Codice penale italiano:

Chiunque [...] sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia questi uno Stato, una organizzazione internazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica o una collettività di persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione od omissione, è punito con la reclusione da venticinque a trenta anni.

Salvini avrebbe continuato a tenere in ostaggio i migranti a bordo della nave Diciotti per spingere l'Unione Europea a redistribuire i migranti in diversi Paesi Membri dell'UE. Secondo il pm di Agrigento, questo rientrerebbe proprio nel caso descritto dall'articolo 289 ter. A questa nuova possibile accuse se ne aggiungerebbe anche un'altra: l’omissione di atti di ufficio, perchè Salvini avrebbe ignorato la richiesta della Guardia Costiera italiana che chiedeva di poter approdare in un porto sicuro.

La Procura di Agrigento dovrebbe inviare tutti gli atti alla Procura di Palermo entro domani. A quel punto a Palermo avranno a disposizione 15 giorni di tempo per trasmettere il faldone al Tribunale dei Ministri, che entro 150 giorni di tempo (90 giorni + eventualmente altri 60 giorni) per decidere se archiviare il tutto o dare l'autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell'Interno.

Diciotti, Salvini indagato: "Io sequestratore? Procedimento assurdo"

27 agosto 2018, 10:30 - Matteo Salvini ha rilasciato oggi un’intervista al quotidiano Libero nel corso della quale è tornato sull’apertura di un fascicolo su di lui da parte della Procura di Agrigento: "Ho fatto solo il mio lavoro e sono pronto a rifarlo. Mi spiace per il procuratore di Agrigento. Penso che con tutti i problemi che ha la Sicilia, la priorità non sia certo indagare Salvini". Il ministro dell’Interno è accusato di aver sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio: "Se il tribunale dei ministri dirà che devo essere processato, andrò dai magistrati a spiegare che non sono un sequestratore", ha proseguito il vicepremier, che ieri è stato difeso anche dal ministro Di Maio.

Mai avrei pensato di poter essere accusato di sequestro di persona - le parole di Salvini a Libero - . Io ho agito per difendere i confini del mio Paese. Se questo è il prezzo che devo pagare, ok. Ma nessun magistrato creda di potermi fermare con un'inchiesta. […] Voglio proprio vedere come va a finire.

Difendendo la sua politica, il leader del Carroccio sottolinea che il suo comportamento non cambierebbe se arrivasse un’altra nave nelle condizioni e aggiunge che il suo governo sta ottenendo risultati concreti tanto è vero che "da quando è iniziato il caso Diciotti di navi dalla rotta del Sud Mediterraneo non ne sono più partite". E non è tutto, perché all’intervistatore, Salvini ricorda un’altra sua battaglia: "Si ricorda le polemiche per la mia circolare nella quale chiedevo una stretta sulla concessione delle domande d'asilo? Da allora il loro numero è diminuito drasticamente".

Infine, una nuova stoccata alla magistratura, che non riuscirebbe a portare a termine processi importanti poiché intasa le aule con “procedimenti assurdi”: "Non è normale che ci siano processi che durano anni e poi c'è chi intasa le aule di giustizia con procedimenti assurdi come quello contro di me. Ma scherziamo?".

Diciotti | Salvini indagato | Parla Di Maio

26 agosto 2018 - Luigi Di Maio è intervenuto sull'inchiesta della Procura di Agrigento che vede il Ministro dell'Interno Matteo Salvini indagato per sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale e lo ha fatto con una lunga diretta via Facebook.

Il vicepremier ha difeso l'operato di Salvini e dell'interno governo di Giuseppe Conte nella gestione della vicenda della nave Diciotti:

Il ministro Salvini è indagato e io credo che sia un atto dovuto in quanto ministro dell'Interno e quindi titolare delle decisioni su quelle materie. Allora, come ci si comporta in questi casi? Prima di tutto nel nostro contratto di governo c'è anche un codice etico dei ministri e in base a quel codice etico - e anche a quello del nostro movimento - il ministro dell'Interno deve continuare a fare il ministro.

Di Maio, però, ha anche lanciato un invito a rispettare le istituzioni dello Stato, chiedendo di non far "piombare di nuovo questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica. Le istituzioni delle Stato vanno rispettate, innanzitutto la magistratura".

Buona domenica a tutti. Oggi sono a Pomigliano con la mia famiglia, ma voglio raccontarvi un po' di cose su quello che è successo in queste ultime ore e in questi ultimi giorni.

Collegatevi alla diretta!

Posted by Luigi Di Maio on Sunday, August 26, 2018

Matteo Salvini: "Non ci fermeranno"

Matteo Salvini

La Procura di Agrigento ha ufficialmente iscritto nel registro degli indagati Matteo Salvini e un capo di gabinetto del Viminale. Il Procuratore Luigi Patronaggio oggi è stato a Roma dove ha sentito due funzionari del Ministero dell'Interno nell'ambito della sua indagine per sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale, relativa al mancato sbarco sulla terra ferma dei migranti soccorsi in mare dalla nave Diciotti.

Gli atti adesso saranno trasmessi alla Procura della Repubblica di Palermo che a sua volta li invierà a Roma al Tribunale dei ministri, ovvero l'organo competente - previa autorizzazione del Parlamento - per i reati commessi dal Presidente del Consiglio e dai ministri della Repubblica nell'esercizio delle loro funzioni.

Questo il comunicato della Procura di Agrigento:

La Procura della Repubblica di Agrigento, al termine dell’attività istruttoria compiuta a Roma, ha deciso di "passare a noti" il fascicolo relativo al mancato sbarco degli immigrati dal pattugliatore U. Diciotti, già iscritto per i reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Iscrivendo due indagati e trasmettendo doverosamente i relativi atti alla competente procura della Repubblica di Palermo per il successivo inoltro al cosiddetto tribunale per i ministri della stessa città.

Tale procedura prevista e imposta dalla legge costituzionale 16/1/89 n.1, permetterà, con tutte le garanzie e le immunità previste dalla medesima legge, di sottoporre a un giudice collegiale specializzato le condotte poste in essere dagli indagati nell’esercizio delle loro funzioni. Uno dei quali appartenente ai qualificati soggetti indicati dall’articolo 4 della norma costituzionale. Come è noto infine ogni eventuale negativa valutazione delle condotte di cui sopra, dovrà essere sottoposta alla autorizzazione della competente Camera.

Salvini ha appreso la notizia durante un comizio a Pinzolo (Trento) ed ha subito attaccato la magistratura: "Possono arrestare me ma non la voglia di 60 milioni di italiani, indaghino chi vogliono. Abbiamo già dato abbastanza, è incredibile vivere in un paese dove dieci giorni fa è crollato un ponte sotto il quale sono morte 43 persone dove non c'è un indagato e indagano un ministro che salvaguarda la sicurezza di questo Paese. E' una vergogna".

E ancora: "Indagano un ministro che difende i confini del Paese: è una vergogna ma non ci fermeranno. Aspetto con il sorriso il procuratore di Agrigento, voglio spiegargli le mie ragioni. Aspetto un procuratore che indaghi i trafficanti e chi favoreggia l’immigrazione clandestina. Gli ricordo che gli scafisti comprano armi e droga che poi viene spacciata magari fuori dalle scuole dei nostri figli". E poi ha aggiunto: "Bisogna buttare fuori le correnti dalle aule e se qualcuno vuole fare politica per il Pd si candidi. Pensate. Hanno quattro milioni di arretrati (procedimenti ndr) e hanno indagato Salvini. Serve la riforma della giustizia".

Diciotti, 4 donne si sono rifiutate di scendere

Ore 19:08 - Solo 13 delle 17 persone individuate dai medici sono scese dalla nave Diciotti. Quattro donne si sono infatti rifiutate di andare in ospedale per restare insieme ai parenti.

Ore 18:58 - Gli ispettori del Ministero della Salute hanno disposto lo sbarco di 17 persone. Gli ispettori sono saliti a bordo della nave insieme ai medici dell'Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) per un controllo su richiesta del comandante della Diciotti. Dopo aver visitato le persone a bordo è stato disposto lo sbarco di 11 donne e 6 uomini; 2 persone hanno la polmonite, mentre per altre 3 c'è il sospetto che siano affette da tubercolosi. Cinque uomini hanno invece la scabbia, mentre un sesto uomo soffre di un'infezione urinaria. Lo sbarco è stato disposto per motivi sanitari visto il rischio concreto di contagio a bordo.

Ore 16:08 - Lo sbarco di 16 persone dalla Diciotti non è stato autorizzato dal Viminale, ma può avvenire ugualmente per motivi sanitari.

Ore 15:21 - L'ufficio di Sanità marittima di Catania ha ordinato lo sbarco immediato di 11 donne e 5 uomini, due due quali avrebbero una sospetta tubercolosi. Secondo quanto riportato dall'Ansa, il ministero dell'Interno avrebbe dato l'autorizzazione allo sbarco di queste 16 persone.

25 agosto 2018, 12.30 - Sono iniziati stamattina a Roma gli interrogatori del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio in relazione all'inchiesta aperta sul caso della nave Diciotti.

Il pm ha già sentito alcuni funzionari del Ministero dell'Interno come persone informate sui fatti, e al momento non è chiaro se si vorrà procedere anche con l'audizione di Matteo Salvini, che si era detto pronto a rispondere alle domande dei magistrati.

24 agosto 2018 - Domani Luigi Patronaggio sarà nella Capitale. Il Procuratore di Agrigento nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona e arresto illegale in merito alla vicenda Diciotti, ferma da lunedì nel porto di Catania. Domani Patronaggio sarà a Roma per ascoltare alcuni funzionari del Ministero dell'Interno. Fonti del Viminale hanno precisato che "non è in programma alcun interrogatorio del ministro Salvini", smentendo così una ricostruzione offerta dal giornale britannico The Guardian secondo il quale il proposito del Procuratore fosse proprio quello di interrogare il Ministro.

Matteo Salvini, però, dal canto suo è pronto a rispondere alle domande del Procuratore. Oggi il leader leghista ha parlato attraverso i microfoni di Radio 1 durante il programma Zapping ed ha invitato il Procuratore a rivolgersi direttamente a lui per avere tutti i chiarimenti del caso: "Esprimo un desiderio magari uso voi per arrivare alla procura di Agrigento: interrogasse me, andasse dal capo e non a interrogare o chiedere lumi a funzionari che svolgono direttive che gli dà il responsabile del ministero, che sono io. Se questo magistrato vuole capire qualcosa gli consiglio di evitare passaggi intermedi. Visto che c'è questo presunto sequestratore e torturatore, che per qualcuno sarei io, sono disponibile a farmi interrogare anche domani".

Diciotti, il procuratore di Agrigento: "A bordo ho visto una realtà devastante"

Giovedì, 23 Agosto 2018

Ieri il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio è salito a bordo della nave Diciotti ormeggiata nel porto di Catania, prima che Salvini accordasse lo sbarco dei minorenni non accompagnati, e oggi in un'intervista al Corriere Della Sera ha raccontato quello che ha visto durante la sua ispezione, precisando però che l'apertura di un fascicolo a carico di ignoti non voleva essere un gesto politico, ma solo un atto necessario per poter compiere l'ispezione.

Questo non significa, però, che non ci saranno conseguenze nell'ambito dell'inchiesta per sequestro di persona e arresto illegale - "La valutazione tecnico giuridica e l’individuazione degli eventuali responsabili è complessa e mi riservo ogni ulteriore decisione da adottare dopo le indagini che ho delegato alla Guardia costiera".

A proposito della situazione trovata a bordo della nave, il procuratore ha parlato di una realtà devastante:

Ho constatato che sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante, a cominciare dai cattivi odori che ti restano addosso. Mi ha accompagnato un appuntato che non era mai stato a contatto con questa realtà. Sconvolto. “Dottore dal vivo cambia tutto, non è come si legge sui giornali...”. Ha ragione.

La Procura di Agrigento aveva acquisito la competenza quando la nave Diciotti era ferma al largo di Lampedusa e tale competenza è rimasta anche dopo che la nave ha raggiunto il porto di Catania. Cosa succederà ora a livello di indagini?

La politica e l’alta amministrazione sono libere di prendere le scelte che ritengono opportune. Alla magistratura resta la valutazione giuridica di quanto avviene, su sfere e ambiti diversi. Ovviamente qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, della Costituzione, del Codice penale e del Codice di procedura penale. Non si scappa

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