Ponte Morandi, parla Gilberto Benetton: "Nostro silenzio è stato segno di rispetto"

L'imprenditore ha rilasciato la prima intervista dopo il disastro.

Gilberto Benetton

Gilberto Benetton ha parlato per la prima volta dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, la cui manutenzione spettava ad Autostrade per l'Italia, società della "sua" Atlantia. Lo ha fatto in una intervista al Corriere della Sera in cui ha spiegato:

"Il disastro di Genova deve essere per noi come azionisti un monito perenne, anche se terribile e per sempre angoscioso nei nostri cuori"

Sul fatto che la famiglia Benetton non ha commentato prima questo tragico evento, l'imprenditore ha detto:

"Dalle nostre parti il silenzio è considerato segno di rispetto. Edizione, la nostra holding, ha parlato meno di 48 ore dopo la tragedia, a voce bassa è vero, perché la discrezione fa parte della nostra cultura. Ha però comunicato con parole chiare e inequivocabili un pensiero di cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questo disastro. Con altrettanta fermezza abbiamo dichiarato che verrà fatto tutto ciò che è in nostro potere per favorire l'accertamento della verità e delle responsabilità dell'accaduto. Forse non siamo stati sentiti"

Benetton ha confermato la sua fiducia al presidente Fabio Cerchiai, poi ha aggiunto:

"Siamo certi della totale volontà di collaborazione con le Istituzioni e le autorità preposte da parte della società operativa Autostrade per l'Italia, il che significa assoluta trasparenza e completa assunzione delle responsabilità che venissero accertate, quando lo fossero. Se nel caso di Autostrade sono stati commessi degli errori, quando si sarà accertato compiutamente l'accaduto verranno prese le decisioni che sarà giusto prendere"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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