CEI, i migranti della Diciotti saranno distribuiti in tutta Italia

"È stata una risposta spontanea, noi non abbiamo fatto alcun appello. La Chiesa italiana ha una tradizione d’accoglienza reale"

Migranti Diciotti

La Conferenza Episcopale Italiana si farà carico di 100 dei migranti rimasti per dieci giorni a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera italiana, ormeggiata per cinque giorni nel porto di Catania fino all'accordo raggiunto dal governo di Giuseppe Conte con Irlanda, Albania e la stessa CEI.

Quello che era noto a tutti, dopo l'annuncio dell'accordo, è che 100 di quei migranti resteranno in Italia, contrariamente al volere di Matteo Salvini, che per giorni ha tentato di ogni modo - finendo anche al centro di un'inchiesta della Procura di Agrigento - di farli prendere in carico da altri Paesi UE. E, invece, in un colpo di scena che il Ministro dell'Interno fa ancora fatica a digerire, 100 di quei 143 migranti saranno distribuiti in tutto il territorio italiano.

A precisarlo è stato don Ivan Maffeis, direttore dell'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Chiesa Cattolica Italiana. Il primo passo di questa redistribuzione sarà il trasferimento dei 100 migranti in un centro di accoglienza a Rocca di Papa, a pochi chilometri da Roma. Da lì, nel corso delle prossime settimane, i migranti saranno trasferiti nelle diocesi italiane che si sono volontariamente messe a disposizione.

Tra queste, al momento, ci sono le diocesi di Torino, Firenze, Brescia, Bologna, Agrigento, Cassano all’Jonio e Rossano Calabro:

È stata una risposta spontanea, noi non abbiamo fatto alcun appello. La Chiesa italiana ha una tradizione d’accoglienza reale: sapere che nelle diocesi ci sono già tra le 26mila e le 28mila persone accolte dovrebbe farci riflettere per capire quanto stiamo enfatizzando un fatto solo perché li abbiamo bloccati lì.

La CEI si fa così carico di 100 migranti e si dichiara responsabile dello sblocco di una situazione diventata imbarazzante e insostenibile, ma questo potrebbe non essere un fatto isolato. Maffeis, infatti, ha precisato che "la Chiesa italiana è disposta a prendere tutti quelli che hanno necessità di essere accolti", lasciando intendere un intervento anche in futuro nel caso in cui la storia di ripeterà.

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