Referendum Ilva: a Taranto il 94% dei lavoratori dice sì. Landini: "Di Maio ha fatto il ministro"

Subito 10.700 assunzioni. Netta vittoria del sì anche negli stabilimenti Ilva di Genova e Novi Ligure

Ilva di Taranto

19.35 - I risultati del referendum sull'Ilva a Taranto hanno visto una schiacciante vittoria dei sì all'accordo firmato la scorsa settimana tra Fim, Fiom, Uilm e ArcelorMittal: per la precisione i sì all'accordo sono stati il 94,29%, 6.452 voti su 6.866 votanti e 10.820 aventi diritto. L'affluenza è stata dunque piuttosto bassa.

L'accordo è stato difeso dal segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini: "Con questo accordo siamo di fronte a un fatto nuovo: non solo si garantisce l’occupazione, perché non ci sono licenziamenti e si mantengono sia i diritti salariali, sia l’art. 18. Ma l’accordo prevede anche più di 4 miliardi di investimenti" ha detto Landini oggi a L’Aria che Tira su La7.

Landini ha voluto anche dare atto al Ministro Di Maio: "che ha fatto il ministro, lasciando fare al sindacato la sua parte. E, anche nei momenti critici nella notte, ha dato un contributo per fare in modo che le soluzioni fossero trovate. Quindi, ha sostenuto le nostre posizioni per far cambiare idea all’azienda. Vorrei far notare che quell’accordo Di Maio non l’ha firmato. Quell’accordo è stato firmato dal sindacato, da ArcelorMittal e dai commissari".

I lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano (Genova) hanno approvato l'accordo con oltre il 90% dei sì mentre quelli dello stabilimento di Novi Ligure, il più innovativo del gruppo Ilva, lo hanno fatto con il 90% dei voti favorevoli. Nello stabilimento di Marghera (Venezia) l'accordo con Arcelor Mittal ha raggiunto invece il 63% di sì, secondo quanto comunicato da fonti sindacali.

Referendum Ilva: a Taranto prevale il sì dei lavoratori secondo i primi risultati

Prevalgono i nello spoglio delle schede del referendum sull'Ilva svoltosi a Taranto: i lavoratori sono stati chiamati oggi a ratificare o meno l'accordo sottoscritto al Mise tra ArcelorMittal e sindacati.

"Hanno da poco aperto le urne elettorali e c'è una prevalenza massiccia del sì all'accordo Ilva. Sulle schede scrutinate sinora siamo sul 92-91"

spiega, secondo quanto riporta l'Agi, Francesco Brigati della Fiom Cgil di Taranto che anticipa i primi risultati del referendum sull'Ilva.

Ilva, il tavolo al MISE: accordo raggiunto. Ora referendum tra i lavoratori

6 settembre 2018

Aggiornamento ore 10:15 - La segretaria generale della Fiom Francesca Re David ha spiegato:

"L'accordo è fatto e per noi per essere valido deve essere approvato dai lavoratori con il referendum. Gli assunti sono tutti, si parte da 10.700 che è molto vicino al numero di lavoratori che oggi sono dentro e c'è l'impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione su salario e diritti, era quello che avevamo chiesto"

Ora è in corso un'altra riunione tra ArcelorMittal e sindacati e questo dovrebbe essere l'ultimo incontro prima della firma vera e propria dell'accordo finale, verso ora di pranzo.

Giovedì 6 settembre 2018, ore 8:30 - Le trattative al MISE sull'Ilva sono andate avanti per tutta la notte. Secondo gli ultimi flash di agenzia ArcelorMittal avrebbe accettato la proposta dei sindacati e in particolare di assumere subito 10.700 lavoratori.

Ilva, le trattative del 5 settembre


Mercoledì 5 settembre 2018

Aggiornamento ore 20:06 - Potrebbe essere il giorno decisivo per l'Ilva. Al MISE si sono incontrate tutte le parti in causa e la ArcelorMittal ha presentato la sua bozza di accordo. La multinazionale ha garantito l'assunzione a tempo indeterminato di 10100 lavoratori entro il 2018, che dovrebbero salire a quota 10300 entro il 2021. Entro il 23 agosto 2023 è invece previsto l'impegno di formulare "una proposta di assunzione" ai lavoratori attualmente in esubero, a patto che non abbiano già beneficiato dell'incentivo all'esodo o che non abbiano ricevuto una proposta di assunzione presso un'affiliata del gruppo. Al momento i

Questo il testo della bozza: "Qualora al momento dell'emissione del decreto di cessazione dell'esercizio dell'impresa delle società Ilva vi fossero ancora lavoratori alle dipendenze della società, ArcelorMittal formulerà, ovvero farà sì che le affilate formulino alla cessazione dell'amministrazione straordinaria, in ogni caso non prima del 23 agosto 2023, una proposta di assunzione a ciascun lavoratore che non abbia beneficiato di altre misure o opportunità previste dal presente accordo, non abbia già ricevuto una proposta di assunzione, non sia stato continuativamente alle dipendenze delle società alla data di sottoscrizione del contratto fino alla cessazione dell'amministrazione straordinaria".

Nel testo della bozza è però presente un'altra condizione, ovvero quella di garantire "costi invariati". In pratica si prospetta una "riduzione degli orari di lavoro" per poter contenere gli esuberi, con conseguente riduzione salariale per i singoli lavoratori. Su questo punto è in corso un confronto all'interno di Fim, Fiom e Uilm, che hanno sempre puntato a non lasciare per strada nessuno dei 14mila lavoratori.

Alle 20:30 le parti si risiederanno al tavolo, dove probabilmente resteranno fino a notte fonda per tentare di raggiungere un'intesa.

Ilva, oggi il tavolo al MISE. Di Maio: "È una corsa contro il tempo"

Ore 8:30 - 5 Settembre 2018

Potrebbe essere questa la settimana decisiva per il futuro dell'Ilva di Taranto. O almeno ne sembra convinto il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che nel primo pomeriggio di oggi riceverà al MISE dei rappresentanti della società AmInvestco - controllata dalla multinazionale ArcelorMittal - che si è aggiudicata l'Ilva, insieme ai commissari straordinari dell'Ilva, a Federmanager, ai segretari generali e ai sindacati metalmeccanici.

Una riunione super affollata che rischia di concludersi con un buco nell'acqua, nonostante le alte aspettative di Luigi Di Maio. Stamattina, intervenendo a Radio Radicale, il capo del MISE ha parlato di "un tavolo che può dare buono risultati, io credo che ci siano i presupposti".

Di Maio ha sottolineato ancora una volta che la gara vinta da AmInvestco presenta dei profili di illegittimità, ma che potrà essere annullata solo se e quando verrà a mancare l'interesse pubblico. Parlando proprio di "supercazzola", Di Maio ha spiegato che "se il tavolo raggiunge risultati su ambiente e lavoro, la gara non può essere revocata per legge":

Dall'esito del confronto dipenderà anche la procedura di annullamento in autotutela, perchè ricordiamoci che oltre al fatto che quella gara sia illegittima, ed è assodato, per annullarla ci deve essere un interesse pubblico, concreto e attuale per annullarla. È una corsa contro il tempo perché il 15 scade tutto, ma sono fiducioso che arriveremo ad una soluzione positiva per i cittadini di Taranto e per chi lavora nello stabilimento.

Il tempo stringe davvero e la soluzione non sembra affatto vicina. In questo momento l'Ilva di Taranto sta perdendo circa 1 milione di euro al giorno e a fine mese terminerà i fondi in cassa e andrà in negativo. Il 15 settembre, invece, scadrà la proroga concessa ai commissari straordinari e il futuro dello stabilimento siderurgico è sempre più incerto.

Quella di oggi, insomma, si preannuncia una riunione fiume che dovrebbe concludersi - o almeno questa è la speranza - con una soluzione o qualcosa di molto vicino a una soluzione.

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