Divorzio, assegno di mantenimento e affido condiviso: cosa cambierà?

Simone Pillon e Matteo Salvini

L'accordo di governo Lega-M5S era stato chiaro sul fatto che il il governo di Giuseppe Conte si sarebbe impegnato per rivedere il diritto di famiglia e la prima mossa in questo senso, destinata a far discutere non poco, arriva proprio dalla Lega, più precisamente dal senatore Simone Pillon, prima firma del disegno di legge "Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità", che approda oggi al Senato.

Pillon, tra gli organizzatori di tre Family Day tra il 2007 e il 2016, punta a rivedere il modo in cui viene gestito l'affido dei minorenni in caso di divorzio e separazione, che in molti casi tende a dare un maggiore rilievo alla madre a discapito del padre, specie se tra i due non si riesce a raggiungere un accordo amichevole.

Vediamo quali sono le principali novità proposte dalla Lega.

L’introduzione dei tempi paritetici

Partendo dal presupposto che un figlio di genitori separati ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, il disegno di legge forza un po' la mano e stabilisce che, salvo eccezioni, il minore dovrà trascorrere metà del tempo con un genitore e metà del tempo con l'altro, in modo quasi matematico.

L'articolo 11 del DDL stabilisce:

Salvo diverso accordo tra le parti, deve in ogni caso essere garantita alla prole la permanenza di non meno di dodici giorni al mese, compresi i pernottamenti, presso il padre e presso la madre, salvo comprovato e motivato pericolo di pregiudizio per la salute psico-fisica del figlio minore in caso di:
1) violenza;
2) abuso sessuale;
3) trascuratezza;
4) indisponibilità di un genitore;
5) inadeguatezza evidente degli spazi predisposti per la vita del minore.

Nel caso in cui questo sia impossibile per tanti validi motivi, a cominciare dalla frequentazione scolastica del minore, è disposto che il genitore che generalmente trascorre meno tempo col figlio potrà recuperare il tempo perso durante le vacanze estive.

Il minore avrebbe quindi un doppio domicilio presso l'abitazione di ciascuno dei genitori "ai fini delle comunicazioni scolastiche, amministrative e relative alla salute".

Via l'assegno di mantenimento

Questa uguaglianza nel tempo che il minore deve trascorrere con entrambi i genitori si traduce anche nella cancellazione dell'assegno di mantenimento così come lo conosciamo ora.

Se il minore avrà due case e trascorrerà il 50% del tempo con entrambi i genitori, sulla carta sparisce l'esigenza dell'assegno di mantenimento da un genitore all'altro, visto che entrambi dovranno provvedere al figlio al 50%:

Nel piano genitoriale deve essere indicata anche la misura e la modalità con cui ciascuno dei genitori provvede al mantenimento diretto dei figli, sia per le spese ordinarie che per quelle straordinarie, attribuendo a ciascuno specifici capitoli di spesa, in misura proporzionale al proprio reddito secondo quanto previsto nel piano genitoriale.

In caso di diverso accordo sarà comunque possibile fissare un contributo mensile che un genitore dovrà versare all'altro per il mantenimento del figlio minore, ma si tratterrebbe di una cosa temporanea:

Il giudice stabilisce, ove strettamente necessario e solo in via residuale, la corresponsione a carico di uno dei genitori, di un assegno periodico per un tempo determinato in favore dell’altro a titolo di contributo al mantenimento del figlio minore.

Il mediatore familiare

L'articolo 1 del DDL parla chiaro: "È istituito l'albo professionale dei mediatori familiari. La Repubblica riconosce la funzione sociale della mediazione familiare". I successivi tre articoli servono a spiegare meglio la figura del mediatore familiare, che diventerà fondamentale nel caso di divorzi o separazioni.

Per legge, infatti, ci si dovrà rivolgere ad un mediatore familiare, il cui compito sarà quello di far ragionare le parti coinvolte per il bene del minore. La mediazione familiare non dovrà durare più di sei mesi e sarà a carico degli stessi genitori.

Il DDL non lascia spazio a interpretazioni: il primo incontrò sarà gratuito, i successivi saranno a carico della famiglia, che non potrà non rivolgersi a un mediatore familiare. Quale sarà la spesa da sostenere? Non lo sappiamo ancora: lo stabilirà il Ministro della Giustizia entro sei mesi dall'approvazione della legge.

Le critiche al disegno di legge

Tra i critici principali di questo disegno di legge c'è il Telefono Rosa, che oggi ha pubblicato una lettera aperta per mettere in evidenza cosa cambierà se il disegno di legge diventerà legge nella sua conformazione attuale.

Siamo estremamente perplesse sulle proposte e sulle modalità di attuazione del 'cambiamento' che la norma e i suoi firmatari propugnano. [...] Per più di un motivo ci pare che il reale effetto del disegno di legge possa essere semplicemente quello di scoraggiare e complicare le separazioni, a prescindere dalla opportunità delle stesse (anche nell'interesse dei figli) qualora sia sopravvenuta l'insostenibilità della convivenza nei rapporti coniugali in crisi.

Cosa viene contestato al disegno di legge?

Se l'abitazione non è più un diritto di stabilità per i figli; se la possibilità di continuare a vivere nella casa familiare, malgrado l'interesse dei figli è condizionata al pagamento (all'altro coniuge proprietario, o alla di lui famiglia comodante) di un canone di locazione di mercato (quante donne saranno in grado di affrontare questi nuovi oneri?); se il contributo al mantenimento non esisterà più; se i figli minori saranno costretti a vivere erranti tra padri, madri e parentele varie; se a 25 anni si perde il diritto al mantenimento (senza riguardo né per la disoccupazione giovanile né per i tempi dell'istruzione universitaria); se il principio del diritto paterno è quello che nascerebbe da questa riforma, l'ingiustizia sarà totale.

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