
Mentre attendiamo scalpitanti e impazienti il decreto con cui Silvio III il Cementificatore darà il via al Piano Casa, possiamo farci due risate con l’annuncio (ironico, si fa per sdrammatizzare!) pubblicato oggi dal Sardegna a firma di Claudio Cugusi.
Per risolvere il problema dei giovani che non trovano casa il Comune di Cagliari ha un’arma segreta a basso costo: una specie di Piano Marshall nel cassetto. Da una ricognizione sommaria dei ponti e viadotti presenti in città, si scopre che sfruttando le due pareti dei pilastri dell’asse mediano si potranno costruire più di mille alloggi indipendenti per le nuove coppie. Sarà la fine dell’esodo verso l’hinterland: da Genneruxi a via Po, basterà aggiungere altre due pareti, una con finestra, e l’alloggio sarà completo. Una ordinata fila di casette indipendenti, con vista a scelta, un piccolo giardino animato dal carosello luccicante delle ronde del piacere, al caldo fuoco di un copertone. In più lo svincolo a portata di mano.
Il giornalista del Sardegna, probabilmente non un simpatizzante del presidente Ugo Cappellacci, parte dalla constatazione che il tema dell’edilizia è diventato la prima preoccupazione del centrodestra. E dopo che Berlusconi ha promesso agli italiani un favoloso regalo, il 20% di cubatura in più, ora si scatenano le menti tecniche più illuminate in una ridda di proposte al servizio del Paese. L’unico inconveniente potrebbe essere il rumore delle auto proprio sulla testa: per questo gli assegnatari saranno dotati periodicamente di robusti tappi in silicone mentre gli autoarticolati dovranno mettere le pattine dalle 22 alle 7. Anche il pavimento è già stato deciso: niente parquet, meglio tornare all’antico,alla vecchia e cara terra battuta, anche per smentire la solita calunnia sull’insensibilità ambientale del centrodestra.
Foto | Flickr
Pierpyx polisblog
23 mar 2009 - 14:09 - #1spero che sia una barzelletta di cattivo gusto…
marla singer
23 mar 2009 - 14:57 - #2Quest’idea sembrerebbe uscita da un film dei Monty Phyton, invece è la triste realtà! ç___ç
Mauriziosat6
23 mar 2009 - 15:11 - #3è SOLO UNA BUFALA del millantato “giornalista”
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soprattutto perchè a parte l’asse mediano ……..non ci sono altri viadotti a cagliari
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Charles Dexter Ward #5
23 mar 2009 - 15:16 - #4ma questo giornalista l’ha mai vista la circonvallazione a milano?
(Xanderoby)
23 mar 2009 - 15:35 - #5Perché, in quale punto della Circonvallazione di Milano ci sono appartamenti sotto i viadotti?!
Al più ci sono garage della CroceRossa ed appartamenti ad una decina di metri di distanza, appartamenti che appartengono all’edilizia popolare e che sono svalutati proprio per la qualità della vita in zona.
Poi, secondo me, bisognerebbe anche averci vissuto, in un appartamento del genere: io ci ho trascorso 8 anni nei primi ‘80, e la notte ti assicuro che era una gioia sentire un continuo viavai sulle strade, sai che spettacolo dormire con il traffico nelle orecchie.
Charles Dexter Ward #5
23 mar 2009 - 15:41 - #6lo immagino, comunque questo per dire che è prassi costruire accanto a vie di comunicazione a traffico intenso nelle zone ad elevata urbanizzazione. poi che si potesse costruire sotto al viadotto di cagliari è chiaramente una provocazione (del giornalista), ma ovviamente non è una strada percorribile: lo spazio sotto i viadotti serve per abbandonare le auto rubate
Albert1
23 mar 2009 - 15:42 - #7Ovvio che si tratti di ironia. Pure da due soldi, per giunta.
Però, potrebbe non essere poi un’idea tanto peregrina… sotto il viadotto della Roma-Fiumicino, qui a Magliana c’erano almeno 200 baracche costruite così… per non parlare degli archi del Mandrione negli anni ‘50. E’ una pratica abbastanza usata quella di sfruttare architetture preesistenti per ricavarne abitazioni. Chissà…
(Xanderoby)
23 mar 2009 - 15:50 - #8A parte la provocazione, in quelle abitazioni ci vivono solo fasce a basso reddito della popolazione o, i primi tempi, chi si trovò piani degeneri nonostante abitazioni storiche/di un certo livello.
Infilare persone in alveari dove è impossibile anche solo riposare è tipico dei palazzinari nostrani, che poi abitano in ville in campagna.
P.S.: ma ve lo siete fatto un giro sotto i viadotti?
Presente lo stato in cui sono piloni e struttura?
Presente la qualità dell’aria?
Mi auguro che nessuno, seguendo le provocazioni del giornalista, stia davvero pensando ad una cojonata simile come ipotetica soluzione, senza contare le infrastrutture (tutta l’impiantistica, acqua, scarichi, gas, corrente, telefono, “digitale terrestre” ‘-.-) da costruirsi nelle fondamenta dei piloni..
L E A
23 mar 2009 - 20:16 - #9Sarà ironia ma a me il fatto di sfrattare i Rom dal loro giaciglio prediletto parrebbe una soluzione ancor più eccelsa delle ronde (!)
Ambe, quel tipino col tacchino ben camuffato nello stivalino ci studia la notte per partorire queste perle di rinascita socioeconomica.
Pensa te se fosse toccato ad un altro stato quell’uomo lì, tant’è che, a detta dello stesso, il piano casa sarà copiato… sì come no!