Diciotti, si dimette il presidente dell'AIFA: "Situazione intollerabile"

"Non mi è possibile tollerare come medico, di presiedere un ente di salute pubblica in questo momento in cui persone vengono trattate in questo modo sul nostro territorio"

Agenzia Italiana del Farmaco

Stefano Vella, presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco, ha presentato ieri sera la proprie dimissioni al Ministro della Salute Giulia Grillo e alla Conferenza delle Regioni dopo quando accaduto con la nave Diciotti e i migranti rimasti a bordo per dieci giorni.

Il motivo è presto detto, ben spiegato dallo stesso Vella: "Non mi è possibile tollerare come medico, di presiedere un ente di salute pubblica in questo momento in cui persone vengono trattate in questo modo sul nostro territorio":

Gli ultimi accadimenti, a partire dalla nave Aquarius fino al pattugliatore U.Diciotti, da giorni bloccato nel porto di Catania con uomini e donne ai quali viene negata la possibilità di ricevere cure che sono indispensabili, e che vivono in una intollerabile condizione igienica e sanitaria, anche in base a numerose e autorevoli testimonianze, compresa quella del Procuratore della Repubblica di Agrigento, espongono il nostro Paese a severe critiche internazionali sul piano umanitario e mettono in dubbio la civiltà di cui siamo portatori.

Vella, presidente dell'Aifa dal marzo 2017, ha precisato di non voler entrare nelle scelte politiche del governo di Giuseppe Conte, "legittimamente eletto dai cittadini del nostro Paese", ma non condividendo la decisione dello stesso di mettere a "repentaglio la vita di persone che hanno avuto la sventura di nascere in Paesi economicamente più svantaggiati", ha preferito fare un passo indietro.

Al Quotidiano Sanità, poco dopo aver inviato la lettera di dimissioni, Vella ha spiegato:

Molti hanno twittato la loro contrarietà a quanto sta avvenendo sulla nave Diciotti, io ho ritenuto che questo non fosse sufficiente. Non condivido la posizione del ministro Salvini, ma rispetto che ci abbia messo la faccia e anche io, come persona con posizioni contrarie ho cercato di metterci la faccia. Non si possono muovere critiche rimanendo poi al proprio posto. Una decisione presa nonostante il ministro della Salute si sia mossa nella direzione giusta. Non è quindi mia intenzione entrare nel merito del problema dei migranti, ma di come sono state trattate queste persone da un punto di vista della salute. La mia è una posizione deontologica e non politica e penso dovrebbe essere condivisa da ogni operatore sanitario.

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