Milleproroghe, ok della Camera con 285 sì: il testo torna al Senato

Ora il decreto tornerà al Senato per la terza lettura

14 settembre 2018 - Dopo il voto di fiducia di ieri, stasera la Camera Dei Deputati ha dato l'ok al decreto legge milleproroghe, approvato con 285 voti a favore, 106 contrari e quattro astenuti dopo una seduta fiume andava avanti anche stanotte.

A questo punto il testo dovrà tornare al Senato per la terza lettura già calendarizzata per il prossimo 16 settembre. Non è escluso, visti i tempi sempre più stretti, che il governo decida di chiedere la fiducia anche in quell'occasione.

Milleproroghe, ok della Camera alla fiducia: 329 sì

13 settembre 2018, ore 14:20 - La Camera dei Deputati ha approvato la fiducia chiesta dal Governo sul decreto legge Milleproroghe: 329 sì e 220 no. Ora, a partire dalle ore 15:00 di oggi, vi sarà l’esame degli ordini del giorno prima della votazione finale del provvedimento che, in seguito alle modifiche, dovrà tornare per la terza lettura al Senato.

Decreto Milleproroghe | 12 settembre 2018

La prima fiducia del governo di Giuseppe Conte, in carica dallo scorso giugno, è stata posta oggi sul decreto Milleproroghe, una mossa annunciata alla Camera dal Ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, che di fatto blinda il testo nella sua versione approvata dalla Commissione lunedì scorso, senza tenere conto degli sviluppi degli ultimi giorni.

All'annuncio di Fraccaro sono subito seguite le proteste dell'opposizione, guidate dal Partito Democratico che, con un gruppetto di deputati, ha temporaneamente occupato i banchi di Montecitorio riservati al governo. Il motivo della protesta è l'accusa di illegittimità mossa dall'opposizione alla decisione di porre la fiducia sul testo.

Questo perché, come spiegato dagli stessi deputati, la fiducia era stata autorizzata dal Consiglio dei Ministri del 24 luglio scorso, mentre il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo, il 25 luglio. Il governo, quindi, avrebbe autorizzato la fiducia prima della firma del Presidente della Repubblica.

Non si può quindi mettere la fiducia - autorizzata, lo ricordo il 24 luglio - su un testo approvato lunedì scorso dalla Commissione, perché il testo, rispetto a quello varato dal governo, è cambiato per via dei voti in commissione e l'approvazione di diversi emendamenti. Sui vaccini, ad esempio, il testo ha subito ben tre variazioni. La fiducia del Cdm non può riferirsi al testo della Camera. Le suggerisco quindi di consultare il presidente Fico perché riteniamo che la proceduta adottata sia gravemente viziata.

A parlare a Roberto Giachetti, ma a contestare l'illegittimità della fiducia non c'è soltanto il Partito Democratico. Anche Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno espresso dei dubbi, seppur in modo meno plateale. Tommaso Foti di FdI a spiegato che "la fiducia è stata autorizzata in data antecedente al decreto stesso ed è inoltre evidente che il testo è profondamente cambiato. Non si può chiedere la fiducia su un atto praticamente inesistente, come lo era il dl prima della sua pubblicazione in Gazzetta".

Porre la fiducia su un testo delicato come il Milleproroghe, che contiene una varietà di argomenti che vanno dalla discusse norme sui vaccini ai tagli previsti per le periferie, vuol dire interrompere ogni discussione e dire addio ai possibili emendamenti che erano già stati presentati in grande quantità.

La decisione è stata presa e ogni discussione in Aula è stata rimandata a domani, quando a partire dalle 11.15 ci saranno le dichiarazioni di voto in vista della votazione, prevista invece per le 12.40. Il testo verrà quindi votato nella sua configurazione attuale e sarà legato a doppio filo alla tenuta del governo: non votare per l'approvazione del decreto vorrà dire votare contro il governo di Giuseppe Conte.

Ma se la decisione di blindare il testo vale anche come tentativo di arginare l'ostruzionismo previsto in Aula da parte dell'opposizione - il PD aveva presentato oltre 80 emendamenti - questo non vuol dire che non ci sarà ostruzionismo. Per domani, infatti, i democratici hanno intenzione di presentare quanti più ordini del giorno possibili, così da portare per le lunghe la discussione e far slittare la votazione.

‼️Stiamo occupando l’aula della Camera‼️
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Posted by Alessia Morani on Wednesday, September 12, 2018
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