Ponte Morandi, Conte: "via libera a decreto Genova". Ma manca il nome del commissario

L’appalto per la ricostruzione sarà affidato a una società pubblica. Toninelli: "Fincantieri per esempio", per ricostruire il ponte entro il 2019

Giuseppe Conte a Genova dopo il crollo del ponte Morandi

Via libera al decreto legge per Genova, relativo al crollo del Ponte Morandi, da parte del Consiglio dei ministri: "Domani sarò a Genova a ricordare la triste ricorrenza, ma non torno a mani vuote, bensì con un decreto per consentire il ripristino delle condizioni di vita delle popolazioni locali" ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il decreto legge conterrà anche agevolazioni e sconti fiscali per famiglie e imprese colpite dal crollo del ponte Morandi, il 14 agosto scorso. Nel decreto pero non c'è ancora il nome del commissario ad hoc: "lo nomineremo con decreto del presidente del Consiglio" ha fatto sapere Conte.

Tra gli aiuti è previsto un contribuito di sostegno per i privati le cui abitazioni sono diventate inagibili a seguito del crollo più un contributo forfettario per i beni immobili. Ma quali poteri avrà in concreto il commissario? Saranno "ampi", si è limitato a dire Conte, saranno poteri di "procedere e di disporre, per consentire a Genova di avere un ponte più bello, più nuovo e un rilancio della sua immagine".

Il capo del governo ha precisato che c'è piena collaborazione con le autorità locali e che domani presenterà il piano del governo contenuto nel decreto legge al sindaco di Genova Marco Bucci e al governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Ponte Morandi, Toninelli: "decreto Genova venerdì in Cdm"

11 settembre 2018

11.15 - Il ministro Toninelli ha annunciato che il decretone per Genova venerdì sarà in Cdm parlando in audizione alla Camera dei deputati: "Per il Consiglio dei ministri di venerdì si lavora a un decreto molto importante, destinatari gli sfollati, le imprese non solo della zona rossa, con l’obiettivo di far ripartire" una delle città "più importanti del nostro paese" che oltre a piangere 43 morti deve fare i conti con 560 sfollati.

"È un decreto, che chiamo decretone, a cui partecipano Mit, Mise, Mef, e Lavoro (...), Riusciremo a gestire la ricostruzione del ponte" ha aggiunto Toninelli secondo cui "la natura eccezionale dell’intervento" permetterà di assegnare l’appalto per la ricostruzione a una società pubblica: "Fincantieri per esempio" per ricostruire il ponte entro il 2019.

Toninelli ha ribadito che il Ponte non può essere ricostruito "da chi aveva la responsabilità giuridica di non farlo crollare" e cioè da Autostrade per l’Italia che non avrebbe adempiuto alla manutenzione in modo adeguato. "In questi minuti è in corso un incontro a Bruxelles per verificare se si possa derogare al Codice degli Appalti perché si possa fare l’assegnazione immediata senza gara ad un soggetto pubblico come Fincantieri la ricostruzione del ponte” ha detto ancora il ministro.

10.50 - Il decreto per Genova sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì 14 settembre, spiega stamattina il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli secondo cui il decretone per gestire il post-crollo del ponte Morandi prevede "aiuti per le famiglie in tema di mutui e per le imprese tramite agevolazioni fiscali" oltre a interventi sulla manutenzione e l'impiego di sensori.

Ponte Morandi, Toninelli alla Camera: "Presto un decreto legge per Genova. Pressioni su concessioni"

4 settembre 2018

18.18 - "Nonostante le pressioni interne ed esterne subite abbiamo messo a disposizione della collettività atti che tanti cittadini nel corso degli anni hanno richiesto all'amministrazione vedendosi sempre sbattere portoni in faccia". Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli rivendica con orgoglio la pubblicazione sul sito del MIT di tutti i contratti di concessione di Autostrade. Le opposizioni però protestano spiegando che parlare genericamente di "pressioni" non basta, chiedendo a Toninelli di fare nomi e cognomi.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, è tornato oggi alla Camera per riferire sul crollo del ponte Morandi il 14 agosto scorso e, a pochi giorni dal suo lungo intervento davanti alle commissioni Ambiente di Camera e Senato, si è dimostrato più preparato e informato. Il Ministro ha ribadito quanto già affermato nei giorni scorsi sulla ricostruzione del ponte Morandi, vale a dire che non sarà Autostrade per l'Italia ad occuparsene, ma sarà Autostrade per l'Italia a pagare.

Una posizione, ha spiegato Toninelli, condivisa dall'intero esecutivo:

La ricostruzione sarà affidata a un soggetto pubblico, ma a pagare i costi sarà la società concessionaria Aspi. Il governo è compatto nel ritenere che i lavori di ricostruzione del ponte non possano essere affidati ed eseguiti da chi giuridicamente aveva la responsabilità di non farlo crollare. Lasciare ad Autostrade per l'Italia la ricostruzione del viadotto sarebbe una follia e irrispettoso nei confronti dei familiari delle vittime. La ricostruzione va affidata a un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica dotato di adeguate capacità tecniche, mantenendo in capo al concessionario l'ovvio onere dei costi. L'integrale finanziamento dell'opera da parte della società concessionaria rappresenta solo una minima parte del risarcimento dovuto e non ha nulla a che vedere con la procedura di decadenza dalla concessione. Sulla ricostruzione del ponte dovrà esserci il sigillo dello Stato.

Tutto deve ancora essere deciso, ma questa sembra essere la posizione ufficiale del governo di Giuseppe Conte, che ha promesso di impegnarsi anche per risolvere in modo rapido il problema degli sfollati di Genova, rimasti senza casa dopo il crollo del viadotto. Entro tre mesi, ha promesso Toninelli, tutte le persone sfollate riceveranno una sistemazione.

Si tratta, secondo i numeri del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, di 255 famiglie per un totale di 566 persone. Ad oggi, però, solo 170 nuclei familiari possono contare su una sistemazione in un alloggio pubblico, mentre tutti gli altri avranno un tetto sopra la testa entro la fine del 2018.

Rispondendo anche alla richieste giunte oggi da Genova e da tutta la Liguria, Toninelli ha confermato che il governo sta già lavorando ad un decreto legge "per Genova e per le infrastrutture, in grado di soddisfare al meglio le esigenze di una comunità duramente colpita. Si tratta di tutelare in primo luogo le persone e le imprese danneggiate":

Il governo metterà in campo forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare. Inoltre, aiuterà le imprese, ricadenti nell'area del crollo del ponte, a riprendere i cicli produttivi, prevedendo forme di agevolazione fiscale o incentivi alla temporanea delocalizzazione.

Foto | Palazzo Chigi

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