L’immobilismo di fatto nelle intenzioni di voto che mostravano i sondaggi di ieri di Swg (sotto nel post) vengono confermati da quelli di Emg. Con una conferma e una differenza: la conferma è che il Pdl rimane abbondantemente primo partito, la differenza è che nelle rilevazioni per il TgLa7 il Movimento 5 Stelle perde ancora, ma rimane secondo partito alla pari del Pd. Ecco i numeri:
Gallery: i sondaggi Emg 20 maggio
Centrodestra 35% (0,4)
Pdl 26,5% (-0,1)
Fratelli d’Italia 2,1% (-0,1)
Lega Nord 4,8% (+0,5)
La Destra 1% (+0,1)
Altri 0,6% (=)
Centrosinistra 30,3% (+0,1)
Pd 23% (+0,2)
Sel 6,1% (+0,1)
PSI 0,7% (-0,1)
Altri 0,5% (-0,1)
Movimento 5 Stelle 23% (-0,4)
Centro 7,5% (+0,4)
Scelta Civica 5,7% (+0,4)
UDC 1,4 (=)
FLI 0,4 (=)
Sinistra 4,2%
Rifondazione Comunista 1,3% (+0,1)
IDV 0,9 (=)
Verdi 0,6 (=)
Altri 1,4 (-0,6)
Sondaggi Swg 19 maggio

Non si muove praticamente nulla nei sondaggi Swg per Agorà: da una settimana all’altra tutte le posizioni rimangono inchiodate. E la cosa è abbastanza inevitabile, visto che il governo è nato ma ancora non è ben chiaro come si muoverà e che nel Pd si aspetta solo di capire chi sarà il prossimo segretario dopo la “reggenza” di Epifani. L’unica novità degna di nota - se così si può chiamare - è che l’M5S ha arrestato la perdita di consensi.
E quindi, ecco tutti i numeri:
Popolo delle Libertà: 27,4% (-0,2)
Partito Democratico: 24% (=)
Movimento 5 Stelle: 21,8% (=)
Scelta Civica: 5,8% (+0,4)
Sinistra Ecologia & Libertà: 4,7% (+0,2)
Lega Nord: 4,4% (-0,1)
Udc: 1,8% (+0,1)
Fratelli d’Italia: 1,8% (=)
17 maggio: l’M5S può esistere senza Beppe Grillo?

Il leader dell’M5S è indispensabile per il partito?
Il Movimento 5 Stelle può esistere senza Beppe Grillo? Per il 29% degli elettori “sì”, per il 52% “no”. Tra gli elettori dell’M5S il 42% pensa che il partito possa sopravvivere. Il 50% che senza Grillo il M5S sia destinato a scomparire. Un approfondimento a questo link.
14 maggio: il crollo del Movimento 5 Stelle

I sondaggi trasmessi ieri dal TgLa7 confermano quanto era nell’aria: tutta la “questione diaria” (che ora pare essere risolta, ma con parecchie ribellioni in corso) interna al Movimento 5 Stelle ha penalizzato parecchio il partito di Beppe Grillo, che perde addirittura due punti e mezzo, passando dal 25,9 al 23,4%. Non si tratta di una cosa da poco, visto che è un calo statisticamente rilevante e che, soprattutto, per la prima volta da febbraio l’M5S scende sotto il livello raggiunto alle elezioni politiche.
Recupera qualcosa invece il Partito Democratico, che guadagna mezzo punto e arriva al 22,8%. Gli ex alleati di Sel continuano la risalita, arrivando a toccare un 6% che non si vedeva da parecchio tempo.
Ma il primo partito in Italia è sempre, e di gran lunga, il Popolo delle Libertà, che cede uno 0,7 ma rimane comunque al 26,6%. Con la Lega Nord al 4,3%, Fratelli d’Italia al 2,2 e la Destra allo 0,9%. Nel complesso la coalizione di centrodestra rimane stabile al 34,6%.
Segni di vita anche dal centro, grazie al punto percentuale guadagnato da Scelta Civica (5,3%) e anche dall’area più a sinistra dello schieramento (Rifondanzione 1,2%; Italia dei Valori 0,9%).
Il quadro generale però non muta, con tre partiti sopra il 20% che si spartiscono il grosso dell’elettorato.
I sondaggi del 30 aprile

Dopo il Partito Democratico, tocca al Movimento 5 Stelle. Il partito di Beppe Grillo, nel sondaggio Emg di ieri sera, cede di colpo tre punti percentuali scendendo al 26%. Percentuali comunque alte e soprattutto in linea con quanto preso alle elezioni di febbraio. Se di “piccola crisi” si tratta - dovuta alle gaffe della Lombardi, al caso Mastrangeli, alla intransigenza che ha portato al governissimo - bisogna ammettere che l’M5S se la cava più che bene. Anche se, beninteso, tre punti percentuali in sette giorni sono comunque un segnale d’allarme.
Recupera qualcosa invece il Pd, che era scesa fino ai livelli più bassi della sua storia (20%), ma riconquista un paio di punticini toccando il 22,7%. Sel stabile al 5%. Nel complesso la coalizione arriva quasi al 30%.
Se la cava molto meglio il centrodestra. Nonostante il Pdl perda qualcosa scendendo dal 27,1 al 26%, la coalizione resta al di sopra del 34%. Lega Nord al 4,3%, Fratelli d’Italia al 2,4% (in crescita), La Destra allo 0,8%.
Il centro montiano che doveva cambiare la politica italiana è sul punto di scomparire: nel complesso arriva al 6,6% (Scelta Civica 4,8%; Udc 1,4%; Fli 0,4%). Si leccano le ferite anche dalle parti della sinistra: Rifondazione Comunista 0,9%; Italia dei Valori 0,6%; Verdi 0,6%. L’avventura di Rivoluzione Civile ha lasciato dietro di sé le macerie.
Il sondaggio shock del Partito Democratico

Agorà aveva promesso sondaggi shock per il Pd. E non ci andiamo molto lontani, in effetti.
Il Pdl passa dal 26,8% del 19 aprile al 27,0%.
Il Movimento Cinque Stelle torna a salire: dal 24% al 25,5%
Crolla definitivamente il Partito Democratico: dal 27% che aveva mantenuto il 19 aprile al 22%.
Fra gli altri, risale SEL di Nichi Vendola al 5,3%, evidentemente raccogliendo qualche deluso a sinistra, stazionari Lega Nord, Udc, Fratelli d’Italia e Rivoluzione Civile (questi tre ai limiti dell’ininfluente), stazionaria pure Scelta Civica, che dovrebbe accontentarsi, secondo SWG, di un 6,1%.
22 aprile 2013
Fra il 18 e il 19 aprile 2013, EMG Srl ha realizzato per La7 un sondaggio sulle intenzioni di voto. La domanda, posta a un campione di 1000 soggetti, era:
«Supponga ora di essere in questo momento nella cabina elettorale per le nuove elezioni politiche. Lei quale di questi partiti pensa di votare?»
La risposta è enormemente punitiva (e non sorprende, per il Pd). Ecco le cifre:
Rivoluzione Civile di Ingroia: 1.3%
Sinistra, Ecologia eLibertà con Vendola: 5.2%
Altri csx (Centro Democratico + SVP): 0.9%
UDC di Casini: 1.8%
Con Monti per l’Italia - Scelta Civica: 4.3%
Fini - Futuro e Libertà: 0.3%
Il Popolo della Libertà di Berlusconi e Alfano: 27.1%
Lega Nord di Maroni: 4.1%
Fratelli d’Italia: 2.1%
La Destra di Storace: 0.7%
Altri cdx (Mir, I Pensionati di Fatuzzo, Grande Sud - Mpa, Intesa Popolare): 0.8%
Movimento Cinque Stelle - Beppe Grillo: 29.1%
Altri partiti: 2.0%
Voterò scheda bianca/nulla: 3.1%
Sono indeciso/non so: 16.1%
Movimento 5 Stelle: il giudizio degli italiani

Pareri quasi opposti tra elettori M5S e tutti gli altri
Il Movimento 5 Stelle è davvero diverso da tutti gli altri? E la sua linea politica è giusta o sbagliata? Non è difficile immaginare che gli elettori a Cinque Stelle e il resto del corpo elettorale abbiano risposto in maniera diversa alle domande del sondaggio Swg presentato questa mattina ad Agorà. Ma forse una differenza del genere non ce la si immaginava.
La prima domanda è: “Come giudica la linea politica dell’M5S?”. Il 76% degli elettori di Beppe Grillo la considera giusta; il 16% sbagliata; l’8% non sa. Il che significa che circa 2 milioni degli 8 che hanno votato M5S non sono del tutto d’accordo. Ma se si prende l’intero corpo elettorale (inclusi anche gli elettori a Cinque Stelle) la percentuale di chi è accordo scende al 22%; pensa che la linea sia sbagliata il 62%; non sa il 16%. Cosa significa tutto questo? Di sicuro significa che al momento il Movimento 5 Stelle non ha margini di crescita.

La seconda domanda è: “I parlamentari M5S si stanno dimostrando?”. Per il 92% dei loro elettori si stanno dimostrando “diversi da tutti gli altri”; solo per il 5% sono “come tutti gli altri”. Se si prende l’intero campione la risposta “diversi da tutti gli altri” viene data dal 42% degli interpellati, la risposta “come tutti gli altri” dal 43%, il 15% non sa.
Il Movimento 5 Stelle continua a scendere

Se dobbiamo considerare attendibili i sondaggi - in questo caso quelli Swg presentati ad Agorà - allora sembra di capire che al Movimento 5 Stelle non giovi occupare la Camera e nemmeno indire procedure come le Quirinalarie. O almeno, non è questo quello che gli elettori a Cinque Stelle volevano dal movimento di Grillo, che nei sondaggi sta continuando a scendere (pur restando sul livelli altissimi). A punire l’M5S è senza ombra di dubbio la chiusura a riccio e l’aver impedito la nascita di un esecutivo Pd-M5S.
E infatti mentre il Movimento 5 Stelle perde quasi un punto e mezzo arrivando al 24% (ricordiamo che appena dopo le elezioni era arrivato fino al 28%); Pd e Pdl salgono di oltre un punto a testa, toccando rispettivamente il 26,8 e il 26,9%. Nel complesso si conferma il centrodestra davanti al centrosinistra, visto che l’alleato della Lega Nord (4,5%) è più pesante di Sel (3,2%).
Da notare come nel frattempo stia scomparendo Mario Monti e con lui il centro tutto. Scelta Civica perde un punto e mezzo e scende al 5,6%. Non pervenuta Fli e Udc all’1,8%. L’esperimento di Casini, che sperava di riprendere in mano i destini della politica conservatrice italiana è definitivamente sepolto.
Gli italiani non vogliono il governissimo

L’ipotesi del Governissimo a lunga scadenza (quello che viene caldeggiato da Napolitano) non piace per niente agli italiani. Si può anche chiamare governo di minoranza, della non sfiducia, di scopo, di larghe intese, ecc. ecc., fatto sta che l’86% del campione intervistato da Ipr Marketing si dice contrario.
Diversa la situazione se si prende in considerazione un governo di scopo che abbia uno scopo soltanto: la riforma elettorale. Dopodiché si torna a votare. In questo caso sono a favore il 48% degli italiani. Per il 22% invece la priorità è tornare alle elezioni anche senza una riforma elettorale.
Tra gli elettori del Pd, prevale l’opinione a favore del governo di scopo (63%). Condiviso anche dal 43% dell’elettorato Pdl. Il 44% degli elettori democratici vede invece ancora nell’accordo con il Movimento 5 Stelle la miglior strada da seguire. Il 25% accetterebbe un governo guidato da Bersani e appoggiato dal Pdl, per il 20% invece Bersani deve passare il testimone.
Infine, il 65% dell’elettorato, secondo le rilevazioni, disapprova la scelta del Movimento 5 Stelle di occupare il Parlamento.
Il Movimento 5 Stelle e l’accordo col PD

5 aprile. Beppe Grillo incontra la pattuglia parlamentare del Movimento 5 Stelle e soprattutto i ribelli. E forse durante la riunione qualcuno si affiderà anche a questi numeri per valutare la situazione.
Secondo il sondaggio Emg mostrato ieri sera a Servizio Pubblico il 40,5% di coloro che alle ultime elezioni hanno votato M5S non è d’accordo con la linea tenuta da Beppe Grillo. In particolare, il 20,5% degli elettori del Movimento 5 Stelle appoggerebbe un governo Bersani, il 20,5% un esecutivo di larghe intese.
Ma c’è di più, perché un altro 38,4% vorrebbe che il partito di Grillo & Casaleggio puntasse su un presidente del Consiglio indipendente e di alto profilo. Insomma, che facesse un nome a Cinque Stelle in grado di ottenere la fiducia - indispensabile - anche di altri partiti (Pd e Sel in primis). In totale, si può dire che circa tre quarti dell’elettorato M5S non apprezzi del tutto la linea esclusiva (nel senso che si sono esclusi da tutti i giochi) imposta dal leader del Movimento. Il restante 20% vorrebbero che il partito spingesse perché si torni al voto il prima possibile. Insomma, nessuno accetta che i parlamentari pentastellati stiano a Camera e Senato al solo scopo di controllare che i partiti tradizionali righino dritto.
E se si tornasse al voto? Il 74,7% dell’elettorato rivoterebbe M5S; il 21,6%, no; mentre gli indecisi sono il 3,7%.
Il 66% degli italiani vuole Renzi leader del centrosinistra

2 aprile. Niente di nuovo: che Matteo Renzi fosse ampiamente in testa nel gradimento degli italiani per i leader (o presunti tali) politici si sapeva già. Ma un nuovo sondaggio Swg conferma la tendenza, che vede il sindaco di Firenze surclassare Bersani nelle preferenze degli italiani. Attenzione, nelle preferenze degli italiani, non degli elettori di centrosinistra.
Il 66% vorrebbe Renzi come leader del centrosinistra. Mentre la percentuale di italiani che rivorrebbe vedere Pierluigi Bersani nel ruolo di leader di coalizione e di partito è solo del 10%. E anche per quanto riguarda la “fiducia” degli elettori, Renzi sale e Bersani crolla: un sondaggio sempre di Swg condotto appena prima di Pasqua mostra come il ‘rottamatore’ sia il leader che gode della maggiore fiducia, 55%, cresciuta di sei punti in una settimana. Bersani invece scende di due punti arriva al 30%.
Da notare che al terzo posto c’è Beppe Grillo, ma la fiducia nei confronti del blogger genovese in una settimana scende addirittura di 7 punti, dal 36 al 29%. Forse un primo effetto della linea oltranzista tenuta dal leader del Movimento 5 Stelle, che ha impedito che si formasse un governo e che ha messo a nudo la pochissima autonomia dei parlamentari pentastellati. Vedremo se la cosa sarà confermata dai prossimi sondaggi.
Il 50% degli italiani vuole il ritorno alle urne
Il “quasi-fallimento” di Bersani (che sulla carta rimane l’incaricato) inizia ad avere le prime conseguenze sulle intenzioni degli italiani. Secondo i sondaggi Swg, adesso la strada maestra per il 50% degli italiani è quella del ritorno alle urne (ma quanto ci costerà tornare al voto?). Il 35% preferisce invece che si formi un governo di larghe intese guidato da Pd e da Pdl. In una settimana il partito del “ritorno al voto” è cresciuto del 10%, mentre tra chi vuole le larghe intese predonimano gli elettori di centrodestra.
La rilevazione conferma ancora una volta l’attesa messianica nei confronti di Matteo Renzi: il 66% lo vorrebbe leader della coalizione di centrosinistra, mentre soltanto il 10% confermerebbe nel ruolo Pier Luigi Bersani. Questo prendendo in considerazione tutti gli elettori, il dato cambia - ovviamente - a seconda del partito di provenienza: Matteo Renzi piace al 61% di chi ha votato Pd, al 71% di chi ha votato Pdl (dato curioso: quanti di questi voterebbero un Pd a guida Renzi e quanti invece si limitano ad “apprezzarlo” ma resterebbero nel centrodestra?) e al 68% del Movimento 5 Stelle.
Il paradosso è servito, il ‘rottamatore’ piace più agli elettori del centrodestra e dell’M5S che agli elettori del partito che Renzi si propone di guidare in caso di ritorno alle urne.
Infine, il 35% degli italiani vorrebbe che Napolitano si candidasse a un bis come presidente della Repubblica. Dato che sale al 54% tra gli elettori del centrosinistra mentre è attorno al 25% tra gli elettori a Cinque Stelle e del centrodestra.
22 marzo: Renzi il politico con il più alto indice di gradimento

È il periodo d’oro di Matteo Renzi. Un po’ perché non è coinvolto nella bagarre della formazione del governo, un po’ perché tutti i sondaggi continuano a raccontarci il ritornello del “Ci fosse stato Renzi”. Dopo la rilevazione che dava il Pd al 44% se guidato dal ‘rottamatore’, adesso un sondaggio Swg ci spiega come Renzi sia il politico con il più alto indice di gradimento (49%). Al secondo posto Beppe Grillo con il 36% e al terzo Pierluigi Bersani con il 32%. Più indietro Silvio Berlusconi (24%) e Mario Monti (20%).
Per Renzi quindi il gradimento è completamente trasversale, tanto da avvicinarsi molto alla soglia magica del 50%. Molto più indietro, ma buon secondo, Beppe Grillo (che infatti ha di nuovo preso di mira il sindaco di Firenze). Da notare il crollo verticale di Mario Monti, da salvatore della patria a ultimo in classifica.
E i partiti? Sempre lo stesso sondaggio ci dice che: il Movimento 5 Stelle è al 26,3% (-3,1), il Pd al 26,4% ma guadagna (+1,3), il Pdl (+0,9), al terzo posto con il 24,2% e Scelta Civica di Monti continua ad arretrare e adesso è al 7,9% (-0,4). Lega Nord al 3,7 e Sel al 2,4%.
Con Renzi leader il Pd al 44%
20 marzo. C’è un sondaggio riservato che da poche ore ha cominciato a circolare creando un immediato scompiglio. Si tratta di una ricerca commissionata dal Pd alla società SWG, i cui risultati hanno del clamoroso.
Alla domanda sulle intenzioni di voto, una possibile coalizione guidata da Bersani e che comprenda Pd, Sel e Scelta Civica di Monti ha ottenuto il 29% dei consensi, superata dal Movimento 5 Stelle che arriverebbe addirittura al 40%, mentre Berlusconi e il centrodestra resterebbero sostanzialmente invariati al 26%.
Alla domanda successiva (qui le tabelle) si cambia scenario: la domanda è la stessa, ma a candidarsi sarebbe una coalizione con solo il Pd e Monti, senza Sel, e guidata da Matteo Renzi. In questo scenario, la coalizione renziana otterrebbe il 44%, facendo scendere Grillo al 30% e affossando il centrodestra al 19%. Sinistra ecologia e libertà da sola prenderebbe il 4%, quindi eventualmente unendo le forze al centrosinistra si arriverebbe quasi alla maggioranza assoluta.
Insomma, un sondaggio che conferma in pieno il leit motiv del “se c’era Renzi” partito subito dopo la chiusura delle urne. E che mette una pietra sopra la possibile ricandidatura di Bersani se si dovesse tornare alle urne.
Stesse indicazioni le dà anche un altro sondaggio Digis condotto tra gli elettori del centrosinistra, che non vogliono un accordo con il Pdl e preferirebbero un ritorno immediato alle urne. Il 27% indica Bersani come candidato premier, il 37% il sindaco di Firenze
Il M5S al 30%, ma gli elettori vogliono un accordo con il Pd

18 marzo: nuovi sondaggi – questa volta tocca a Swg per la trasmissione Agorà – ma trend confermati: il Movimento 5 Stelle è sempre più il primo partito italiano e tocca la soglia psicologica del 30%, un risultato tondo che dà ragione alla linea di Grillo (anche se le interviste sono state condotte prima delle votazioni di sabato per i presidenti di Camera e Senato, e quindi prima dello psicodramma grillino sul duello Grasso-Schifani).
Se il Movimento 5 Stelle tocca il 30%, arrancano Pd e Pd. I democratici si fermano al 25,1%, che sommato al 2% di Sel non basta a superare Grillo neppure come coalizione. Il Popolo della libertà ottiene invece il 23,3%, la Lega Nord il 3,8, Fratelli d’Italia l’1% e La Destra lo 0,6%. In totale quindi la coalizione berlusconiana potrebbe superare il centrosinistra ma resterebbe ben lontana dal M5S.
Male anche i centristi, con Scelta civica all’8,3 e l’Udc all’1,6 (Fli sotto il mezzo punto percentuale), mentre rischia l’estinzione la Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, all’1%. Alta comunque la percentuale di indecisi, il 22,6%.
Il successo del M5S è evidente anche nelle domande sulle priorità del prossimo governo: nonostante la crisi economica e la disoccupazione galoppante, per il 24% degli intervistati la prima cosa da fare è l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, per il 20% la riforma elettorale e per un altro 20% la riduzione del numero dei parlamentari, tutte battaglie cavalcate da Grillo. Solo il 19% chiede misure per la crescita e il 14% per la disoccupazione.
È interessante però vedere anche le opinioni degli intervistati su cosa dovrebbero fare Pd e M5S: la stragrande maggioranza vede con favore un accordo per formare il governo, anche se il 34% lo ritiene possibile con un passo indietro di Bersani. Per il resto, il 48% degli intervistati pensa che Grillo debba cercare l’alleanza con il Pd e il 9% vorrebbe che il M5S appoggiasse un governo tecnico a termine. Il 29% appoggia invece la linea “autarchica” di Grillo che non vuole accordi con nessuno.
Ce n’è anche per Berlusconi: il 76% degli intervistati ritiene che il Cavaliere, a fronte delle sue vicende giudiziarie, dovrebbe fare un passo indietro e lasciare la politica.
18 marzo 2013: Eletti i presidenti di Camera e Senato, anche questa settimana i sondaggi danno Grillo in crescita
Il M5S sale, il Pd anche. Il flop Monti continua, perde il Centrodestra, sparisce Ingroia

I sondaggisti, dunque, sono rimasti senza lavoro? Assolutamente no. Anzi, continuano a fornire i loro dati per fotografare l’andamento delle preferenze politiche nel paese.
Secondo Renato Mannheimer su CorSera il dato più significativo deriverebbe dalla crescita del M5S, che aumenta ancora le sue preferenze fra gli italiani, di 3 punti percentuali: avrebbe così il 29% dei consensi (non c’è solo Mannheimer a dirlo: c’è anche Ipsos, che quota il Movimento di Grillo al 29,4%). Nulla di nuovo: è il bandwagon effect (per dirla all’italiana: salire sul carro del vincitore).
Sale anche il Pd, che avrebbe, più o meno, il 26-27% delle preferenze degli italiani.
Scende (ma di poco) il Pdl, scende tutta la coalizione di centrodestra (che viene superata da Beppe Grillo), fortemente ridimensionata Rivoluzione Civile, che si rivela un fallimento politico, e in forte calo anche la compagine montiana, altro flop.
Tocca tener presente di questi andamenti, in caso di nuove elezioni.
Ma tocca tener presente anche un altro dato: per quanto abbiano scelto di tenere un profilo alto e di fingere che non sia successo nulla, tutti i sondaggisti hanno sottodimensionato il fenomeno “M5S”. Qui ci chiedevamo (ma valutando i dati di affluenza alle urne della domenica, quindi a giochi in corso) se Grillo avrebbe raggiunto il 25% e non sbagliavamo (anche se dalla stessa analisi sbagliavamo completamente le previsioni sulle regionali in Lombardia).
Le rilevazioni, adesso come non mai, vanno prese per quel che sono: statistica a campione.
Gli ultimi sondaggi e le elezioni 2013
14.58: segui lo spoglio in diretta su Polisblog: exit poll, instant poll, proiezioni e risultati.
23 febbraio 2013: in assenza di sondaggi elettorali, non ci si può che concentrare su altri argomenti, come fanno Notapolitica e Youtrend. Le voci dal Conclave alla Camera papale, danno
«l’affabile cardinale di Piacenza […] accreditato, nella stima mediana, di ben 36 cardinali elettori, sei in più del temutissimo prelato pelato di Monza e Brianza che sarebbe inchiodato a quota 30. In salute il frizzante camerlengo di Genova, che ieri è riuscito a riempire di fedeli persino il vastissimo sagrato del Laterano e che sarebbe riuscito a raggiungere la ragguardevole cifra di 19 voti nella Cappella sistina. Sempre più in difficoltà invece l’algido cardinale di Milano, ex nunzio apostolico a Bruxelles, che stenta a superare i 10 voti e rischia seriamente di lasciare fuori dalla Camera papale le truppe dei suoi più stretti alleati, il brizzolato vescovo di Bologna e il parigrado (amante della subacquea) di Montecarlo».
All’Ippodromo di San Nicola (Senat) si corre una corsa che vede vincere facile
«la scuderia di Bien Comun che mette insieme un totale di 37 secondi e lascia Maison Liberté indietro di sette lunghezze. A guidare il raggruppamento di cavalli guidato da Pier le Smacchiateur è il solito Fan Idole che copre il miglio in 33”. Dietro di lui un modesto Gebrazac a 3” e i ronzini Central Democratique e Fan de le Garofan che, insieme, raccolgono un misero secondo. L’armata azzurra di Burlesque ha il fiato corto: nonostante qualche problema di vista del suo fantino, Varenne va abbastanza bene e chiude in 22,5”, aiutato poco dagli alleati di pista. Groom de Bootz si ferma a 4,5 secondi mentre Freres Tricolor e il destrorso Hirosaka chiudono con un secondo a testa. A un secondo anche il gruppetto dei cugini sfigati di Varenne.
Al centro Ipson de la Boccon è in netto affanno e chiude a 10 secondi tondi. Davanti a lui sfreccia rapidissimo e in splendida forma il cinque volte stellato Igor Brick. 17,5” per lui e pienone di tifosi entusiasti alla sgambata di questa sera a Roma».
Nella Manche de la Chambre, il risultato non cambia.
«A vincere, come nelle previsioni degli allibratori, è sempre la scuderia Bien Comun, che ha corso il miglio in 36″ netti […] Alle sue spalle perde smalto, proprio in dirittura d’arrivo, la scuderia Maison Liberté, che piomba sul traguardo in 30 secondi netti […] alle sue spalle arranca anche la scuderia capitanata da Mario de la Montaigne. Ipson de la Boccon perde un secondo e non va oltre al 7.5″, senza che Ipson de Mormal (2.5″) e Ipson de Tullien (0.5″) riescano a migliorare la situazione. Igor Brick […] chiude con un sensazionale 18,5″».
Le impressioni di Piepoli
21 febbraio: sta per iniziare il weekend finale delle elezioni politiche 2013. Quello in cui si vota.
I sondaggi, che si possono leggere solo sotto forma di corse di cavalli, qua e là, presto non conteranno più nulla. Ma nel frattempo, ecco che Quotidiano Nazionale pubblica un’intervista al sondaggista Nicola Piepoli. Il quale, senza dare esplicitamente i numeri, dice quali sono le sue impressioni. E via così.
18 febbraio: corse clandestine e alieni
18.31: mentre tutti vogliono sapere cosa dicono gli ultimi sondaggi, se cambia qualcosa oppure no nel quadro che dovrebbe uscire dalle urne (e così, si fa a gara, qua e là sul web, a dar conto con linguaggi carbonari di questo o quel sondaggio), mentre online impazza il falso sondaggio che dà Grillo al 42%, domani sera, su Sky Cinema 1 HD, andrà in onda Il sogno dell’alieno, un mockumentary a tema politico che racconta il cortocircuito fra apparenza e sostanza.
Nel film verrà mostrato un gruppo di performer che si fingono attivisti e che riescono persino a convincere alcuni politici a firmare il loro (finto) programma. Le riprese e la costruzione mediatica sono durate per un intero anno. Questi gli intenti del regista, Alberto d’Onofrio:
«dimostrare come può essere creato un fenomeno nell’attuale panorama politico: richiamare l’attenzione dei media su un progetto artificioso, inventato e scritto, e aspettare che lo stesso divenga improvvisamente “reale”, tanto da essere inseguito e corteggiato dalla politica “vera” che ne vede un’opportunità di visibilità. Il film documenta come stare al centro dell’attenzione non abbia ormai nulla a che vedere con la credibilità e la sostanza, in un sistema che non si sofferma a costruire il contenuto. Tutto ruota esclusivamente intorno alla comunicazione mediatica, alla visibilità ormai alla portata di tutti attraverso web e social media, ingredienti che rendono ancora più labile la sostanza dei concetti».
PoliticApp rimborsata e i sondaggi clandestini
18 febbraio 2013: gli acquirenti di PoliticApp (applicazione di SWG), bloccati dall’AgCom nella loro speranza di poter accedere facilmente ai sondaggi per le elezioni politiche 2013 anche nei quindici giorni di “silenzio”, hanno ricevuto oggi il messaggio del rimborso dell’applicazione. Questo il messaggio giunto nelle caselle di posta degli acquirenti su iTunes:
«Ti ringraziamo per aver acquistato PoliticAPP di SWG SpA. PoliticAPP è ora disponibile gratuitamente sull’iTunes Store. Per questa ragione, abbiamo eccezionalmente deciso di rimborsarti l’importo totale pari a 8,69 €. Questa cifra verrà trasferita sul tuo metodo di pagamento originale entro cinque giorni lavorativi».
Intanto prosegue su vari siti la pubblicazione con linguaggio da “radio-Londra” di sondaggi “clandestini”, raccontati come fossero le corse dei cavalli.

9 febbraio, 16.29: nell’immagine, potete vedere l’annuncio che accompagna la pagina bianca dell’applicazione PoliticApp, la app per tablet e smartphone di SWG.
E’ evidente che all’istituto di ricerca non abbiano proprio preso bene l’altalena di AgCom.
«Siamo spiacenti per questa pagina bianca»
si scusano gli addetti, che non le mandano a dire e additano le responsabilità dell’autorità di garanzia:
«L’AgCom prima aveva autorizzato la pubblicazione delle indicazioni di voto. Poi, contraddicendosi, l’ha bloccata»
9 febbraio 2013, 00.01 il divieto di pubblicazione

9 febbraio 2013, ore 00.01: ecco il blackout elettorale dei sondaggi. Di seguito, l’estratto dal regolamento AgCom che sancisce il divieto di pubblicazione da oggi.
Articolo 7 del Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione di sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa, delibera n. 256/10/CSP del 9 dicembre 2010.
Divieto di pubblicazione o diffusione dei sondaggi politici ed elettorali
1. Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni e fino alla chiusura delle operazioni di voto è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati realizzati in un periodo antecedente a quello del divieto.
Da questo momento, dunque, si dovrà parlare d’altro, perché i numeri statistici sono banditi.
Anche la App della SWG, che in un primo tempo era stata ammessa dall’AgCom, visto che era a pagamento, è stata in un secondo momento, bocciata. E così l’istituto ha dovuto promettere ai suoi acquirenti (fra cui il sottoscritto) il rimborso dei 10 euro sborsati per un servizio che non verrà più offerto. L’applicazione, nel frattempo, è diventata gratuita.
Il senato regione per regione secondo Tecné
Prima del blackout dovuto al regolamento dell’AgCom, che vieta la diffusione di sondaggi elettorali a partire da 15 giorni prima delle elezioni, c’è anche il sondaggio di Tecné per conto di Sky di cui rendere conto.
Secondo l’istituto di ricerca, il racconto del Senato in bilico passa attraverso alcune regioni in cui l’esito delle elezioni è tutto da chiarire.
Al momento il Centrosinistra sarebbe accreditato di 157 seggi al senato. Per govenare ne servono almeno 158 (matematicamente, ma per avee un governo stabile molti di più).
Il mese riepilogato dall’Huffington
In un mese di dati, raccolti dall’Huffington Post, i sondaggi per le elezioni politiche 2013 raccontano un Centrosinistra in difficoltà dopo la ri-ridiscesa in campo di Berlusconi, un Beppe Grillo che può aspirare al boom (è possibile, come pensano molti analisti, che i sondaggi ne sottostimino l’effetto trascinante), un Monti che può solo pensare di allearsi al vincitore ipotetico. Quel Bersani che potrebbe proprio non avere i numeri per governare.
Gli otto istituti di sondaggi quantificano con una forbice che va dal 37,2% (Ispo) al 33,2% (Tecné). Il Centrodestra berlusconiano si colloca fra il 32% di Piepoli e il 27,9% di Emg. Il Movimento 5 Stelle è accreditato di un 18% - 14% (SWG - Piepoli), mentre il centrodestra montiano è dato al 15,3% (massimo risultato, secondo Ipdos) e 12,9% (Ispo). Ingroia non va oltre il 5% secondo Tecné (3,7% per Ipsos).
SWG, 8 febbraio 2013

Si ferma la rimonta del centrodestra, mentre il centrosinistra ricomincia a guadagnare per la prima volta dall’inizio dello scandalo Monte dei Paschi di Siena. Una buona notizia per Bersani e compagnia, che però continua a tenere gli occhi puntati sui sondaggi nelle regioni in bilico per capire come si metterà al Senato.
I sondaggi Swg trasmessi questa mattina ad Agorà mostrano infatti il centrosinistra al 33,8% (+1) mentre il centrodestra rimane stabile al 27,8%. Possibile che la rinnovata alleanza tra Pdl, Lega Nord e gli altri abbia toccato il suo punto massimo? Il centro guidato da Monti è invece al 13,4% (-0,8).
Per quanto riguarda i partiti: il Pd è al 29,5% (+1,5), il Pdl al 19,5% (+0,2), il Movimento 5 Stelle al 18,8% (+0,8), Scelta Civica con Monti al 9% (-0,4), Lega Nord + Tremonti al 5,2% (+0,3), Rivoluzione Civile al 4,1% (-0,9), Sel al 3,6 (-0,4), Udc al 2,7% (-0,7).
Due considerazioni: le polemiche che hanno caratterizzato le ultime settimane sembrano penalizzare Rivoluzione Civile, che cede i voti forse al Movimento 5 Stelle. Ma è più in generale l’area di sinistra che sembra essere parecchio mobile, Pd e M5S salgono. Sel e Rivoluzione Civile scendono. Probabilmente tra gli elettori di quell’area sono in corso gli ultimi dilemmi morali tra voto utile e paura di un’alleanza con Monti.
I sondaggi Ipsos per Ballarò
Proseguono i “sondaggi creativi” di Ballarò, nella puntata del 5 febbraio 2013. Ma ci sono anche quelli “tradizionali”. La società che li esegue è sempre IPSOS.
Nelle intenzioni di voto dichiarate alla Camera, il Pd è al 31,8%, il Pdl al 18,5%, il Movimento 5 Stelle al 14,1%, la lista Con Monti per l’Italia è al 10,1%, la Lega Nor al 4,9%, Rivoluzione Civile - Ingroia al 4,3%.
Sel è data al 4,2%, l’Udc al 3,9%, Fratelli d’Italia al 2,6%. Completano il quadro Fare - Fermare il declino (1,4%), Altre liste di Centrodestra (2%) e Altri (1,8%).
IPR Marketing per Piazzapulita, 4 febbraio 2013
La Coalizione di centrosinistra rimane in testa anche per IPR Marketing. Il Pd al 30,0%, Sel al 3,7%, Centro Democratico all’1,0%, per un totale di 34,7% per la coalizione del Centrosinistra.
Il Centrodestra è dato al 28,6%. Il Pdl si attesta al 20,0%, Fratelli d’Italia all’1,3%, La Destra è all’1,5%, la Lega Nord al 4,3%, Altri partiti ottengono l’1,5%.
Il Movimento 5 Stelle prende il 15,5% nelle intenzioni di voto del campione del sondaggio.
Poi c’è la lista di Monti: Scelta Civica prende il 9,7%, Fli l’1,0%, l’Udc il 3,3%. La Coalizione di Centro si attesta così al 14%.
Infine: Rivoluzione Civile - Ingroia è data al 4,5%, Fermare il declino all’1,5%, Amnistia Giustizia e Libertà al 0,9%. Altri partiti prendono lo 0,3%.
25% gli astenuti, 13% gli indecisi.
Veniamo al voto in Lombardia al Senato, elezione chiave, sulla quale, comunque, Bersani, ospite di Corrado Formigli, ha ostentato sicurezza.
Il Centrosinistra è avanti di appena un punto: 34 a 33%. Segue il Movimento 5 Stelle al 14%, poi la coalizione di centro data al 12%. 7% per gli altri partiti.
Emg, TgLa7, 4 febbraio 2013

C’è parecchia differenza tra i due sondaggi che sono comparsi oggi: quelli Tecné per Sky e quelli Emg per il TgLa7 di Mentana. Il primo infatti dipinge uno scenario da incubo per il centrosinistra, che perde un punto e mezzo, scende al 32,9% e rimane avanti rispetto al centrodestra di soli 4 punti (28,9%).
Il Movimento Cinque Stelle è al 16,5%, la Lista Monti al 13,2%, mentre Rivoluzione Civile continua a guadagnare consensi e arriva al 5,4%.
Il distacco tra i due principali raggruppamenti è invece di otto punti secondo le rilevazioni Emg per il telegiornale di Mentana. Il centrosinistra rimane alto al 35,9% (Pd 30,2 e Sel 4,6), il centrodestra al 27,9% (Pdl 19,6 e Lega 4,8 più gli altri), Lista Monti al 14,6% (Scelta Civica 10,1; Udc 2,8 e Fli 1,7).
Il Movimento 5 Stelle registra un dato più basso di quello che si vede in questi giorni altrove (e anche nelle rilevazioni Tecné) al 14,6% ed è leggermente più basso anche il dato su Rivoluzione Civile, che qui viene data al 4,6%.
Ma sono sondaggi che nascono già vecchi, visto che non possono tenere conto della cosa più importante, e cioè la reazione degli italiani all’annuncio choc di Berlusconi della restituzione dell’Imu.
I sondaggi Swg per Agorà del 1° febbraio
Il caso Mps inizia a farsi sentire in casa Pd, che perde punti come perde tutto il centrosinistra. Mentre il centrodestra continua la sua avanzata. Secondo le rilevazioni Swg il Centrosinistra scende al 32,8% (-1,3), il Centrodestra arriva al 27,8% (+1,2). La differenza è ridotta a 5 punti quando mancano più di tre settimane al voto. Anche il centro guidato da Monti aumenta i consensi e raggiunge quota 14,2% (+1,4).
Il voto ai singoli partiti è così diviso: Pd 28% (-1,4), Pdl 19,3% (+2,1), M5S 18% (0,8%), Scelta civica con Monti 9,4% (+1,9), Rivoluzione Civile 5% (-1,4), Lega Nord 4,9% (-0,4), Sel 4% (-0,4), Udc 3,4% (-0,8), Fermare il declino 1,5% (-0,5), Fli 1,4% (+0,3), Fratelli d’Italia 1,4% (-0,1).
Evidente il crollo del Partito Democratico in seguito al caso Monte dei Paschi, ma saltano ancora più all’occhio gli oltre due punti conquistati da un Pdl che si avvicina a quota 20. Continua la risalita anche l’M5S, che sembra aver superato il periodo difficile e - come sempre giovandosi degli scandali altrui - inizia a tornare sui suoi livelli massimi. Importante anche il balzo in avanti del listone legato a Monti.
Sondaggi elezioni 2013: i dati Swg del 1° febbraio
I sondaggi di Ballarò 29 gennaio
Sondaggi elezioni 2013 - Ballarò, 29 gennaio 2013



Ballarò ha proposto i soliti sondaggi eseguiti da Ipsos, nella puntata del 29 gennaio 2013.
Alla Camera guida il Pd, 32,5%, segue il Pdl, 18,2%, poi il Movimento 5 Stelle, 13,6% e la lista Con Monti per l’Italia al 10,7%. La Lega Nord è data al 5,2%, la Rivoluzione Civile - Ingroia al 4,8%, Sinistra Ecologia e Libertà è al 4,5%, l’Udc al 3,6%, Fratelli d’Italia all’1,4%, La Destra all’1,2%, Futuro e Libertà per l’Italia all’1,1%, altri al 3,2%.
Fra le coalizioni: il Centrosinistra è al 37,6%, il Centrodestra al 26,8%, il Centro di Monti è al 15,4%, il Movimento 5 Stelle al 13,6%, Rivoluzione Civile al 4,8%.
Ma il programma non si è limitato ai sondaggi tradizionali. Tramite Ipsos, ha chiesto agli italiani di rispondere ad altre domande. Tipo: «A chi lascereste le chiavi di casa?», «Con chi andreste in vacanza?», «Chi è meno utile al paese» e via dicendo. Le risposte sono tutte
nella gallery di immagini dei sondaggi.
28 gennaio 2013, Ipr Marketing

Sondaggi elezioni 2013 - IPR Marketing per Piazzapulita del 28 gennaio 2013


Anche Piazzapulita, ieri sera, 28 gennaio 2013, ha mostrato, come di consueto, sondaggi elettorali in vista della prossima tornata. Ecco nel dettaglio quelli relativi alle intenzioni di voto.
Centrosinistra al 35,4%, con il Pd al 30,5%, Sel al 39%, il Centro Democratico di Tabacci all’1,0%.
Centrodestra al 28,0%, con il Pdl al 18,5%, Fratelli d’Italia all’1,3%, La Destra al 2,0%, Lega Nord al 4,5%, Altri di Centrodestra (Mir, Grande Sud, Pid, Intesa Popolare) all’1,7%.
La Coalizione di Monti è data al 14,8% (con Udc al 3,3%, Fli all’1,2%, Scelta civica con Monti al 10,3%)
Il Movimento Cinque Stelle è poco dietro Monti, al 14,6%.
La lista di Antonio Ingroia, Rivoluzione CIvile, è accreditata di un 4,7%.
Nei sondaggi ci sono anche domande a proposito della questione Monte dei Paschi (il 52% degli intervistati ritiene il Pd responsabile), delle affermazioni discusse di Berlusconi su Mussolini (solo il 20% degli intervistati condivide l’affermazione del Cav. Meno della somma degli elettori di Centrodestra). Infine, sull’apertura di Monti al Pdl (66% di favorevoli fra gli elettori di monti, solamente l’11% fra gli elettori del Pdl, a dimostrare la spaccatura delle due destre).
28 gennaio 2013, Tecné
Nuovo sondaggio di Tecné per SkyTg24, con rilevazione effettuata il 26 gennaio.
Il Pd è al 30,2%. Il PdL al 18,9%. Sono entrambi in calo dello 0,1% rispetto alla precedente rilevazione Tecné, ma la cifra, quello 0,1% è talmente insignificante da rappresentare, sostanzialmente, un nulla di fatto.
Lo stesso si può dire per la Scelta civica - Con Monti per l’Italia, al 9,6% (-0,1%) e con il Movimento 5 Stelle (14,7%) e Lega Nord (5,2%) in lievissima crescita.
Rivoluzione Civile è al 4,8%, Sel al 3,8, l’Udc al 3,7.
Ancora ampia, anche per Tecné, l’area grigia di indecisi e dei fautori del non voto: sono il 36,4%.
25 gennaio 2013, Demos & Pi
Arrivano i sondaggi di Demos & Pi, che fanno titolare a Repubblica “La rimonta Pdl non c’è”, dopo giorni e giorni di rimonta Pdl. L’uso dei sondaggi in questo modo è naturalmente strumentale, da qualunque parte provenga: i sondaggi vanno raccontati nel loro contesto e spiegando la metodologia con cui sono realizzati e via dicendo, senza trarne conseguenze assolute ma relativizzando tutto. Ecco perché qui diamo conto di tutti i sondaggi che riusciamo a seguire.
In questi, in particolare, la Coalizione di Centrosinistra è data al 38,1% alla camera, con il Pd dato al 33,5%. La Coalizione di Mario Monti è data al 16,2%. Il Pdl sarebbe al 18,1%, con la coalizione di Centrodestra di Silvio Berlusconi al 25,8%. Il Movimento 5 Stelle sarebbe al 13%, Rivoluzione civile al 4,5%.
Più interessanti i profili degli astensionisti e degli incerti che compongono l’area grigia.
24 gennaio 2013, Demopolis per Otto e Mezzo
24 gennaio 2013: anche Otto e Mezzo propone i suoi sondaggi, realizzati da Demopolis. Sondaggi che vedono arrestarsi la rimonta del Pdl, il Pd attestarsi sotto il 30% per la prima volta dalle primarie di coalizione, la coalizione del Centrosinistra al 34,5%, il Centrodestra al 27,5%.
21 gennaio 2013, TgLa7
21 gennaio 2013: mentre i sondaggi su base regionale condotti da ISPO per il Corriere della Sera spaventano il Centrosinistra, dando il Centrodestra di Berlusconi in vantaggio in Lombardia, Veneto e Sicilia per il Senato (la forbice, comunque, è tale da non consentire di sbilanciarsi troppo e da far definire le tre regioni in bilico), che sono il vero argomento di interesse di questa fase della campagna elettorale, almeno fino al divieto di pubblicazione dei sondaggi, Enrico Mentana anticipa su Twitter, come di consueto, i sondaggi che manderà in onda questa sera al TgLa7.
Stasera sondaggio, vi anticipo dei dati: coal.c.sinistra 37,1 (-0,3), coal.c.destra 28 (+0,1),coal.Monti 15,2 (+0,4) mov.5stelle 12,8 (+0,7)
— enrico mentana (@ementana) Gennaio 21, 2013
Il Tweet racconta una situazione sostanzialmente immutata rispetto alla settimana scorsa.
Contesgtualmente, arriva anche il sondaggio di SKY TG 24 sulle intenzioni di voto (realizzato il 19 gennaio 2013)
Secondo Tecné, che realizza il sondaggio su commissione del network, il Centrosinistra è al 35,8%, il Centrodestra è al 26,5%, Monti al 15,2%, il Movimento Cinque Stelle al 14%, Rivoluzione Civile al 4,8%.
18 gennaio 2013 - SWG

Nuovi sondaggi Swg per Agorà, che si discostano parecchio da quelli Ipsos e che soprattutto sono da brividi per i sostenitori del centrosinistra. La coalizione guidata da Pdl e Lega si avvicina parecchio a quella di Bersani & co. e adesso il distacco è di meno di sei punti percentuali. Vediamo prima i risultati partito per partito.
Pd: 28,8% (-1); Pdl: 17,7% (+2); Movimento 5 Stelle: 16,8% (+0,9); Lista Monti: 8,6% (-0,2); Lega Nord: 5,4% (-0,7); Rivoluzione Civile: 5,4% (+0,9); Udc: 4,1% (+0,1); Sel: 3,8% (-0,6)
Il Pd e Sel non solo perdono più di un punto e mezzo in due, ma vedono crescere gli avversari sia alla loro destra che alla loro sinistra. Ingroia si fa sempre più minaccioso e arriva al 5,4% (superando nettamente Sel), il Pdl fa un balzo di due punti in un colpo solo e anche il Movimento 5 Stelle, dato spesso in crisi, secondo Swg gode invece di ottima salute al 16,8%. Il risultato è che il voto per coalizione è tutto tranne che rassicurante per Bersani.
Il centrosinistra cede quasi due punti e arriva al 33%, il centrodestra cresce altrettanto e arriva al 27,2%. Sono meno di sei punti distanza, non molto quando manca ancora più di un mese al voto. Il centro continua a non crescere e rimane stabile al 13,7% (sembra quasi che la sua soglia massima sia - considerando le diverse rilevazioni - attorno al 16/17%).
Ipsos per Ballarò, 15 gennaio 2013
22.58: anche Ballarò propone i suoi sondaggi. Scondo l’IPSOS, il Pd è al 33,4%, il Pdl al 17,4%, il Movimento 5 Stelle al 12,5, la lista Con Monti per l’Italia al 5%, Sinistra Ecologia e Libertà al 4,9%.
Rivoluzione Civile - Ingroia è data al 4,8%, l’Udc al 4%, Fratelli d’Italia all’1,4%, La Destra all’1,3%, Futuro e Libertà per l’Italia all’1,1%. Altri partiti al 3,3%.
Ecco i dati delle coalizioni.
Camera: il Centrosinistra è dato al 39%, il Centrodestra al 26,4%, il Centro di Monti al 16%, il Movimento 5 Stelle al 12,5%, Rivoluzione Civile al 4,8%, Altri all’1,4%.
Senato: Centrosinistra al 39,5%, Centrodestra al 26,8%, Centro al 14,7%, Movimento 5 Stelle al 12,%, Rivoluzione civile al 5%, Altri partiti all’1,9%
Tecné per SKY, 15 gennaio 2013
Escono nuovi sondaggi elettorali, quelli di SKY. Fra i partiti, il Pd è dato al 31,8%, il Pdl al 18,9%, il M5S al 14,2%. Fra incerti e non-voto si raccoglie un 40,6%.
Vediamo le coalizioni: quella di Centrosinistra è data al 37,5% in lieve calo (-0,3%) rispetto alla precedente rilevazione, quella di centrodestra guidata da uno scatenato Berlusconi al 26,3% (+0,3%=, la coalizione di Monti è al 14,8% (+0,3%), Rivoluzione Civile è data al 4,1%.
Sondaggi Presadiretta 14 gennaio 2013
Nelle intenzioni di voto registrate da IPR Marketing, con sondaggio eseguito subito dopo la puntata di Servizio Pubblico, si registra la Lombardia in bilico: la Coalizione di centrosinistra è data al 35,5%. Quella di Centrodestra al 35%. Le altre al 29,5%. E’ del tutto ininfluente cosa facciano gli altri, perché quel che conta al Senato è il premio di maggioranza su base regionale. Con Lombardia in bilico, cosa accadrebbe? Che se il Centrosinistra vince in Campania (altra regione in bilico), oltre che nelle alte regioni in cui è favorito, arriva a 143 seggi; se vince in Campania e Sicilia a 151. La maggioranza numerica al Senato è di 158, ma è chiaro che non è sufficiente per governare con serenità. Una quota ipotizzabile è 173.
TgLa7, 14 gennaio 2013
17.30: Enrico Mentana anticipa i sondaggi che manderà in onda questa sera al TgLa7. Il raffronto è con i medesimi sondaggi di un mese fa.
Dal sondaggio di stasera: la coalizione Bersani perde il 2,9% da 4 settimane fa.Quella di Berlusconi guadagna il 2,6. Il distacco è di 9,5
— enrico mentana (@ementana) Gennaio 14, 2013
Secondo il direttore del TgLa7, il Centrodestra di Berlusconi guadagna 2,6%. Il Centrosinistra di Pier Luigi Bersani perde il 2,9%.
Questi erano i dati della scorsa rilevazione, che non prevedevano ancora la lista di Ingroia.
-
- Centrosinistra: Sinistra, Ecologia e Libertà: 5.1% - Partito Socialista Italiano: 1.4% - Partito Democratico: 32.9% - Alleanza per l’Italia: 0.5%
- Centrodestra: Il Popolo della Libertà: 16.0% - Lega Nord: 5.8% - La Destra: 2.5%
- Italia-Unione di Centro: 4.4% - Lista Montezemolo-Verso 3° Repubblica: 3.0% - Futuro e Libertà: 2.5% - Mpa: 0.6% - Grande Sud: 0.4% - Fermare il Declino: 0.7% - Partito Liberale Italiano: 0.6%
- Movimento Cinque Stelle: 16.6%
- Italia dei Valori: 1.4%
- Federazione della Sinistra: 1.9% - Ecologisti, Verdi e reti civiche: 1.4% - Lista Bonino-Pannella: 0.7% - Svp: 0.4% - Altri: 1.2%
Effetto Servizio Pubblico

In molti l’avevano detto e la cosa si è puntualmente verificata: dopo l’apparizione da Santoro di Berlusconi, il Pdl sale nei consensi e raggiunge il 19,7%. Una crescita pari a un punto e mezzo rispetto alla precedente rilevazione di Tecné per Sky, il partito del Cavaliere - nonostante la semidefezioni dei Fratelli d’Italia Meloni, La Russa e Crosetto - è ormai ben lontano da quei minimi storici del 14-15% che aveva toccato. La questione nel complesso però non cambia molto: il centrodestra è ancora distante dal centrosinistra. L’alleanza Pd-Sel-altri viaggia al 37,8% (-0,8), l’alleanza Pdl-Lega-Destra-altri arriva invece al 26% (+1,6).
Tra le due principali coalizioni ci sono quindi ancora più di dieci punti, un margine di sicurezza abbastanza ampio. Ma la questione non è tanto questa: più il centrodestra si avvicina, più la vittoria di Bersani sarà dimezzata da un Senato ingovernabile. Soprattutto visto che il Terzo Polo perde qualcosa ma resta forte: Udc-Fli-Monti sono dati al 14,5% (-1,3).
Ecco i risultati per singolo partito:
Pd: 32%
Sel: 4,4%
Altri csx: 1,4%
Pdl: 19,2%
Lega Nord: 4,4%
La Destra: 1,1%
Altri cdx: 1,3%
Udc: 4,2%
Liste Monti: 9,3%
Fli: 1%
M5S: 14,3%
Rivoluzione Civile: 4,3%
Altri: 3,1%
Incerti, non voto: 40,8%
Per il 61% il governo non sarà stabile
C’è una cosa da far notare, nel sondaggio SWG per Agorà, ed è la risposta a questa domanda:
«Secondo lei dalle prossime elezioni uscirà un governo stabile?»
A fronte del 14% di sì e di un 25% che non sa rispondere, ecco il 61% degli intervistati che si dice convinto che dalle urne delle elezioni politiche 2013 non uscirà un governo stabile.
Una cifra davvero consistente e del tutto coerente con la situazione politica attuale e con la legge elettorale.
11 gennaio 2013: Il sondaggio reso pubblico oggi da Agorà è stato effettuato tra il 7 e il 9 di gennaio 2013, dunque non può ancora tenere conto della vetrina di Servizio Pubblico per Berlusconi. Ecco i risultati.
- Partito Democratico-PD 29,8
Sinistra Ecologia e Libertà 4,4
Centro Democratico di Tabacci e Donadi 0,7
Futuro e Libertà di Fini 1,0
UDC - Unione di Centro 4,0
Scelta Civica con Monti per l’Italia (Montezemolo, Bonanni, Olivero) 8,8
Popolo della Libertà-PDL 15,7
Lega Nord e 3L 6,1
Fratelli d’Italia di La Russa, Meloni e Crosetto 1,5
La Destra 1,1
Grande Sud di Miccichè 0,5
MIR di Samorì 0,2
Fermiamo le banche di Marra 0,2
Movimento 5 Stelle di Grillo 15,9
Rivoluzione Civile di Ingroia con IdV, PDCI, rifondazione e Verdi 4,5
Lista FARE di Oscar Giannino 2,5
Lista Amnistia Giustizia Libertà di Pannella 1,0
Nuovo Rinascimento Italiano 0,2
Democrazia Cristiana di Cirino Pomicino, Gianni Fontana, Clelio Darida e
Silvio Lega 0,1
Altro partito 1,8
INDECISI E NON RISPONDENTI 22,4
ASTENUTI, BIANCHE E NULLE 11,1
8 gennaio 2013, IPSOS per Ballarò
Ecco il sondaggio di IPSOS per Ballarò, mandato in onda nel corso della puntata dell’8 gennaio 2013.
Alla Camera, il Pd è dato al 33,3%, il Pdl al 16,1%, il M5S al 12,5%, la lista Con Monti per l’Italia è accreditata di un 12,5%.
7 gennaio 2013, IPR
Nel corso della puntata di Porta a Porta di ieri, 7 gennaio 2013, Bruno Vespa ha mostrato i sondaggi della IPR Marketing, che mostrano dati più al ribasso per il Centrosinistra rispetto a Tecné, che vede in crescita il Centrodestra e Monti accreditati di qualche punto percentuale in più.
Ecco le Intenzioni di voto.
Coalizione Centrosinistra Pier Luigi Bersani 38,0%
Nel dettaglio: Pd 31% - Sel 5,0% - Centro Democratico 2,0%
Coalizione Centrodestra Mario Monti 16,0%
Nel dettaglio: Scelta civica con Monti 10,0% - Udc 4,0% - Fli 2,0%
Coalizione Centrodestra Silvio Berlusconi 27,0%
Nel dettaglio: Pdl 17,0% - Lega Nord 5,0% - La Destra 2,0% - Fratelli d’Italia 1,5% - altri Centrodestra (GrandeSud+MIR+Repubblicani) 1,5%
Movimento 5 Stelle 13,0%
Lista Ingroia Rivoluzione Civile 2,0%
Pannella Bonino 1,5%
Fermare il declino 1,0%
Altri partiti 1,5%
4 gennaio 2013
4 gennaio 2013: Sky ha appena diffuso nuovi sondaggi con una sorta di “borsino” giorno per giorno. I sondaggi sono realizzati da Tecné sulla base di circa 3mila interviste.
Come potete vedere, la coalizione di Centrosinistra, con candidato premier Pier Luigi Bersani è data in leggero calo al 40,2%. Il Centrodestra, che pure non ha trovato ancora un accordo (Berlusconi rinuncerà davvero a candidarsi premier?) è dato al 25,5%.
Terzo polo è il Movimento 5 Stelle (16,6%).
Mario Monti, nonostante le roboanti cifre diffuse dal CESI, è al quarto posto, al 12,6%.
Appena un 3% per la Rivoluzione Civile di Ingroia.
2 gennaio 2013
2 gennaio 2013: Affariitaliani.it pubblica nuovi sondaggi, realizzati dall’Istituto Piepoli. Sono dati molto diversi da quelli del CISE.
Il Pd è dato al 33% (il 17 dicembre, Piepoli lo dava al 33,5%). Sel non si smuove dal 6%. Gli altri di Centrosinistra sono dati al 3%. La coalizione è al 42%.
Il Pdl è al 17 (scende, rispetto a Piepoli del 17 dicembre, di 0,5%). Fratelli d’Italia è accreditata di un 2%. La Destra di Storace è al 3%. La coalizione è accreditata, dunque, di un 22%.
La Lega Nord, che per il momento corre da sola, è data al 6%.
La coalizione di Mario Monti (Udc, Fli, Montezemolo e Agenda Monti) è accreditata del 12%.
Il Movimento 5 Stelle è all’11% (il 17 dicembre era dato al 14%).
Rivoluzione Civile - Ingroia è data al 5%.
Sondaggi CISE 30/12/2012
30 dicembre 2012, 13.00: riparte la ridda dei sondaggi per le elezioni politiche 2013.
Il prof. Roberto D’Alimonte, editorialista del Sole 24 Ore e direttore del CISE pubblica un Tweet con dati abbastanza discordanti da quelli che erano stati diffusi ieri.
Sondaggio Sole- @_cise di oggi Bersani al 36%, Monti è il secondo polo al 23,3%, Berlusconi con la Lega al 21,8%, Grillo 13,8%
— Roberto D’Alimonte (@profdalimonte) Dicembre 30, 2012
Secondo il Cise, Bersani sarebbe al 36%, Monti al 23,3%, Pdl+Lega al 21,8%, Grillo al 13,8%.
A chi gli chiede spiegazioni circa la distribuzione dei voti, D’Alimonte risponde con un altro Tweet.
@nonunacosaseria @profdalimonte @_cise no il Pd è 34,6% e Sel 5,2% ma alla domanda sulle coalizioni alcuni elettori Pd scelgono Monti
— Roberto D’Alimonte (@profdalimonte) Dicembre 30, 2012
Un Tweet nel quale specifica che il Pd è al 34,6%, Sel al 5,2%, ma che a quanto pare alla domanda sulle coalizioni del Pd alcuni elettori sceglierebbero Monti.





































































118 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
floop
Per me son molto verosimili apparte PDL e Grillo… questi due li vedo rispettivamente al 15% e 18% La Lega sarà sola mi sa.
#1 - Scritto il
threepwood
bisognerebbe capire però quanto prendono singolarmente PDL e Lega
#2 - Scritto il
automatico
non ci sara' un governo, prevedo guai.
#3 - Scritto il
caligola
@automatico: hai idea di come funziona la legge elettorale o ancora non avete affrontato l'argomento a scuola?
#4 - Scritto il
floop
ha ragione automatico è probabile che neanche il pd avrà maggioranza in entrambe le camere quindi niente governo o meglio un altro governo tecnico
#5 - Scritto il
borgotorto
Al solo pensiero che il 15 forse il 20 dei votanti appoggera' berlusconi io dovrei chiedere asilo politico all'estero
#6 - Scritto il
il_punitore
ECCO BRAVO ….chiedi ASILO all'estero ……un voto in meno per i comunisti.
#7 - Scritto il
puignever
Solo un coglione può votare berlusconi!
#8 - Scritto il
borgotorto
Caro punitore oltre i berlusconiani non ci sono solo i comunisti dillo al tuo vate che si abbraccio con Putin
#9 - Scritto il
bdzfvg
CARI AMICI, come iscritto, con cadenza abbastanza fissa ricevo i "post" dal PD nazionale. L'ultimo presenta in perfetto stile bersaniano il seguente titolo: "Il PD forza tranquilla e popolare per l'Italia giusta " "forza tranquilla" : ma non l'avevamo già sentito diversi anni fa da parte di un altro partito politico ? "Tranquilla" equivale anche a "appagata", da l'idea di una cosa statica : di fronte al 35% di giovani senza lavoro , io avrei preferito l' aggettivo "preoccupata" o "in movimento" o roba simile. Mi chiedo se vi sia ancora una parte di elettorato che deve essere "tranquillizzato" sui comportamenti non eversivi del PD: chi crede ancora che il PD sia costituito da comunisti che mangiano bambini , bruciano le chiese e ti portano via la casa ed i campi ? "popolare" : si puo' dire oggi ? che significa ? nessun partito si definisce di èlite, tutti(Berlusconi,centro montiano) vogliono essere nel Partito Popolare europeo, Grillo va nelle piazze e piu' popolare di così, La estrema destra ed estrema sinistra non ne parliamo…. Forse solo Giannino che è un liberale serio non usa quel termine. "Giusta" : si fa presto a dire ! e come no !!! chi vorrebbe il contrario ? peraltro non occorre uno sforzo di elaborazione programmatica per declamare qualsiasi parola, anche impegnativa !. Insomma cari amici, se al posto di PD fosse stato scritto L'Uomo qualunque sarebbe stata la stessa cosa. Ma chi è che conia questi slogans ? Lo stile è quello del segretario ma è proprio Bersani stesso personalmente?Anche in questi giorni che ha un bel daffare a congegnare il proprio listino personale ? Gli ci vorrebbe un altro Bondi. Naturalmente sono graditi commenti arch. Giuseppe Del Zotto - membro Direttivo Circolo PD n. 7 Udine
#10 - Scritto il
Alessio Cervellera
chissà...
#11 - Scritto il
Giacomo Terracciano
nel 2013 ci vogliono gli uomini no i finocchi
#12 - Scritto il
valter29
MTeniamo ben presente una cosa: se ancora oggi Berlusconi è sulla scena politica la colpa è delle sisnistre che avendo avuto ben quattro governi non hanno provveduto ad emanare la legge sul conflitto di interessi. Perchè? Allora oggi la sinistra è inutile che faccia la faccia deroce contro Berlusconi.
#13 - Scritto il
codroipo
Berlusconi quando farà il discorso di insediamento dovrà ringraziare i vari Santoro, Ingroia, Grillo, Vendola e tutti gli asini nostalgici che hanno votato Bersani alle primarie
#14 - Scritto il
borgotorto
tutte le previsioni non tengono nel debito conto il movimento 5 stelle,convitato di pietra.In parlamento gli eletti dovranno votare gli slogan anche i piu efficaci o innovativi non conteranno nulla;il loro voto sara' importaNTE anche se scheda bianca potrebbe essere determinante rivedremo i Responsabili?
#15 - Scritto il
aldebaran85
voto ingroia
#16 - Scritto il
axe
c'è un'altra bomba da disinnescare per il Berlusca prima di cantar vittoria, se si candida lui come presidente, almeno mezza lega si ritira, se candida Alfano perde un tot di voti.
#17 - Scritto il
ventiore
Dopo un giorno il presunto vantaggio di Berlusconi, nuova rilevazione, era di nuovo sceso. Piepoli. Un cambiamento nell'intenzione di voto rilevato a poche ore da una trasmissione televisiva non può essere correlato alla trasmissione televisiva, oppure non è significativo da un punto di vista scientifico Trattasi di panna montata, non serve assolutamente ad una mazza rilevarlo, anzi serve: marketing. Ora cerchi supporti alla tua tesi e ne troverai un sacco, perché tali supporti saranno forniti bipartisan, per varie motivazioni. I sondaggi vengono interpretati perché è comodo farlo, altrimenti nessuno parlerebbe di un cambio nelle intenzioni di voto (non dell'atteggiamento verso un partito, sono due cose diverse: uno è un sondaggio elettorale e l'altro un sondaggio d'opinione) dovuto all'effetto Santoro prima di almeno una settimana. Quello che si è visto è un uomo inadatto a governare e consapevole del mezzo. Cose già conosciute in precedenza, dunque ha polarizzato. Chi lo riteneva inadatto a governare ne ha avuto prova lampante, chi lo votava in quanto imbonitore si sarà ringalluzzito. Questi sono una minoranza.
#18 - Scritto il
boh1
bravo ventiore quoto
#19 - Scritto il
boh1
Ribadisco che Ingroia e rivoluzione civile si candidano ad essere il nuovo partito bertinottiano…al motto di : dividiamoci , lasceranno campo aperto ai peggiori. Se un partito non ha la capacità del compromesso , di unire le forze e le sinergie, ha perso già in partenza. Ingroia non doveva candidarsi per il bene del paese. Ha perso la mia stima
#20 - Scritto il
il_punitore
VEDRETE CARI SINISTRI ……che botta vi attende …. ricordarsi del 40 % di non so …non voto ….. . ALLE URNE REALI ….vota regolarmente oltre 85% degli elettori ….non voto 15% . c'è quindi un buon 25% di elettori che non dichiara la sua preferenza …E SONO QUASI TUTTI DI CENTRO DESTRA …. . se ne recuperano anche solo la metà …….BY BY cara sinistra ….perderete nuovamente .
#21 - Scritto il
ventiore
chissà, magari vincerà davvero il centrodestra. Non sono un veggente, quello che so è che i sondaggi sull”effetto Santoro', per ora, non possono che essere farlocchi o assolutamente inutili.
#22 - Scritto il
padredifamiglia
Basta chiacchere! Il paese ha bisogno di fatti! Il movimento 5 stelle è l'unico che ha fatto delle promesse e le ha MANTENUTE tipo rimborsi e stipendi restituiti indietro e altro ancora. Chi negli ultimi decenni di governo ha MANTENUTO le promesse fatte? Io la mia famiglia i miei amici cugini parenti TUTTI voteremo movimento 5 stelle. Spero che tutti voteranno il movimento 5 stelle per dare una vera svolta in positivo a questo paese altrimenti se il voto verrà disperso tra centro destra sinistra ecc non avendo una maggioranza si cadrebbe in una situazione di ingovernabilità che è la cosa peggiore.
#23 - Scritto il
Carlo Piraino
poveri noi se vincono i sinistri, avremo invasione di extracomunitari, i quali li faranno votare, e noi fessi li manterremo con le nostre tasse. quindi ocio a chi vota sinistre, maditate gente meditate
#24 - Scritto il
axe
ma come fate a sparare certe cose, per il momento gli extracomunitari stanno pagando le ns pensioni, perchè le loro e quelle di tutti quelli che hanno meno di 40 anni difficilmente le vedranno.
#25 - Scritto il
Mario Capristo
monti...per dare credibilità all'Italia...pensiamo hai nostri emigrati...camminare a testa alta in europa e nel mondo....forza MONTI
#26 - Scritto il
Mario Capristo
rigore e serietà Giustizia
#27 - Scritto il
Giancarlo Lodo
spero tanto ke vinka il centro sinistrama con la cantilena di Bersani ho qualke dubbio, ci voleva la scioltezza di Renzi, ke é stato emmarginato, Bersani ke é figlio di Dalema il grande inciucciatore, se vince mettera sul piedistallo disegnandolo ministro degli esteri, o lo proporrà presidente della replublica.
#28 - Scritto il
ipad2forme
Il discorso è semplice: il centro sinistra va SEMPRE A VOTARE, perciò le percentuali di voto sono sempre più o meno quelle, non aumentano mai ma possono diminuire, visto che hanno una salma alla guida del partito. La destra invece latita parecchio sul voto, ma se andasse a votare vincerebbe sulla sinistra. E questo i sondaggi non sono in grado di rivelarlo.
#29 - Scritto il
ipad2forme
@AXE Ma chi ti ha raccontato che gli extracomunitari pagano le pensioni, che lavorano tutti in nero, quelli che lavorano regolari spediscono i soldi a casa e appena possono ritirano i contributi versati e si fanno sostituire da altri compari, e per il resto spacciano o si fanno mantenere da pantalone. E per di più gravano sui servizio sanitario Nazionale e sull'Imps, visto che appena arrivano usufruiscono immediatamente dei sussidi avendo versato nulla. Votate sinistra e vi ritroverete marocchini che non pagano i mezzi pubblici e che menano i controllori. Che schifo.
#30 - Scritto il
ipad2forme
Ballarò ecco perché dei sondaggi, che strano da Vespa era l'inverso, bah…
#31 - Scritto il
borgotorto
La verita' e' che berlusconi potra' solo fare il guastafeste,esaminate i sondaggi e ditemi quale movimento o partito potrebbe allearsi con lui per il governo del paese,uno solo! al venditore di bubbole rimane Antigua ma forse rischia che il salvacondotto con Ingroia Sel 5stelle quindi un quarto forse un terzo dei parlamentari non potra' venire offerto
#32 - Scritto il
alkimyst
Inoltre, come dice bene AXE, se si vota il PDL si vota a scatola chiusa, visto che non hanno un candidato premier (o meglio non lo vogliono dire, altrimenti perderebbero voti causa rielezione di BERLU che non sa fare altro che il premier dei Balocchi). Della serie votiamoli così fanno quel che vogliono. Fossi un elettore del PDL m sentirei offeso ed indignato…Ma a quanto pare nessuno di loro ci pensa…
#33 - Scritto il
idrissecondo
L'ingresso in politica di Ingroia eroderà voti al centrosinistra, in particolare al SEL. Vendola infatti cerca di "convivere" con la politica, anche con quella di Monti. Ingroia invece è intransigente. Il vero comunista preferisce quindi quest'ultimo anzichè un Vendola che, a sto punto, cerca solo di galleggiare
#34 - Scritto il
axe
iPAD, 1) Gli extracomunitari regolari pagano i contributi che servono per pagare alte le pensioni dei pensionati e baby pensionati attuali. 2) I contributi versati non si possono ritirare dall'Inps. 3) A treviso sono stati i vigili a picchiare il marocchino che non aveva pagato il biglietto (comunque dò ragione a loro perchè stava diventanto violento)
#35 - Scritto il
il_punitore
@ axe . . 1) I CONTRIBUTI li paga il datore di lavoro ….non il lavoratore …..dicesi SOSTITUTO D'IMPOSTA. fosse per il lavoratore non li pagherebbe nessuno . . 2) gli extra comunitari usano il cervello , a differenza dei sinistri. . CI SI FA ASSUMERE poi si chiede il ricongiungimento familiare arrivano i NONNI 65 enni …… e lo stato GLI DEVE SGANCIARE LA PENSIONE SOCIALE ….. . POI SE NE TORNANO IN NEGROLANDIA ……e lo stato GLI DEVE COMUNQUE PAGARE L APENSIONE SOCIALE …A VITA . . perchè i furbi fanno figurare la residenza in Italia ….. . sveglia sinistrati.
#36 - Scritto il
automatico
avete pagato l' imu? bersani ed il pd lo hanno bruciato con la 2loro" banca fallita, il monte dei paschi, in cabina elettorale ricordatelo bene…
#37 - Scritto il
Giancarlo Lodo
sono sempre stato di sinistra"e lo sarò sempre, voto Bersani, ma avrei preferito Renzi Matteo Magni
#38 - Scritto il
Carmine Autuori
segnalo sel al 3%
#39 - Scritto il
Marcello Preite
C'è gente che vota per paura e non per scelta. C'è gente che vota per pregiudizi e no per per idee. C'è gente che ancora spera nella terra promessa invece di fare buona quella che hanno. C'è gente che spera sempre nelle regalie pubbliche e appalti facili invece di lavorare onestamente. Carlo Piraino (Top Commentator?) è uno di questi.
#40 - Scritto il
Marcello Preite
C'è gente che vota per paura e non per scelta. C'è gente che vota per pregiudizi e no per per idee. C'è gente che ancora spera nella terra promessa invece di fare buona quella che hanno. C'è gente che spera sempre nelle regalie pubbliche e appalti facili invece di lavorare onestamente. Carlo Piraino (Top Commentator?) è uno di questi.
#41 - Scritto il
Franca Lovato
non credo che dopo quanto è successo ci siano ancora persone che votano pd
#42 - Scritto il
Tignini Antonia
Voterò Gianfranco Fini alla camera e Monti al senato perchè il mio partito nn debba finire.. Poi si vedra ...
#43 - Scritto il
Antonio de Marco
Vorrei chiedere agli astensionisti e incerti cosa ci guadagnano con il NON VOTO.Comprendo la loro indignazione (stiamo attraversando il momento più critico della ns storia) però dobbiamo considerare il voto come unico strumento valido per tentare di cambiare l'andamento della politica.Chi scrive è un 85enne che ha sempre votato, talvolta sbagliando, e sempre voterà e lo faccio per i miei nipoti e per i giovani tutti
#44 - Scritto il
ipad2forme
Pura fantascienza, ma d'altronde in un blog di sinistra c'è da aspettarselo. E poi con lo scandalo della banca del PD, adesso faranno un tonfo a terra che si sentirà fino al Polo Nord.
#45 - Scritto il
Roberto Bortolin
c'è bisogno di cambiamento
#46 - Scritto il
borgotorto
Berlusconi : corrotto corruttore,mentitore ,truccatore di bilanci ,bestemmiatore, pluridivorziato ma fidanzato con una bella dentro innamorata del suo aspett(terrificante) si cominica per portare l'ostia nelle messe nere fuori dall'italia disprezzato e gradito solo dai comunisti putin e lukacenco eppure questa accozzaglia che in siste nel chiamarsi destra non esisterebbe senza di lui;perche' nell'animo gli assomigliano viva ingroia viva i grillini lo manderanno ad Antigua
#47 - Scritto il
edygno
Il pupo siciliano (alias Alfano) ed il re delle scope (alas Maroni) insistono nel dire che lo stato regalerà 3,9 MLD a MPS e li mettono in relazione all'IMU: mentono sapendo di mentire, quello è un prestito con interessi prestabiliti non una dazione a fondo perduto. Vorrei invece rammentare a questi due campioni quanto è costato ai contribuenti il "salvataggio" di Alitalia : Air France si comprerà Alitalia pagando ai cosidetti "patrioti" una ventina di amici del Berlu ben 120 MLN facendogli quindi guadagnare 20 MLN mentre ai contribuenti italiani rimangono sul groppone la "bad company" già costata 3 MLD (miliardi) e 7500 cassaintegrati per 7 anni! Tutto questo per non far finire in mani straniere la nostra compagnia di bandiera!! E questi vorrebbero continuare a governare l'Italia… ma per favore!!!!
#48 - Scritto il
Umberto Voza
Signori, per mè i politici sono una categoria da guarda posti "abusivi"Prima di tutto sono troppi, e poi non svolgono il loro mandato. A questo punto mi domando, il governo uscente ha soddisfatto le sue promesse? di abbassare le tasse? giustizia non ad personam? e scissione dal resto D'Italia? rispondete, vi siete dimenticati aperture di uffici a Monza? votate!
#49 - Scritto il
Vincenzo Caggiula
☆ ☆ ☆ ☆ ☆ perché in parlamento voglio dei cittadini e non dei bancarottieri!!
#50 - Scritto il