Di Maio: "Trasparenza di Autostrade fuori tempo massimo. Unica soluzione è la nazionalizzazione"

Il vicepremier risponde alla società che oggi ha reso pubblica la convenzione con il MIT.

Luigi Di Maio su nazionalizzazione Autostrade

Nel giorno dell'audizione del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli davanti alle commissioni della Camera sul caso del crollo del ponte Morandi a Genova, Autostrade per l'Italia ha pubblicato il testo integrale della convenzione con il MIT, con tutti gli allegati. Il vicepremier Luigi Di Maio ha risposto a questa mossa con un lunghissimo post su Facebook.

Il leader del MoVimento 5 Stelle ha scritto:

"Oggi Autostrade, con un ritardo di dieci anni, si vanta di aver dato il via libera alla pubblicazione della convenzione con il Ministero dei Trasporti. Bella forza! Nel giro di un pochi giorni sarebbe stata comunque pubblicata da Danilo Toninelli, nonostante la diffida a farlo che era arrivata proprio da parte del gruppo controllato dai Benetton. Non so cosa abbia pubblicato Autostrade sul suo sito, so che di quelli che dicevano che il ponte Morandi era sicuro e che non hanno adempiuto alle manutenzioni che dovevano fare non ci si può fidare. E infatti tutto il materiale sarà pubblicato in maniera ufficiale sul sito del Ministero"

Poi ribadisce che secondo lui c'è solo una soluzione, ossia la nazionalizzazione delle autostrade, e spiega perché:

"Quel che è certo è che il tema delle concessioni autostradali non si esaurisce con questa trasparenza fuori tempo massimo. Anzi, siamo solo all'inizio. L'unica soluzione è la nazionalizzazione. Non possiamo infatti lasciarle ad Autostrade: non siamo affetti dalla sindrome di Stoccolma. Le altre opzioni sono due. O darle a uno degli altri due concessionari autostradali, ossia passare dalla padella alla brace. O darle agli stranieri, ma non possiamo mettere un'altra infrastruttura strategica in mani straniere, come hanno fatto in passato i partiti ad esempio per le telecomunicazioni. È compito dello Stato gestire queste infrastrutture e garantire ai cittadini un servizio all'altezza delle attese (e delle spese). Usciremo dalla logica del profitto, faremo pagare meno i pedaggi, faremo molta più manutenzione e introdurremo innovazioni tecnologiche per migliorare la sicurezza e la mobilità. Chi blatera che nazionalizzare è antiliberale, si faccia un giro in Germania dove le autostrade sono pubbliche e gratuite per tutti, tranne che per i camion. Per inciso i soldi dei pedaggi dei mezzi pesanti saranno utilizzati dallo Stato tedesco per investire 7 miliardi di euro nelle infrastrutture stradali, non andranno certo a riempire le tasche di qualche famiglia amica di chi governa"

Poi aggiunge che la nazionalizzazione è anche una sfida e attacca Benetton sottolineando come abbia accolto tra i suoi manager Attilio Befera, che da direttore delle Agenzie delle Entrate aveva indagato proprio su quella azienda:

"Quella della nazionalizzazione è anche una sfida: vogliamo dimostrare che con onestà, trasparenza e competenza lo Stato può garantire ai cittadini ciò che gli spetta di diritto. La rete autostradale è stata infatti pagata dai nostri genitori e dai nostri nonni, non si capisce perché debba lucrarci una sola famiglia che fino al 2012 aveva una holding con sede in Lussemburgo per pagare meno tasse e fare lauti guadagni e che, una volta beccati, hanno risolto tutto con una mediazione amichevole con l'Agenzia delle Entrate di soli 12 milioni. Sarà un caso che poi il capo delle Agenzie delle Entrate, Befera, è stato nominato nell'organismo di vigilanza proprio della holding dei Benetton? Basta con queste magagne: del patrimonio della Rete autostradale devono goderne tutti gli italiani"

Di Maio continua il suo attacco verso Benetton e scrive che tocca a Fincantieri ricostruire il ponte Morandi:

"Se a questa società stiamo per togliere le concessioni, figurarsi se le faremo ricostruire il ponte. Loro possono, anzi devono metterci i soldi. È il minimo che possono fare dopo quello che è successo. A rifare il ponte dovrà essere per me un'azienda di Stato. Fincantieri è un'eccellenza mondiale, possono realizzare il ponte in meno di un anno e lo faranno nel cantiere di Genova così da portare anche lavoro e lustro alla città e ai genovesi che si stanno già rimettendo in piedi ma hanno bisogno di tutto il nostro supporto. Il fatto che sia Fincantieri, con Cassa Depositi e Prestiti, a occuparsi della ricostruzione permetterà allo Stato di avere un controllo molto forte su tutto il processo. Noi vogliamo che questo lavoro sia perfetto e per essere certi che sia così ci prendiamo tutti gli oneri necessari. La responsabilità non ci spaventa, l'irresponsabilità di chi c'era prima invece sì"

Di Maio passa poi ai problemi più immediati, come quello degli sfollati:

"Il primo nodo da risolvere è però quello degli sfollati. Siamo dalla loro parte e non lasceremo che siano costretti ad accettare le elemosine di Autostrade, né a subire ricatti da parte delle banche. Sarà lo Stato a occuparsi di loro, come già abbiamo iniziato a fare, e sarà garantita a tutti una sistemazione dignitosa"

Il vicepremier detta l'agenda per affrontare questo tema in Parlamento:

"Il 4 settembre in Parlamento si discuterà di tutti questi temi e auspico che i capigruppo di maggioranza presentino una risoluzione con l'obiettivo di impegnare il Governo sui punti elencati sopra. Spero che tutte le forze politiche si approccino a questa importante discussione mettendo al primo posto gli interessi dei cittadini e non, come è stato in passato, quelli di lobby, famiglie e amici di partito"

Infine Di Maio chiude con una frecciatina al "sistema":

"Il sistema cercherà in tutti i modi di fermarci, perché li stiamo toccando sul vivo: il portafogli. Hanno già iniziato con le menzogne quotidiane sui giornali e continueranno in chissà quale maniera. Nessuno di noi indietreggerà. Insieme ai cittadini siamo imbattibili e questo Paese lo cambieremo sul serio"

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