Chiusura domenicale negozi: come funziona negli altri Paesi?

Da giovedì 13 settembre il via in Italia all’esame dei ddl sulla chiusura domenicale

chiusura domenicale negozi

Giovedì 13 settembre inizierà l’esame in commissione Attività produttive alla Camera dei ddl sulla chiusura domenicale dei negozi. Si tratta di un tema molto dibattuto in questi giorni e che sta sostanzialmente dividendo l’opinione pubblica. Ma come funziona negli altri Stati europei? Ebbene, in 16 nazioni su 28 non ci sono limitazioni di giorni o orari di apertura, mentre alcuni membri fondatori dell’Unione Europea come Germania e Francia applicano divieti molto rigidi nei giorni festivi con qualche eccezione. In altri casi, invece, ci sono dei divieti, che però possono essere oggetto di molte deroghe.

Chiusure domenicali: i 16 stati senza limitazioni

Tra le argomentazioni addotte da chi vuole cambiare la legge attualmente in vigore, ossia il cosiddetto “Salva Italia”, che all’articolo 31 aveva liberalizzato l’apertura dei negozi, vi è quella di garantire un giorno di riposo ai dipendenti dei negozi, spesso sottoposti a turni massacranti anche di domenica per venire incontro alle richieste dei datori di lavoro. Nella direttiva europea sull’orario di lavoro (2003/88/EC) è posto effettivamente il vincolo nei confronti dei negozianti di concedere al dipendente un giorno di riposo dopo sei di impiego, ma non è specificato che sia necessariamente di domenica o in un giorno festivo.

Secondo quanto emerge da un report redatto dal centro studi Bruno Leoni, la libertà sostanzialmente concessa dall’UE genera così un quadro molto eterogeneo con 16 Stati su 28 che non prevedono alcuna limitazione di orario o aperture domenicali. “La panoramica europea - si legge all’interno dello studio - mostra che in nessun Paese il lavoro domenicale è totalmente proibito, e anche in nazioni come Grecia, Germania e Francia, che presentano maggiori limitazioni, sono presenti eccezioni. Malta, Ungheria, Finlandia e Danimarca hanno introdotto e successivamente abolito le restrizioni sul lavoro domenicale”. Insomma, sembra che restrizioni maggiori esistano in Germania e Francia, mentre i Paesi che hanno tentato di emularli di recente, hanno poi fatto marcia indietro.

Chiusure domenicali: Paesi ed eccezioni

Stando a quanto emerge da un altro report, quello realizzato da Confcommercio, nei Paesi in cui vige il divieto di apertura domenicale vi sono comunque eccezioni e deroghe. In Austria e a Cipro, ad esempio, i negozi sono chiusi di domenica, ma possono tenere aperto quelli siti in località turistiche. A Malta e in Belgio, invece, i negozi devono rimanere chiusi la domenica, a meno che il negoziante non scelga un giorno alternativo della settimana, comunque con altre restrizioni relative alla tipologia dell’esercizio. Germania, Francia e Grecia prevedono eccezioni alla chiusura degli esercizi la domenica in base alla tipologia degli stessi. In Repubblica Ceca, invece, durante le maggior festività è fatto divieto assoluto di apertura, mentre in Olanda vi sono delle deroghe nel caso di stazioni di servizio, stazioni di treni, aeroporti ed ospedali.

I Paesi europei senza restrizioni

Non vi sono restrizioni di sorta, al momento, oltre che in Italia anche in Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia. In altri Paesi, come la Danimarca, vengono invece imposti dei limiti orari: nelle maggiori festività, ad esempio, i negozi possono rimanere aperti fino alle 15, mentre in Lussemburgo la chiusura è prevista per le 13, ma l’orario si prolunga fino alle 18 nel caso di panetterie, macellerie, pasticcerie, chioschi e negozi di souvenir. In Spagna, invece, il governo centrale lascia alle varie Comunità autonome libertà di scelta sul numero di domeniche autorizzate durante l’anno, ma in linea generale non sono più di 10. In Gran Bretagna, le limitazioni domenicali di orario riguardano solo i negozi di un carta dimensione.

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