Migranti e tubercolosi, l'allarme fasullo lanciato da Matteo Salvini

Dati alla mano, in Italia non c'è nessun allarme tubercolosi.

Matteo Salvini

Matteo Salvini continua a fare propaganda e nel giorno in cui si è tornati a parlare del caso della nave Diciotti - dopo l'affondo di Sergio Mattarella e le parole di Giuseppe Conte - fomenta l'allarme lanciato dal leghista Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, sui casi di tubercolosi registrati in provincia di Vicenza, che sarebbero legati proprio alla presenza dei migranti.

Salvini si è fiondato a condividere quell'articolo, corredandolo da un commento che difende l'operato del Ministero dell'Interno nella lotta all'immigrazione e, allo stesso tempo, lancia un allarme tubercolosi che non è supportato da alcun dato statistico, ma a quanto pare si basa soltanto sulle parole di Ciambetti citate nel pezzo.

Immigrato malato e in fuga, forse inconsapevole della gravità della sua condizione. Quanti casi come questo?
Purtroppo la tubercolosi è tornata a diffondersi, gli italiani pagano i costi sociali e sanitari di anni di DISASTRI e di invasione senza regole e senza controlli.
Dicevano che eravamo cattivi, allarmisti, pericolosi...
Ce l'ho messa e ce la metterò tutta per invertire la rotta.

Immigrato malato e in fuga, forse inconsapevole della gravità della sua condizione. Quanti casi come questo?
Purtroppo...

Posted by Matteo Salvini on Wednesday, September 12, 2018

No, la tubercolosi non è tornata a diffondersi come sostiene Matteo Salvini. È sempre stata presente in Italia e la tendenza è andata scemando negli ultimi decenni. Ma è davvero corretto parlare di emergenza tubercolosi in Italia? Dati alla mano, la risposta è no. O meglio, non abbiamo ancora statistiche aggiornate all'ultimo anno, ma i dati relativi alla diffusione della tubercolosi in Italia tra il 1995 e il 2016 ci confermano una diminuzione più o meno costante, dai 5.225 casi registrati nel nostro Paese nel 1995 ai 4.032 casi del 2016.

Secondo i dati relativi all'immigrazione diffusi oggi dal Ministero dell'Interno, in Italia nel 2016 sono sbarcate poco più di 127mila persone, mentre nel 2017 quel numero è sceso a poco più di 100mila. Nel 2015, sempre secondo il Viminale, erano sbarcate 153.842 persone, mentre nel 2014 erano state 170.100.

Andando ancora più a ritroso, la situazione sbarchi è stata la seguente:


    2013: 42.925 migranti sbarcati in Italia
    2012: 13.267 migranti
    2011: 64.261 migranti
    2010: 4.406 migranti
    2009: 9.573 migranti
    2008: 36.951 migranti
    2007: 20.455 migranti
    2006: 22.016 migranti
    2005: 22.939 migranti
    2004: 13.635 migranti
    2003: 14.331 migranti
    2002: 23.719 migranti

Se mettiamo tutto in un grafico ci rendiamo conto a colpo d'occhio dell'andamento degli sbarchi in Italia dal 2002 ad oggi.

Migranti sbarcati in Italia dal 2002 ad oggi

Allo stesso modo abbiamo preso i dati diffusi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) sulla diffusione della tubercolosi nel nostro Paese, che sono i seguenti:


    2016: 4.032 casi di tubercolosi in Italia
    2015: 3.769 casi
    2014: 3.916 casi
    2013: 3.973 casi
    2012: 4.252 casi
    2011: 4.461 casi
    2010: 4.692 casi
    2009: 4.244 casi
    2008: 4.418 casi
    2007: 4.525 casi
    2006: 4.503 casi
    2005: 4.212 casi
    2004: 4.220 casi
    2003: 4.518 casi
    2002: 4.212 casi

Di seguito, invece, la versione in grafico. È sufficiente incrociare i dati per vedere che l'aumento degli sbarchi in Italia non è sempre collegato all'aumento dei casi di tubercolosi in Italia. Anzi. Dal 2011, ad esempio, quando a partita la nuova emergenza nel Mediterraneo e gli sbarchi sono ripresi in modo massiccio, i casi di tubercolosi in Italia sono diminuiti.

casi di tubercolosi in Italia dal 2002 ad oggi

Se gli ultimi 15 anni non hanno mai fatto gridare all'emergenza tubercolosi, perché questo 2018 - lo stesso Ministero dell'Interno ha confermato un calo sostanziale degli sbarchi in questi primi mesi del 2018 rispetto agli anni precedenti - dovrebbe fare eccezione? Che Salvini, per gridare all'allarme tubercolosi in Italia, abbia altri dati a disposizione? Sarà il tempo a smentirci, ma fino a quando non saranno le istituzioni sanitarie italiane o europee a lanciare un allarme per il nostro Paese, possiamo dormire sonni tranquilli sulla tubercolosi, così come abbiamo fatto negli ultimi 15 o 20 anni.

Non a caso, poche ore dopo le parole di Matteo Salvini, è arrivata la smentita da parte del viceprefetto vicario di Vicenza, Lucio Parente. Non c'è nessun allarme:

Abbiamo accertato che il servizio di igiene sanità pubblica dell'Ulss ha già avviato tutte le procedure del caso, avviando controlli specifici sulle persone che nei giorni scorsi sono state a contatto con questa persona. Il protocollo è stato rispettato come da normativa, quindi sotto l'aspetto sanitario non c'è nulla da temere.

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