Diciotti, scontro Italia-Ue. Bruxelles: "No a ricollocamenti". Conte: "UE ipocrita"

Premier Conte: "UE ipocrita, Italia trarrà le conseguenze"

La riunione che si è tenuta oggi a Bruxelles non ha prodotto i risultati sperati dal Governo Conte. La richiesta dell'Italia di procedere al ricollocamento dei migranti a bordo della nave Diciotti non ha infatti trovato accoglimento. L'Unione Europea ha sottolineato come gli attuali flussi non rappresentino un'emergenza, motivo per il quale non verranno fatti sforzi per il ricollocamento dei migranti.

Non ha sortito alcun effetto positivo la minaccia fatta da Di Maio, che aveva ipotizzato di tagliare i contributi che l'Italia versa all'Unione Europea. Sul punto si è espresso Alexander Winterstein, portavoce della Commissione: "Le minacce non sono d'aiuto e non porteranno a una soluzione per i migranti a bordo alla Diciotti. Gli Stati membri hanno sempre pagato il loro contributo al bilancio dell'Ue. C'è un chiaro obbligo legale". Lo stesso ministro degli Esteri Moavero ha ammonito Di Maio su questo punto, ricordando i doveri dell'Italia.

Anche il commissario al Bilancio Gunther Oettinger ha commentato le parole di Di Maio ipotizzando ritorsioni qualora il Governo decidesse di passare dalle parole ai fatti: "Se l’Italia si rifiutasse di pagare i suoi contributi all’EUbudget, sarebbe la prima volta nella storia della Ue. Questo comporterebbe interessi per ritardi nei pagamenti. E una violazione delle obbligazioni dei trattati che condurrebbe a possibili ulteriori pesanti sanzioni".

Subito dopo la riunione di Bruxelles, nel dibattito è intervenuto anche il Premier Conte che ha così commentato attraverso Facebook la risposta negativa: "L'Italia è costretta a prendere atto che l'Europa oggi ha perso una buona occasione: in materia di immigrazione non è riuscita a battere un colpo in direzione dei princìpi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali dell’ordinamento europeo".

Poi ha proseguito: "Nel corso della riunione convocata d’urgenza dalla Commissione Europea e che si è appena conclusa non è stato dato alcun seguito alle Conclusioni deliberate nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo di fine giugno. Anzi. Da parte di alcuni Stati è stato proposto un passo indietro, suggerendo una sorta di regolamento di Dublino “mascherato”, che avrebbe individuato l’Italia come Paese di approdo sicuro, con disponibilità degli altri Stati a partecipare alla redistribuzione dei soli aventi diritto all’asilo, che notoriamente sono una percentuale minima dei migranti che arrivano per mare".

Eppure è noto a tutti che l’Italia sta gestendo da giorni, con la nave Diciotti, una emergenza dai risvolti molto complessi e delicati.

Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti.

Infine ha così concluso: "Bene. Se questi sono i “fatti” vorrà dire che l’Italia ne trarrà le conseguenze e, d’ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa".

Mai prima d'ora i rapporti tra UE e Italia sono stati così tesi.

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